RISCONTRO ALLA NOTA DELLA DIREZIONE INTERREGIONALE VENETO E T.A.A. PROT. 23041– RICHIESTA CHIARIMENTI URGENTI SULLA GESTIONE DEL NUCLEO SAPR VENETO
Nota congiunta USB VVF e FP CGIL
Direttore Interregionale Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico Difesa Civile per il Veneto e Trentino Alto Adige
Dir. Generale Ing. Cristina D’ANGELO
e p.c.
Comandante Vigili del Fuoco Verbano-Cusio-Ossola
PD Ing. Onofrio LORUSSO
Ufficio di Coordinamento del Servizio Aereo e del Soccorso Aeroportuale
PD Ing. Franco FELIZIANI
Oggetto: Riscontro alla nota della Direzione Interregionale prot. 23041– richiesta di chiarimenti urgenti sulla gestione del Nucleo SAPR Veneto
Le scriventi Organizzazioni Sindacali prendono atto della risposta fornita da codesta Direzione alla nota trasmessa da USB in data 4 giugno 2026 e apprezzano la disponibilità manifestata nel voler condividere con le OO.SS. il progetto del nuovo regolamento del Nucleo SAPR Veneto.
Permangono tuttavia numerosi aspetti che, ad avviso delle scriventi, non hanno trovato adeguato riscontro e che continuano a destare forte preoccupazione sotto il profilo della sicurezza del personale, dell'organizzazione del servizio e dell'efficienza operativa del nucleo.
In primo luogo, la risposta non chiarisce per quali motivazioni i calendari addestrativi predisposti per i mesi di maggio e giugno non siano stati autorizzati, né quali siano stati i criteri adottati per individuare le attività ritenute "strettamente necessarie" al mantenimento delle licenze operative.
La medesima criticità si è purtroppo riproposta anche per il mese di luglio. Il personale del Nucleo SAPR ha regolarmente partecipato alla ricognizione finalizzata alla pianificazione delle attività addestrative, indicando le proprie disponibilità e preferenze secondo le modalità richieste. Tuttavia, alla data odierna (24 luglio 2026), non risulta ancora emanata alcuna autorizzazione ufficiale allo svolgimento degli addestramenti programmati. Tale situazione determina un ulteriore rallentamento delle attività di mantenimento e sviluppo delle competenze operative del personale, prolungando uno stato di incertezza organizzativa che si protrae ormai da diversi mesi e che appare difficilmente conciliabile con le esigenze di efficienza e prontezza operativa proprie di una componente specialistica del Corpo Nazionale.
Tale circostanza appare ancora più difficile da comprendere ove si consideri che il personale ha puntualmente adempiuto alle richieste dell'Amministrazione, manifestando la propria disponibilità agli addestramenti, senza che a ciò sia seguita alcuna formale autorizzazione o comunicazione in merito alla programmazione delle attività.
Sul punto desta inoltre perplessità il richiamo operato da codesta Direzione al superamento del budget delle ore addestrative nell'anno 2024.
Si ritiene infatti opportuno precisare che una parte rilevante delle ore impiegate in quell'anno è stata destinata alla partecipazione ai corsi per il conseguimento del TIA (Tesserino di Ingresso Aeroportuale), attività resasi necessaria quando gran parte delle ore addestrative ordinarie era già stata utilizzata.
Al riguardo si evidenzia altresì che la nota disciplinante le attività addestrative prevedeva espressamente la possibilità di richiedere all'UCSA un'integrazione delle ore disponibili per lo svolgimento di attività connesse al Nucleo SAPR. Per quanto a conoscenza delle scriventi Organizzazioni Sindacali, tale possibilità non risulta essere stata attivata, circostanza che avrebbe consentito di evitare il superamento del budget richiamato nella nota di riscontro.
Parimenti, si prende atto che quattro operatori risultano tuttora privi della formazione specifica sull'impiego del sistema LifeSeeker. Tale circostanza conferma quanto già evidenziato nella precedente nota, ovvero che, a distanza di oltre sette mesi dall'assegnazione dei nuovi piloti al Nucleo SAPR Veneto, permane una significativa carenza operativa relativamente ad una delle principali tecnologie in dotazione.
Pur comprendendo che l'organizzazione dei corsi di formazione sia competenza della Direzione Centrale per la Formazione, si ritiene che tale circostanza non esaurisca le responsabilità organizzative territoriali. Restano infatti prive di riscontro le questioni inerenti la pianificazione di attività di familiarizzazione con le nuove apparecchiature, la verifica funzionale delle attrezzature, l'aggiornamento operativo del personale e il mantenimento di un adeguato livello di preparazione tecnica.
A ciò si aggiunge un'ulteriore criticità che non risulta affrontata nella nota di riscontro e che riguarda la gestione delle nuove dotazioni assegnate al Nucleo SAPR.
Risulta infatti che parte delle attrezzature recentemente acquisite, comprese quelle destinate alle attività NBCR, ai dispositivi previsti per i futuri grandi eventi e ad altre attività specialistiche, sia tuttora custodita presso il Comando di Rovigo ancora all'interno degli imballaggi originali, senza che il personale abbia ricevuto informazioni sul contenuto delle forniture, sulle modalità di impiego, sulla distribuzione delle attrezzature o sulla pianificazione delle necessarie attività di familiarizzazione e addestramento.
Tale situazione rischia di vanificare gli investimenti sostenuti dall'Amministrazione e impedisce al personale di acquisire per tempo le competenze indispensabili per poter impiegare efficacemente le nuove tecnologie qualora se ne rendesse necessario l'utilizzo in scenari operativi reali.
