VIGILI DEL FUOCO CONTRO LE MANOVRE DELLA TANTO DECANTATA "SPENDING REVIEW"

Tra le due sponde dello stretto che divide l’Italia dalla Sicilia, i lavoratori dei vigili del fuoco calabresi e siculi si uniscono per gridare il proprio disappunto

Nazionale -

I tagli inflitti alla categoria ricadono direttamente sulla popolazione  e quindi ai cittadini;  i pompieri, si rivolgono distribuendo un volantino che descrive in maniera chiara i numeri a cui si va incontro.

Un vigile del fuoco ogni 15.000 abitanti, sedi aperte di giorno e chiuse di notte, volontari (formati alla buona) in servizio e professionisti presenti solo nei grossi centri di maggior richiamo mediatico; ecco il vero volto di queste riforma.

Ma oggi gli operatori del soccorso sempre più avviliti e precarizzati, chiedono il rispetto del loro mandato di “salvaguardia” denunciando il  loro attuale stato di lavoratori ormai messi alla berlina.  Contro chi ci voleva inviare  a morire con l’arrivo della nave dei veleni proveniente dalla Siria.

Costretti a turni massacranti, a servizi senza attrezzature adeguate, ad essere operatori sballottati da una parte all’altra del paese sempre a caccia  della soluzione ottimale che serva al governo per giustificare il proprio “fare”; oggi i vigili hanno deciso di denunciare la loro “ormai” realtà che circonda, quotidianamente, il loro servizio.

Cittadini meno sicuri e servizio pubblico sempre più privatizzato è la vera faccia della politica della spending review. Ed è per questo motivo che gli “angeli del soccorso” (così chiamano i vigili del fuoco) oggi hanno deciso di manifestare.

La settimana prossima, 14 marzo, i VVF scenderanno nuovamente in piazza, tra la gente, al fianco dei lavoratori della Pubblica Amministrazione per manifestare il disappunto contro i continui tagli al comparto, ai servizi pubblici.

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