VERBALE DEL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE DEL 30 SETTEMBRE 2026

Come sempre nella massima trasparenza pubblichiamo il verbale di conciliazione dello stato di agitazione nazionale svolto il 30 settembre 2026 e che verteva sulle problematiche inerenti i DPI, PFAS e procedure di decontaminazione post intervento

Nazionale -

 

Il giorno 30 settembre 2026, alle ore 15:30, il Sottosegretario di Stato, On. Emanuele Prisco, ha presieduto la Commissione di prevenzione dei conflitti collettivi, convocata al fine di procedere al prescritto tentativo di conciliazione ai sensi della Legge n. 146/90 s.m. e i., a seguito dello stato di agitazione proclamato dall’Organizzazione Sindacale USB PI VV.F. con nota del 18 settembre 2026.

La Commissione è composta:

- per la delegazione di parte pubblica, dal Vice Capo Dipartimento Vicario, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Ing. Marco Ghimenti, dal Direttore Centrale per i Beni, le risorse strumentali e lo sviluppo tecnologico, Ing. Emanuele Franculli, dal Direttore Centrale per la Salute, Ing. Ennio Aquilino, dal Direttore Centrale per l’Attività ispettiva e gli affari legali, Prefetto Bruno Strati, dal Dirigente Vicario del Direttore Centrale per l’Emergenza, il soccorso tecnico e l’antincendio boschivo, Ing. Lorenzo Elia, dal Dirigente dell'Ufficio del Capo del Corpo, Ing. Giuseppe Merendino, dal Dirigente dell'Ufficio equipaggiamento e protezione individuale, Ing. Fabio Massimo Tossut, dal Dirigente dell'Ufficio Relazioni Sindacali, Viceprefetto Floriana Labbate.

- per la delegazione di parte sindacale USB PI VV.F., dai membri del Coordinamento Nazionale Paolo Cergnar, Carmelo Cosimo Petiti e Emiliano Salcini.

L’Ufficio Relazioni Sindacali cura la stesura del verbale della riunione.

Il Dirigente dell’Ufficio Relazioni Sindacali introduce l’incontro e dà la parola ai rappresentanti dell’Organizzazione sindacale.

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar afferma che «la vertenza è sorta a causa delle criticità che afferiscono alla fornitura, alla sostituzione, all’adeguatezza, alla salubrità e all’idoneità dei dispositivi di protezione individuale forniti al personale anche in ordine alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) al loro interno, le maglie e le sotto-combinazioni che si lacerano, l’attagliamento e le procedure di decontaminazione sono di fatto, correlate agli obblighi posti dal D.lgs. n. 81 del 2008 a carico dei datori di lavoro».

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Petiti dichiara che «nell’odierno incontro è intento dell’Organizzazione sindacale sperimentare il raggiungimento di una conciliazione con l’Amministrazione sulle questioni poste alla base della vertenza, ma chiede, a questo fine, che vengano fornite risposte “vere”, cioè concrete, e non “vuote”, in ragione anche delle mancate risposte ovvero con risposte troppo generiche. Al riguardo, cita la nota relativa alle polo difettose, che indicava che solo 300 capi fossero interessati dal difetto, poi seguita, successivamente, da una ricognizione nazionale nelle varie sedi sull’effettiva consistenza della problematica con procedure troppo differenziate sul territorio nazionale citando a titolo d’esempio i Comandi di: Rimini, Venezia e Brindisi. L'Organizzazione sindacale chiede di avere riscontri certi, così da poter dare risposte ai lavoratori. Indica il caso degli elmi “Sicor EOM”, che non sono stati forniti al personale specialistico, nonostante il contestuale ritiro dei vecchi elmi dello stesso modello, di colore nero, lasciando di fatto il personale privo di tale dispositivo di protezione individuale per il capo, adducendo motivazioni legate al ruolo di appartenenza. Anche le risposte sulle difficoltà emerse nei Comandi per il reperimento delle calzature AIB, non sono apparse convincenti. Dette calzature non sono state fornite agli allievi del 102° corso, tanto che gli stessi hanno dovuto utilizzare esclusivamente gli stivali, che hanno causato loro seri problemi come fasciti plantari e vesciche a causa delle elevate temperature di questa estate. In ordine alle polo ignifughe, indica, oltre al difetto delle lacerazioni a contatto con i liquidi, l’esistenza di ulteriori criticità, consistenti nel rilascio di colore, ove immerse in acqua per qualche minuto e del conseguente irrigidimento, a seguito di due o tre lavaggi, sebbene nel bando di gara si assicurasse la resistenza ad innumerevoli cicli di lavaggio. Tali criticità sussistono anche nel caso delle sotto-combinazioni ignifughe. Altro problema è emerso per le forniture delle calzature basse da usare nelle sedi di servizio che non rispecchierebbero i necessari requisiti richiesti per i Vigili del Fuoco ancorché acquistate con forniture su base regionale. In ordine all’applicativo TRACK, si rappresenta che, anziché costituire uno strumento gestionale capace di fornire riscontri immediati, si limita di fatto a fungere da semplice modulo per la richiesta di vestiario e dei relativi DPI. La criticità della procedura risiede principalmente nella mancanza di chiarezza e di risposte puntuali in merito alla gestione delle carenze di magazzino e delle scorte disponibili, aggravata dall’insufficienza di materiale necessario a garantire la pronta sostituzione dei DPI».

