D.M. 127/2019 UN COLPO DI SPUGNA ALLA SICUREZZA SUL LAVORO

Reso il CNVVF un fortino inattaccabile dal D.Lgs.81/08.

Nazionale -

 

Abbiamo dovuto aspettare un decennio per far si che la montagna partorisse il topolino, ebbene si ce l’hanno fatta ancora una volta, il D.Lgs. 81/2008 tanto invisa dalla dirigenza VV.F., al punto tale da definirlo “Terrorismo nei confronti dei datori di lavoro”, è stato disinnescato con l’attuazione del D.M. 127/2019 promulgato, sulla G.U.
del 30.10.2019.
Facciamo però un passo indietro di sei anni, il 21/11/2013 ci fu la convocazione che portò alla stesura del D.M., così come è oggi. Vi rimandiamo alle nostre valutazioni dell’epoca (leggi qui), basta leggere le nostre considerazioni di allora per gridare, ve l’avevamo detto!
Purtroppo anche in quel tavolo le nostre osservazioni furono isolate e fuori dal coro del panorama sindacale, le stesse che oggi (15/11/2019 e 19/11/2019) manifestano per chiedere l’INAIL e tutele per i vigili del fuoco.
Chissà perché poi quando c’è da mettere in pratica i buoni principi enunciati, queste OO.SS. si defilano con posizioni troppo spesso appiattite su quelle dell’amministrazione. All’epoca ci fu detto da loro, “Meglio un decreto fatto male che nessun decreto”. Lasciamo a voi ogni considerazione in merito a tali posizioni, non ci si meravigli però se poi viene meno l’unità sindacale, qui di voci opposte e contrarie a quelle dell’amministrazione c’è solo la nostra, si vedano, CCNL, riordino carriere, riordino assetto CNVVF sul territorio e non ultimo questo decreto.
Vediamo ora praticamente cosa emerge da questo D.M. 127/2019, potremmo fare tranquillamente un copia ed incolla di quanto scritto nel 2013, di fatto abbiamo, una nuova concezione di luogo di lavoro, che resta confinato a pochissimi spazi nelle sedi, con esclusione degli interventi di soccorso, dell’attività addestrativa, formativa, sia all’interno e all’esterno della sede, nei campi base, nelle manifestazioni, esercitazioni, insomma ove il rischio di infortuni è maggiore, lì non c’è luogo di lavoro. Vengono così costituite tutta una serie di zone franche, dove la tutela infortunistica quella fornita dall’81/08 non può entrare.
Già così i redattori di questo obbrobrio, potrebbero esultare, ma questi non volevano solo vincere, volevano stravincere, vista anche l’assenza di opposizione, hanno infilato il coltello nella piaga, al punto tale da scrivere che controllore e controllato sono la stessa persona, chi vigila cioè su tali applicazioni è lo stesso corpo nazionale, che il datore di lavoro non è più solo il Comandante ma il dirigente responsabile dell’ufficio anche in assenza di potere di spesa, che l’attività formativa (nel CNVVF pressoché assente) è il momento massimo nel quale si esercitano le tutele e la sicurezza del lavoro, e che i DPI, e i libretti di uso e manutenzione sono l’ultima frontiera in materia prevenzionistica.
In una parola, hanno disinnescato in un colpo solo 130 anni di legislazione prevenzionistica nei luoghi di lavoro senza che nessuno proferisse parola. Chapeaux.

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