Destano inoltre perplessità le considerazioni secondo cui verranno autorizzate esclusivamente le attività strettamente necessarie al mantenimento della validità delle licenze di volo.
La finalità di un Nucleo SAPR non può infatti essere limitata al mero mantenimento formale delle abilitazioni. Una componente specialistica del Corpo Nazionale deve perseguire un costante accrescimento delle competenze operative, la continua familiarizzazione con le nuove tecnologie e l'addestramento periodico sugli scenari di impiego. Limitare l'attività addestrativa al solo minimo indispensabile rischia di compromettere il processo di crescita professionale del personale e di ridurre progressivamente la reale capacità di risposta operativa del nucleo.
A conferma delle criticità organizzative già rappresentate, le scriventi Organizzazioni Sindacali ritengono necessario richiedere urgenti chiarimenti in merito ad un episodio che, qualora confermato, desterebbe notevole preoccupazione.
Risulta infatti che, nell'ambito dell'esercitazione EXE PO 2026, in data 27 giugno 2026, un pilota del Nucleo SAPR Veneto sia stato impiegato con modalità organizzative che appaiono difficilmente conciliabili con le procedure operative normalmente adottate.
In particolare, risulterebbe che un pilota del Comando di Rovigo, già impiegato quale autista della prima partenza del proprio Comando e pertanto già gravato dal servizio operativo ordinario, sia stato successivamente inviato presso il luogo dell'esercitazione con scarsissimo preavviso.
Sempre secondo quanto risulta alle scriventi Organizzazioni Sindacali, il medesimo operatore sarebbe stato chiamato ad effettuare l'attività di volo in assenza del Pilota Non Comandante (PNC), operando di fatto quale unico componente dell'equipaggio SAPR.
Qualora tale circostanza trovasse conferma, la stessa apparirebbe particolarmente grave, considerato che le operazioni di volo prevedono ordinariamente un equipaggio composto da due operatori e che tale configurazione costituisce un fondamentale presidio di sicurezza sia per la condotta delle operazioni sia per la gestione delle attività accessorie al volo.
Risulterebbe altresì che, nella medesima giornata, fossero presenti in servizio ulteriori piloti presso i Comandi di Venezia e Belluno, circostanza che rende ancora meno comprensibile il ricorso ad un impiego con equipaggio incompleto.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono pertanto di conoscere:
- se l'episodio sopra descritto corrisponda al vero;
- chi abbia autorizzato l'effettuazione dell'attività di volo con un solo pilota;
- sulla base di quali disposizioni operative sia stato ritenuto possibile derogare alla normale composizione dell'equipaggio SAPR;
- per quali motivazioni non sia stato disposto l'impiego di un secondo pilota presente in servizio presso altri Comandi della regione;
- se siano state effettuate le necessarie valutazioni in materia di sicurezza del volo e di gestione del rischio operativo.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali ritengono che tale episodio, ove confermato, rappresenti un elemento di particolare gravità, in quanto sembrerebbe evidenziare un'applicazione non uniforme dei criteri organizzativi.
Infatti, da un lato viene ritenuto non autorizzabile lo svolgimento di semplici attività addestrative con un solo pilota, pur finalizzate alla manutenzione delle attrezzature, alla verifica dei velivoli e al mantenimento della prontezza operativa del nucleo; dall'altro, risulterebbe consentita l'effettuazione di attività di volo nell'ambito di un'esercitazione ufficiale con un equipaggio composto da un solo operatore.
Tale apparente contraddizione merita un urgente chiarimento, sia nell'interesse del personale coinvolto sia al fine di garantire uniformità nell'applicazione delle procedure operative e dei criteri di sicurezza.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali ribadiscono che le osservazioni formulate non sono finalizzate ad alimentare contrapposizioni, bensì a richiamare l'attenzione su criticità organizzative che incidono direttamente sulla sicurezza del personale, sull'efficienza del soccorso tecnico urgente e sulla corretta valorizzazione delle professionalità e delle ingenti risorse economiche investite dall'Amministrazione.
Confidano pertanto che i chiarimenti richiesti possano tradursi in interventi concreti e tempestivi, anche in considerazione dell'imminente definizione del nuovo regolamento del Nucleo SAPR Veneto, affinché lo stesso rappresenti un reale strumento di miglioramento organizzativo e operativo e non soltanto un intervento formale.
In tale prospettiva, le scriventi ritengono altresì opportuno che la definizione del nuovo regolamento costituisca l'occasione per una revisione dell'attuale organigramma del Nucleo SAPR Veneto, orientandolo verso un modello organizzativo meno verticistico e maggiormente partecipativo. Un'organizzazione con una base operativa più ampia, fondata su una più equilibrata distribuzione degli incarichi e delle responsabilità, consentirebbe infatti di valorizzare le competenze di tutto il personale, favorire una più ampia partecipazione alle attività del Nucleo e garantire la massima collaborazione tra tutte le unità operative.
Tale impostazione contribuirebbe non solo a rafforzare il senso di appartenenza e la crescita professionale degli operatori, ma anche ad aumentare la resilienza e l'efficienza complessiva della componente SAPR regionale, riducendo la dipendenza organizzativa da un numero ristretto di figure e assicurando una maggiore continuità operativa.
Distinti saluti.
per USB VVF Veneto FP CGIL Veneto
Pier Davide Spavone Andrea Residori