INQUINAMENTO AMBIENTALE DA SOSTANZE PERFLUOROALCHILICHE (PFAS) – CAMPIONAMENTI PER LA VERIFICA DELLA PRESENZA DI PFAS IN ACQUA E IN ARIA PRESSO LE SEDI DI SERVIZIO DEL COMANDO DI VICENZA

Vicenza -

 

A: Direzione Centrale per la Salute

Ing. Ennio AQUILINO

 

A: Ufficio per l'attività di vigilanza ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro

Ing. Marcello LOMBARDINI


 

A: Direzione Interregionale Veneto e T.A.A.

Ing. Cristina D’ANGELO


 

e, p.c.: Comando Vigili del Fuoco di Vicenza

Ing. Giuseppe COSTA

 

 

 

 

OGGETTO: Inquinamento ambientale da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) – Campionamenti per la verifica della presenza di PFAS in acqua e aria presso le sedi di servizio del Comando di Vicenza

 

 

Spett.li,

 

facendo seguito alla nota prot. n. 5772 del 3 luglio 2025 che si allega in copia, si evidenzia come, allo stato attuale, il Comando di Vicenza non abbia ottemperato ai campionamenti richiesti dalla Direzione Centrale per la Salute, anche in riferimento agli esiti della relazione tecnica “Monitoraggio delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nella rete di sorveglianza delle acque sotterranee” per l’anno 2024, redatta dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), che riporta la rilevazione di valori massimi di concentrazione di PFAS nelle aree comprendenti i Comuni di Trissino, Montecchio Maggiore, Creazzo, Vicenza, Sarego e Lonigo.

L’immobilismo del Comando di Vicenza di fronte a un incarico della Direzione Centrale per la Salute appare deplorevole e dimostra un assoluto disinteresse dell’Amministrazione locale rispetto a una problematica seria e documentata.

Risulta sconcertante che, anche a fronte di dati incontrovertibili forniti dall’ARPAV, si continui a minimizzare la portata della problematica. Lo studio indipendente effettuato da USB in collaborazione con eccellenze in ambito scientifico, universitario e medico, le analisi del sangue e dei DPI con metodologie certificate e presentate in occasione di due congressi in ambito internazionale, le innumerevoli pubblicazioni internazionali sul rischio espositivo dei Vigili del Fuoco, la messa al bando dei PFAS in diversi stati sembrano insufficienti a convincere l’Amministrazione a tutelare la salute dei lavoratori.

Si aggiunge infine che, nonostante il Sottosegretario on. Prisco abbia dichiarato, ad una interrogazione parlamentare presentata dall’On. Traversi, che rientra nelle facoltà del medico competente effettuare approfondimenti e screening sul personale durante le visite periodiche, il medico competente del Comando di Vicenza non ritiene necessario procedere in tal senso, sostenendo che il personale vigile del fuoco sia esposto in misura analoga alla popolazione generale, senza tuttavia disporre di dati oggettivi a supporto di tale affermazione.

Alla luce di quanto esposto, si richiede un riscontro alla presente e un intervento risolutivo sulla tematica da parte degli uffici in indirizzo. In assenza di risposte esaustive, ci si riserva di porre in essere tutte le opportune iniziative di rivendicazione sindacale.

Distinti saluti.


 

per il Coordinamento USB VVF Veneto

Enrico Marchetto