Ferrara: Presidio di protesta

Pochi uomini e mezzi inadeguati: noi usati come cavie

Ferrara -

Presidio di protesta davanti la sede di Ferrara del coordinamento USB Vigili del Fuoco.

da "Il resto del carlino "

 PRESIDIO I vigili del fuoco dell' USB in presidio ieri mattina davanti alla caserma. Uno di loro si era addirittura travestito da cavia da laboratorio per rendere più vivace la manifestazione. I pompieri lamentano la carenza di organici e l'insufficienza dei mezzi
«VIGILI del fuoco trattati come cavie da laboratorio». E' questo il sunto della protesta-denuncia inscenata ieri mattina dai pompieri del sindacato USB davanti alla caserma di via Chailly. A rendere ancora più evidente la metafora, un vigile del fuoco con tanto di elmetto con addosso un costume da topo. Nel mirino dei pompieri arrabbiati alcuni aspetti che rendono la realtà ferrarese un vero e proprio «caso, unico nel suo genere sicuramente in regione e forse pure in Italia». A dar voce alla protesta sono Daniele Bregola e Valentino Guzzinati dell' USB. «Il primo problema è quello relativo agli organici spiegano . Fermo restando che in Emilia Romagna mancano circa mille pompieri, vorremmo segnalare l'anomalia che si sta verificando nella nostra provincia. E cioè un mancato rispetto delle dotazioni organiche previste dal ministero». In particolare, i vigili del fuoco lamentano «l'aggiunta di alcune unità al distaccamento di Comacchio, non previste dalle piante organiche col risultato che ad ogni turno i pompieri che vengono da altre parti della provincia devono sobbarcarsi anche 200 chilometri di viaggio, tra andata e ritorno per andare al lavoro». Senza contare l' emorragia' di presenze che questo provoca sulla centrale operativa. «Ora qui a Ferrara per ogni turno siamo in 12, se va bene sbottano . A volte si arriva anche a 9 persone. Il che vuol dire che, tolto il capoturno e i due della centrale operativa, abbiamo solo sei uomini pronti all'emergenza». Ma al centro degli strali dell' USB ci sono anche i mezzi di servizio («Spesso obsoleti e la cui manutenzione ricade su di noi») e i test ginnnici obbligatori che «solo a Ferrara sono uguali per tutti, dal vigile di 60 a quello di 20 anni, mentre negli altri comandi sono facoltativi e anonimi». Ci tengono infine a dire la loro anche gli operatori del reparto sommozzatori che da tempo si trovano in una sorta di limbo. «E' più di due anni spiega Renato Finotti che il personale in carico a Ferrara viene mandato in missione a Bologna. E' tempo che il ministero decida se chiudere o no il nucleo di Ferrara. Qualunque cosa decida la rispetteremo, ma dopo due anni vogliamo risposte».

telestense

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