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar segnala, altresì, «l'inadeguatezza dell’attagliamento dei capi destinati al personale femminile, non risultando appropriato l’utilizzo delle medesime forniture previste per il personale maschile, senza tenere conto delle differenti caratteristiche antropometriche e delle conseguenti esigenze di vestibilità. Relativamente agli approvvigionamenti dei completi antifiamma, che ormai da anni hanno sostituito i vecchi completi “arancioni”, indica che gli stessi non hanno segnato alcun significativo progresso. Indica che basterebbe prendere ad esempio quello che avviene nel Corpo dei Vigili del Fuoco nella Provincia Autonoma di Trento dove ne esistono di più avanzati e performanti dal punto di vista delle prestazioni e del comfort con l’inserimento di protezioni per i gomiti e per le ginocchia e anche la predisposizione per l’imbrago. La differenza è palese quando su un medesimo intervento operano squadre del Comando di Trento assieme, ad esempio, a quelle di Verona e Belluno. Chiede di conoscere quali siano le iniziative adottate dall’Amministrazione nei confronti della ditta produttrice delle polo difettose, se siano stati esperiti test di verifica presso il Centro Studi ed Esperienze con prove di strappo, scoppio, tiraggio e bagnatura, e se si sia presa in considerazione l’ipotesi di sostituire la viscosa con tessuti in fibre naturali esenti da PFAS, ricordando che questa proposta viene portata avanti da anni dalla USB. Chiede poi, come sia possibile che negli ultimi quindici anni le uniformi abbiano cambiato così spesso foggia e colore, cosa che non è avvenuta in nessun altro corpo dello Stato. Si osserva, inoltre, che le presunte nuove uniformi, le cui immagini vengono talvolta pubblicate sui siti di altre Organizzazioni Sindacali, non sono mai state oggetto di alcun confronto o condivisione con le OO.SS. Si rileva, peraltro, l’assenza di bande rifrangenti e si chiede di chiarire per quali specifiche funzioni tali uniformi sarebbero destinate e, soprattutto, se ne sia effettivamente prevista la realizzazione e la distribuzione al personale».

Il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco saluta i presenti e dichiara di apprezzare la disponibilità, espressa in premessa, a conciliare la vertenza, nonché l’attenzione e le osservazioni costruttive, formulate dall’Organizzazione sindacale, per superare le problematiche che talvolta si presentano, ma rimarca l’indiscutibile tendenza al costante miglioramento che l’Amministrazione mira a raggiungere.

Il Direttore Centrale per i beni, le risorse strumentali e lo sviluppo tecnologico ringrazia l'Organizzazione sindacale per l’equilibrio con il quale sono state rappresentate le questioni ed assicura che, sin dal suo insediamento, l’attenzione sulla sicurezza dei DPI ha rappresentato un’assoluta priorità nelle attività poste in essere dalla Direzione e, in particolare, dall’Ufficio competente. Ringrazia, per questo, il dirigente - al quale passerà poi la parola per i profili di maggior dettaglio -, che, assicura, svolge con impegno e competenza il proprio lavoro. Informa di aver, in diversi casi, bloccato le procedure in corso, che sono poi state avviate da capo. Menziona anche la gara dei completi antifiamma, per la quale, a seguito della sospensione, è stata concessa una proroga fino al prossimo dicembre. Cita altresì il caso degli scarponcini, che dapprima sono stati acquistati dalle Direzioni regionali, ma per i quali è stata poi avviata una gara nazionale per garantire una maggiore uniformità su tutto il territorio; detta procedura è stata successivamente interrotta ed avviata ex novo per assicurare tutti i requisiti ritenuti necessari. Relativamente, infine, alle segnalazioni sindacali, assicura l'impegno costante della Direzione nel fornire riscontri tempestivi e completi dei chiarimenti richiesti.

