VIA CAVOUR E LA "SPENDING DI PIU'"

Nazionale -

Leggi e regole sono il fondamento delle nostre società. La presenza di norme che sanciscono uguali diritti e doveri per tutti i cittadini è alla base della convivenza civile in quasi tutti i Paesi occidentali, culmine di un’evoluzione cominciata nelle polis

Lo stesso Socrate accusato di traviare le menti dei suoi allievi, allontanandoli dalla religione ufficiale della città viene condannato a morte dai suoi concittadini.

Socrate decide di accettare la sua condanna perché ribellarsi ad essa significa trasgredire le Leggi della polis: anche se il filosofo è innocente, non riconosce a sé stesso l’autorità per porsi al di sopra delle norme che regolano la vita della comunità.

Secondo il filosofo greco, per poter garantire la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, la Legge deve essere al di sopra di ogni individuo: una legge fatta dagli uomini e che da essi può essere cambiata attraverso procedure condivise, ma non elusa dal singolo. Un concetto che i romani, fondatori del diritto moderno, avrebbero sintetizzato con la massima «Dura lex, sed lex».

Oggi a distanza di 2500 anni gli insegnamenti di Socrate sembrano non sfiorare affatto i governanti e gli amministratori nostrani, presi invece nell'escogitare sempre un modo per chiamarsi fuori dal dettame legislativo, è accaduto e accade nel mancato riconoscimento del rapporto di lavoro e del CCNL per i lavoratori precari del Corpo, nel cercare continue deroghe per non applicare per intero la legislazione della sicurezza sul lavoro e adesso anche per eludere la Spending Review.

Stavolta però si sono veramente superati, non solo hanno rinnovato il contratto d'affitto della Palazzina di Via Cavour - contrariamente alla Legge che prevede il passaggio in immobili di proprietà – ma hanno fatto edificare in tutta fretta e segretezza un bar (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/02/roma-pompieri-precari-costruiscono-bar-di-loro-era-anche-pagato-al-nero/400581/ ) per poi aprire una procedura di gara d'appalto per dare in gestione ad una ditta esterna piuttosto che all'ONA il bar in questione.  

Come se non bastassero tutti i locali pubblici già esistenti nei locali del palazzo.

E chissà leggendoci,  cosa staranno pensando i lavoratori della Direzione Regionale Lazio, ( o di molti comandi provinciali in fase di decadimento), costretti dall'oggi al domani a trasferirsi in tutta fretta nell'immobile di proprietà, quello di La Pisana?

Una sede non ancora pronta ad accogliere i lavoratori, con un cantiere ancora aperto ad oggi e sprovvista di tutto; dalla mensa, alla climatizzazione, alla presenza di punti per l'approvvigionamento dell'acqua da bere.

Insomma ancora una volta si evidenzia l'incapacità di un'amministrazione che oltre a fare di una stessa questione: due pesi e due misure,  invece di razionalizzare la spesa e destinarla a beneficio dei lavoratori,   rilanciano a gran voce - immemori degli ammonimenti della Ragioneria dello Stato arrivati appena un anno fa – una nuova revisione della spesa pubblica:

La “SPENDING DI PIU'”

 

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