NUCLEO SAPR VENETO. USB CHIEDE LA RIMOZIONE DALL'INCARICO E LA SOSTITUZIONE DEL DIRIGENTE ADDETTO
Gestione fallimentare, mancata valorizzazione delle professionalità e gravi criticità organizzative.
Alla Direttrice Interregionale dei Vigili del Fuoco
del Veneto e Trentino-Alto Adige
Dir. Generale Ing. Cristina D'Angelo
E, p.c.
Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
All'Ufficio di Coordinamento del Servizio Aereo e del Soccorso Aeroportuale
Oggetto: Nucleo SAPR Veneto – Gestione fallimentare, mancata valorizzazione delle professionalità e gravi criticità organizzative. USB chiede la rimozione dall'incarico e la sostituzione del dirigente addetto.
La scrivente Organizzazione Sindacale USB Vigili del Fuoco, facendo seguito alle ripetute denunce e, in particolare, alla nota prot. 41 del 24 luglio 2026 che si allega in copia, ritiene che sia ormai giunto il momento di porre fine a una gestione del Nucleo SAPR Veneto che, alla luce delle criticità rappresentate, ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza.
Non siamo più di fronte a semplici disfunzioni organizzative, ma a un modello gestionale che sta progressivamente mortificando le professionalità, ostacolando l'addestramento e limitando le potenzialità operative di una componente specialistica fondamentale per il soccorso tecnico urgente.
Mesi di mancata programmazione addestrativa, autorizzazioni non concesse, personale ancora privo della necessaria formazione sulle nuove tecnologie, attrezzature acquistate con risorse pubbliche e rimaste inutilizzate, decisioni operative contraddittorie: questo è il quadro che USB ha ripetutamente denunciato, senza che siano emerse soluzioni concrete capaci di invertire la rotta.
A rendere ancora più evidente l'incapacità di valorizzare il personale si aggiunge quanto previsto per l'esercitazione “BRAMEZZA 2026” del 17 ottobre, organizzata nel territorio del Comando di Belluno.
Ancora una volta il Nucleo SAPR viene relegato a un ruolo marginale, nonostante uno scenario di incendio d'interfaccia urbano-boschivo in ambiente montano rappresenti un'occasione ideale per sviluppare capacità di ricognizione, monitoraggio dall'alto e coordinamento delle operazioni di soccorso.
La previsione di soli due piloti e di un generico impiego dei droni a supporto del DTS e del ROS, senza specifici obiettivi addestrativi dedicati alla componente SAPR, dimostra quanto poco venga valorizzato il contributo di questa specialità nella pianificazione delle esercitazioni.
Si continua a negare o limitare l'addestramento ordinario, mentre le occasioni concrete per sviluppare competenze e integrazione operativa vengono ridotte a una partecipazione marginale. Una contraddizione che USB considera inaccettabile.
A questo si aggiungono le gravi circostanze già denunciate relativamente all'esercitazione EXE PO 2026, nella quale un pilota sarebbe stato impiegato in attività di volo senza il secondo componente dell'equipaggio. Una situazione che, imporrebbe un rigoroso accertamento delle responsabilità organizzative e delle valutazioni effettuate in materia di sicurezza del volo.
Non si può invocare il rispetto delle procedure per impedire attività addestrative e poi adottare, in altre circostanze, scelte operative apparentemente in contrasto con gli stessi criteri di sicurezza.
USB respinge con forza una concezione della gestione dirigenziale che sembra ridurre il coordinamento di una componente specialistica a un sistema di autorizzazioni, limitazioni e decisioni calate dall'alto, senza un'effettiva valorizzazione delle competenze e senza una programmazione rispondente alle esigenze del soccorso.
Il personale SAPR non è un problema da amministrare, ma una risorsa da mettere nelle condizioni di operare. E chi non è in grado di garantirlo deve lasciare l'incarico.
Le responsabilità di una simile situazione non possono continuare a ricadere sugli operatori, che dimostrano disponibilità e professionalità e che si vedono invece privati delle necessarie opportunità di crescita e addestramento.
Per USB, il quadro gestionale emerso evidenzia una manifesta incapacità di coordinamento e pianificazione che rende non più sostenibile la permanenza dell'attuale dirigente nell'incarico.
Per queste ragioni USB CHIEDE FORMALMENTE L'IMMEDIATA SOSTITUZIONE DEL DIRIGENTE ADDETTO AL NUCLEO SAPR VENETO, attraverso gli atti di competenza dell'Amministrazione, e una radicale revisione dell'attuale modello organizzativo, affinché vengano ripristinate condizioni di efficienza, trasparenza, partecipazione e rispetto delle professionalità.
Non servono ulteriori rassicurazioni, regolamenti destinati a rimanere sulla carta o risposte burocratiche che eludano le questioni sollevate. Servono decisioni, responsabilità e un cambiamento concreto nella gestione del Nucleo.
USB non intende assistere passivamente al progressivo depotenziamento di una componente specialistica del Corpo Nazionale, né accettare che inefficienze organizzative e scelte gestionali inadeguate compromettano la preparazione e la tutela degli operatori.
L'Amministrazione deve assumersi la responsabilità di intervenire, senza ulteriori rinvii. Il mantenimento dell'attuale assetto, nonostante le criticità ripetutamente rappresentate, costituirebbe una scelta della quale i vertici competenti sarebbero chiamati a rispondere sul piano organizzativo e gestionale.
La sicurezza del personale, la qualità del soccorso e il rispetto delle professionalità non sono negoziabili. Chi dirige deve essere in grado di garantire queste condizioni. In caso contrario, deve essere sostituito.
In assenza di un intervento concreto e tempestivo, USB si riserva di portare la questione a tutti i livelli competenti dell'Amministrazione e di intraprendere ogni ulteriore iniziativa sindacale necessaria.
Si richiede un riscontro formale e urgente.
Distinti saluti.
Per il Coordinamento Regionale USB VVF Veneto
Enrico Marchetto