Il Dirigente dell'Ufficio equipaggiamento e protezione individuale chiarisce che i DPI e i capi di vestizione sono, di norma, acquistati a livello centrale (alcuni su delega alle Direzioni regionali), gli stessi sono, quindi, raccolti presso il magazzino centrale “vestiario e DPI” e, successivamente, distribuiti ai magazzini territoriali, che provvedono all’assegnazione al personale. Le assegnazioni dei DPI avvengono: al momento della presa in servizio dei neoassunti (inizio del corso di formazione iniziale) ed a seguito di due distribuzioni massive nazionali ordinarie (semestrali) presso i magazzini territoriali, di distribuzioni massive (nazionali o locali) straordinarie o di specifiche esigenze.

La distribuzione dei DPI per i dipendenti in servizio avviene, di norma, previa richiesta di sostituzione da parte del personale e successiva validazione da parte della struttura territoriale. In particolare, le distribuzioni massive dei DPI sono predisposte sulla base delle richieste avanzate dal personale sull’applicativo TRACK e validate dalle strutture territoriali. Ove i DPI richiesti siano disponibili, vengono consegnati dai magazzini delle sedi provinciali; altrimenti, la procedura prevede che venga compiuta una verifica a livello regionale, su tutti i magazzini presenti in regione.

Ad ogni assegnazione massiva di DPI vengono, altresì, distribuite scorte per ciascun tipo di DPI in percentuale (5-20 %) compatibile con lo stoccaggio in magazzino centrale e con le previsioni di sostituzione e di neo-assegnazione per il personale di nuova assunzione, per poter affrontare le esigenze che si dovessero verificare. Le scorte variano, ma non sono illimitate, in ragione delle circoscritte risorse a disposizione e del ciclo di vita utile dei DPI non assegnati.

Per quanto concerne la difettosità delle polo ignifughe registrata a decorrere dall’assegnazione massiva ordinaria del mese di giugno u.s., rappresenta che le polo ignifughe, attualmente in uso, sono state acquisite a seguito della gara d’appalto europea bandita a luglio 2022, per la fornitura di 120.000 magliette. La gara è stata aggiudicata alla società Griffe s.r.l. con stipula del contratto in data 1° marzo 2023.

Nel corso del tempo, e fino a giugno 2026, sono state distribuite circa 63.000 magliette polo, senza che sia emersa alcuna difettosità. Questa si è manifestata solo con la distribuzione massiva ordinaria del mese di giugno u.s., con la quale sono state distribuite sul territorio circa 13.000 magliette polo. Dopo la prima, vi sono state altre due assegnazioni massive ai magazzini territoriali, in agosto ed in settembre, di 13.000 maglie ciascuna, per un totale di 39.000 magliette. Non essendo possibile individuare alla semplice vista i pezzi difettosi, si è provveduto a rifornire i magazzini in modo consistente per assicurare la possibilità di sostituire, senza ritardo, al personale, le polo risultate difettose.

Il Direttore Centrale per i beni, le risorse strumentali e lo sviluppo tecnologico precisa che, nei primi giorni di luglio u.s., una Direzione Regionale ha segnalato lacerazioni anomale delle polo, ove imbibite di acqua. Inizialmente si è ritenuto che la problematica avesse un ambito circoscritto. A seguito delle successive segnalazioni, la Direzione Centrale si è immediatamente attivata, provvedendo, in piena estate, al rifornimento dei magazzini per garantire la sostituzione delle polo difettose e chiedendo, con nota del 10 luglio, alla società produttrice di effettuare celermente una verifica congiunta delle polo ancora in stoccaggio presso il magazzino vestiario centrale. Contestualmente, è stata avviata un’attività di indagine autonoma presso laboratori specializzati accreditati. Le risultanze di tale attività di accertamento tecnico sono state messe a confronto con quelle delle verifiche effettuate dalla ditta produttrice, in un recente incontro tra rappresentanti dell’Amministrazione e della società Griffe. Nel corso della riunione, sono state individuate modalità condivise per garantire, nei prossimi mesi, la distribuzione al personale di magliette polo, costituite con materiali diversi rispetto a quelli delle polo attuali. L’obiettivo della Direzione Centrale è stato quello di assicurare, in primo luogo, la sostituzione delle maglie al personale, nonché di predisporre un capitolato per avviare, nel più breve tempo consentito, una nuova gara.

