AL COMANDO DI BELLUNO SI TORNA AL RISPETTO DELLE REGOLE

Belluno -

 

Si è conclusa positivamente ieri la procedura di conciliazione presso il Comando di Belluno in merito allo stato di agitazione promosso da USB sull’impiego dei vigili del fuoco volontari nei servizi di vigilanza.

Abbiamo innanzitutto illustrato come il DPR 76/2004 (Regolamento concernente la disciplina delle procedure per il reclutamento, l'avanzamento e l'impiego del personale volontario del Corpo), il D.Lgs. 139/2006 (Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni e ai compiti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco) e il Decreto del Capo Dipartimento prot. 1876 dell’8 giugno 2023 disciplinino l’impiego del personale volontario in relazione a specifiche esigenze.

Nell’ordinarietà, i volontari assicurano un ausilio fondamentale a supporto della componente permanente esclusivamente per lo svolgimento di interventi di soccorso tecnico urgente. I richiami in servizio possono essere disposti soltanto nei seguenti casi: incendi boschivi, attivazione di presidi stagionali, calamità naturali o catastrofi.

A seguito dello stanziamento, da parte del sistema regionale di Protezione Civile, di 5.376 ore per il personale volontario, il Dirigente ha ritenuto di distribuirle non solo per il potenziamento del servizio di soccorso ordinario attraverso la corresponsione della paga per inteventi di soccorso, ma anche per l’assegnazione di compiti non previsti dalle normative sopra citate.

Presso il Comando di Belluno, infatti, fino al nostro intervento il personale volontario è stato impiegato in un servizio di vigilanza presso la caserma “Miramonti” (alloggio temporaneo delle Forze dell’Ordine), con il compito di sorvegliare una struttura priva di certificato di prevenzione incendi. Una misura compensativa alle carenze di sicurezza e a garanzia di una sicura permanenza del personale delle Forze dell’Ordine, ma con un evidente aggravio di responsabilità a carico dei volontari considerata la carenza formativa in tema di prevenzione incendi. È stato inoltre disposto che nel turno diurno fosse presente un solo volontario, in difformità rispetto a quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro e divieto di lavoro in solitaria, mentre nel turno notturno erano previste due unità.

A seguito dell’ODG n. 42 del 29 gennaio 2026, che disponeva il richiamo in servizio di un contingente di vigili volontari (emanato a servizio già iniziato), abbiamo inviato una nota al Comando di Belluno chiedendo l’immediata sospensione dell’attività, senza ottenere riscontro. Per questo motivo abbiamo proclamato lo stato di agitazione, diffidando formalmente il Dirigente.

Successivamente, in data 6 febbraio, è stato abrogato l’ODG n. 51 del giorno precedente, che prevedeva la prosecuzione del servizio di vigilanza. L’organizzazione è stata rimodulata, con l’assegnazione del personale alle sedi di competenza e con compiti rientranti nell’ambito delle attribuzioni della componente volontaria.

Abbiamo inoltre ribadito che, considerato il budget di ore assegnato dalla Regione per il personale volontario, le eventuali ore residue rispetto all’impiego in interventi di soccorso tecnico urgente debbano essere destinate alla formazione del personale volontario perché USB non intende sottrarre risorse già precedentemente stanziate.

Su quest’ultimo punto, così come sul corretto impiego del personale volontario, abbiamo ricevuto rassicurazioni dal Dirigente di Belluno. Per tali ragioni abbiamo deciso di addivenire alla conciliazione.

Siamo certi che il nostro intervento abbia consentito una corretta analisi dell’impiego del personale volontario e che quanto accaduto sia stato il frutto di una forzatura derivante da un’interpretazione non conforme ai dettami normativi, prontamente segnalata da USB.

 

Il Coordinamento Provinciale USB VVF Belluno