Volontari ...?

Si ma solamente dopo una rideterminazione delle piante organiche

 

Roma -

Lavoratori,

gli incontri programmati dall’amministrazione a livello regionale, mirati ad organizzare il progetto Italia in venti minuti vanno a sostituire quelli precedentemente discussi a livello nazionale.

Il progetto prevede l’individuazione da parte dell’amministrazione di quei comuni in cui sarà prevista l'istituzione di nuovi distaccamenti volontari.

Si immagina l’apertura di 406 distaccamenti volontari in 3.762 comuni per una superficie di 151.332 Kmq, con un onere complessivo di circa 205 milioni di euro che lo Stato non può assolutamente sostenere e che andrebbero inevitabilmente a gravare sul bilancio degli enti locali già fortemente penalizzati dalla legge Finanziaria.

Ogni distaccamento, secondo quanto previsto dal “grande progetto”, dovrà essere costituito da 15 unità volontarie, due automezzi di soccorso e dovrà essere ubicato in una struttura idonea costruita con norme antisismiche, con tanto di centrale telefonica, di garage e autorimessa, per una spesa per ogni singolo distaccamento pari a circa 500 mila euro. A questa cifra vanno aggiunte quelle relative al vestiario, alla strumentazione e attrezzature, all’addestramento, alla gestione, nonché alla paga oraria per singolo intervento pari a 11,36 euro l’ora. Se non è questo un “grande progetto” diteci voi quale potrebbe esserlo!!!

La logica vorrebbe, che un Governo, attuasse politiche di potenziamento del soccorso tecnico urgente per tutta la popolazione e non solo per una parte, investendo risorse adeguate per lo sviluppo della componente professionista.

Oggi, la guida del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è affidata ai prefetti e denota l’incapacità di questi, di organizzare un’adeguata struttura, derivata dall’inesperienza nel settore antincendio e nelle peculiarità principali del Corpo nazionale.

Risolvere il problema del soccorso tecnico urgente sul territorio con il volontariato significherebbe non garantire più a tutta la popolazione la professionalità nel soccorso. Il grande impegno dimostrato dai volontari nelle calamità che hanno colpito il nostro paese, secondo la RdB andrebbe ripagato con un posto di lavoro fisso e non con un impiego precario quale è quello del volontario.

Siamo certi che un soccorso efficiente e di maggior sicurezza, sarebbe garantito intervenendo immediatamente con una modifica della classificazione dei distaccamenti cittadini, aumentando così il numero dei lavoratori all’interno di ogni comando. Tale provvedimento, porterebbe automaticamente l’amministrazione a richiedere ulteriore personale al governo, attraverso l’assunzione in ruolo di tutto il personale precario attualmente operativo. Questo abbasserebbe di molto i tempi d’intervento e garantirebbe al cittadino tempestività e professionalità.

Una giusta analisi dei rischi delle zone industriali, lo studio di un progetto legato alla morfologia del territorio italiano, mirato alla previsione e alla prevenzione degli eventi calamitosi, la riqualificazione dei comandi, sia per numero di distaccamenti che per numero di unità, è il modo migliore per poter un giorno affrontare le problematiche legate al volontariato.