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar ritiene «necessario prevedere verifiche tecniche in itinere, affidate a una Commissione esterna e indipendente, e chiede di conoscere se, tra le prove previste, siano stati contemplati anche i lavaggi e la prova di resistenza allo scoppio del tessuto bagnato. Chiede, inoltre, chiarimenti in merito alla fornitura degli elmi Sicor 443 e alle criticità relative all’attagliamento dei capi destinati al personale femminile».

Il Direttore Centrale per i beni, le risorse strumentali e lo sviluppo tecnologico precisa che le verifiche in itinere sui DPI sono previste a partire dal 2023 ed assicura che verranno previste, nelle prossime gare, anche per le polo ignifughe.

Il Dirigente dell’Ufficio equipaggiamento e protezione individuale indica che i lavaggi non erano contemplati, ma solo la resistenza allo strappo a secco, e non a quello a umido. Per quanto concerne gli elmi Sicor 443, rappresenta che la Direzione si è attivata non appena sono state segnalate alcune imperfezioni nella calzata. La Ditta produttrice ha provveduto alla sostituzione di un elemento di imbottitura della calotta nei casi segnalati ed ha concordato un programma per la sostituzione degli stessi elementi per tutti gli elmi stoccati presso il magazzino centrale, garantendo che le sostituzioni operate, che mirano a rendere il dispositivo più confortevole, non alterino né le caratteristiche e le prestazioni tecniche degli elmi, né la certificazione degli stessi come DPI di III categoria.

Con riguardo all’attagliamento femminile, spiega che è stata posta particolare attenzione su tale aspetto dall’anno 2023; da allora, è previsto un confezionamento dei DPI e dei capi di vestizione che si possa adattare alla conformazione del corpo femminile. Il primo capitolato tecnico che ha previsto tale miglioria è quello relativo alle uniformi omnistagionali, per le quali è in fase di esecuzione la gara di appalto.

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar chiede «chiarimenti nuovamente sull’assegnazione degli elmi Sicor EOM per il personale specialista Sommozzatori, Nautici e Elisoccorritori».

Il Direttore Centrale per i beni, le risorse strumentali e lo sviluppo tecnologico chiarisce che gli elmi in questione sono stati, previa acquisizione del parere favorevole della Direzione Centrale per l’Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo, consegnati agli specialisti.

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar chiede «di conoscere lo stato dell’arte in merito alla presenza di PFAS nelle uniformi e nei completi antifiamma, nonché le iniziative intraprese o programmate per la loro progressiva eliminazione, fino a giungere alla fornitura di uniformi e completi antifiamma completamente privi di tali sostanze (PFAS-free)».

Il Direttore Centrale per i beni, le risorse strumentali e lo sviluppo tecnologico rappresenta che sono state introdotte premialità, nei punteggi di gara, per le ditte che offrano dispositivi contenenti strati funzionali con valori di PFAS inferiori a quelli ammessi dalla regolamentazione europea. Spiega, tuttavia, che si tratta di un percorso complesso, in quanto il mercato va orientato, mediante il progressivo avvicinamento all’obiettivo auspicato di avere materiali privi di tali sostanze. Diversamente, si corre il rischio che le gare vadano deserte, non essendovi operatori economici in grado di soddisfare le necessità segnalate e di rimanere, quindi, senza dispositivi.

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar afferma, inoltre, «la necessità di portare la questione a livello europeo, auspicando un maggiore impegno anche da parte dei vertici presenti, affinché venga adottata una regolamentazione più stringente a tutela della salute e della sicurezza del personale, con particolare riferimento alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS, PFOA e PFOS) sia nelle uniformi e nei completi antifiamma, sia nei liquidi schiumogeni».

Il Direttore Centrale per la Salute dichiara che, alla luce degli approfondimenti condotti con l’Università di Bologna, attualmente non vi è uno studio comprovato, basato su dati scientifici, che attesti la correlazione tra presenza nei tessuti ed assorbimento dei PFAS attraverso l’epidermide. Allo stato, risulta che l’accumulo di tali sostanze sia causato dall’ingestione di alimenti o di acque contaminati. Lo studio realizzato sui vigili del fuoco in Italia, che verrà presentato l’8 ottobre p.v. in un convegno organizzato dall'Università di Bologna, risulta uno dei più completi ed approfonditi, poiché si basa sui dati di 450 individui e comprende anche aspetti ematologici, mentre quello australiano ne considera appena un centinaio. Nel rammentare l’importanza di affrontare, con il necessario rigore, un tema tanto rilevante assicura tutto l’impegno dell’Amministrazione. Proprio al fine di approfondire la questione, verrà concluso un ulteriore accordo con l’Università di Bologna per definire le modalità di una nuova ricerca. Informa che sono allo studio altre iniziative, tra cui, l’istituzione di un laboratorio di analisi per svolgere i controlli in house. In ogni caso, invita a trattare il tema con serietà, evitando demonizzazioni.

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar chiede, al riguardo, «di ampliare lo studio, considerando la possibilità che i PFAS, oltre a essere ingeriti e assorbiti per via transcutanea, possano essere anche inalati a causa delle esalazioni rilasciate dai materiali antifiamma in presenza di elevate temperature e, soprattutto, di monitorare l'assorbimento nel corso del tempo. Chiede, inoltre, di estendere a tutto il personale, anche per un periodo limitato, la misurazione del fluoro totale nell’ambito delle visite per il rinnovo del LISER, al fine di condurre uno studio su scala nazionale, basato su un campione ampiamente rappresentativo dell’intera categoria. Rileva, infatti, che nello studio dell’Università di Bologna non è ancora stata resa nota la metodologia utilizzata e che il campione esaminato risulta poco significativo. Si sofferma, infine, sulla decontaminazione post intervento, evidenziando la necessità di adottare procedure standardizzate e uniformi su tutto il territorio nazionale, senza lasciare alla discrezionalità delle singole sedi la gestione di una problematica così rilevante per la salute del personale. Chiede, altresì, che l’Amministrazione si impegni a istituire apposite Commissioni paritetiche, analoghe a quella già prevista per la formazione (Tavolo tecnico nazionale), dedicate ai DPI, ai mezzi, alle attrezzature e alle mense di servizio, prevedendone l'inserimento nell'ambito del rinnovo negoziale attualmente in corso».

Il Direttore Centrale per l’Attività ispettiva e gli affari legali rappresenta che la richiesta avanzata risulta del tutto irrituale, non essendo l’odierna procedura la sede opportuna per presentare proposte da inserire nell’ambito del rinnovo contrattuale, peraltro presieduto dal Dipartimento della Funzione pubblica.

Il Direttore Centrale per la Salute, al riguardo, informa che il tema sollevato è stato oggetto di studio nell’ambito di diversi gruppi di lavoro e che, sulla scorta delle relative proposte, è già prevista la programmazione di sperimentazioni presso le strutture territoriali, volta a definire procedure univoche di decontaminazione (es. Comando VV.F. di Salerno).

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar chiede «che la sperimentazione venga estesa ad un comando pilota di ogni Regione».

Il Direttore Centrale per la Salute rappresenta che l’esiguità delle risorse attualmente disponibili al momento non consente l’ampliamento richiesto.

Il rappresentante dell’O.S. USB PI VV.F. Cergnar chiede «almeno che la sperimentazione venga avviata in un Comando con un volume di interventi di valore significativo nelle tre macroaree geografiche del Paese (Nord, Centro, Sud)».

Il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dichiara che l’Amministrazione ha già da tempo avviato approfondimenti sul tema e che, oltre alle attività già programmate, sono allo studio valutazioni in merito alle ulteriori strategie di intervento, da tarare a seconda degli obiettivi di efficacia o di efficienza da conseguire.

Al termine della riunione, i rappresentanti dell’O.S. USB PI VV.F. dopo una breve riflessione, dichiarano «di ritenere esperito positivamente il tentativo di conciliazione, allegando al presente verbale una propria nota. Precisano, tuttavia, che tale decisione non costituisce un atto di fiducia incondizionata nei confronti dell’Amministrazione e che USB vigilerà attentamente sul rispetto degli impegni assunti e sull’effettiva attuazione di quanto dichiarato al tavolo».

Il Sottosegretario di Stato, ringraziando tutti i presenti per il contributo fornito, prende atto, a seguito delle dichiarazioni espresse dai Coordinatori Nazionali della USB PI VV.F., che il tentativo di conciliazione è stato esperito con esito positivo e dichiara conclusa la procedura alle ore 17:50.