USB CHIEDE UN RILANCIO SIGNIFICATIVO

IL GOVERNO RIEVOCA LA CONCERTAZIONE

Nazionale -

Lavoratori,

 

nell’incontro di oggi con il sottosegretario, USB ha sottolineato quanto si possa intraprendere, sebbene in un clima di ristrettezze economiche (eterno ritornello), ai fini del miglioramento delle condizioni dei lavoratori e del dispositivo di soccorso.

È necessario il superamento della dicotomia tra protezione civile e corpo nazionale, dove questi sia collocato al vertice operativo di coordinamento, attraverso un’unica macchina del soccorso alle dirette dipendenze del titolare della dichiarazione dello stato di emergenza. Tale superamento consentirebbe un risparmio attribuendo funzioni più specifiche del soccorso a ciò che invece oggi è duplicato e ostacola il giusto fluire delle operazioni, siano amministrative o operative. L’attuale collocazione istituzionale risalente al 1941 è figlia di necessità storiche e politiche che oggi non hanno più senso di esistere. Il rilancio non può certo avvenire con l’aumento del precariato e del volontariato, l’organico è e rimane la madre dei problemi del corpo e necessita di una politica occupazionale che veda la distribuzione di ogni fascia d’età in luogo della funzione da svolgere.

I finanziamenti europei che la nostrana burocrazia rispedisce al mittente o l’incremento delle consulenze esterne, sono solo sintomi di quanto ci sia, si possa e si debba fare. Il fallimento sotto gli occhi di tutti, del comparto pubblicistico rispetto alle facili promesse, e quanto ne è scaturito, sono lì a dimostrarlo. Il calvario dei passaggi di qualifica è solo uno dei tantissimi aspetti.

I tagli orizzontali hanno annichilito ogni funzionalità, il barile non ha neanche più il fondo.

Il sottosegretario ha invitato le OO.SS. a stabilire congiuntamente un percorso, individuando priorità, soluzioni e tempi, nell’ipotesi di pervenire ad un Testo Unico con legge delega al governo (ai tempi della controriforma pensionistica la legge delega non ci portò molta fortuna), con l’obiettivo tra gli altri, di eliminare quei contrasti tra centro e periferia cagionati dal permanere dei privilegi per l’uno e dei disagi per l’altra. Chiaramente “non si possono fare i conti senza l’oste”, che in questo caso è il Ministero Economia e Finanze, il quale pur in presenza di un evidente miglioramento a costo zero potrebbe (?) addurre a contrasto motivazioni quali la spesa storica.

In generale l’invito è stato quello di evitare il conflitto pervenendo ad una nuova concertazione.

I danni prodotti da questa pratica, sbandierata anch’essa nei suoi tempi storici come panacea, sono proprio la situazione attuale.

Nell’auspicio di sbagliarci, la lettura, nel contesto dei tempi politici correnti, intravedrebbe la nascita di una pratica volta all’emarginazione di quei soggetti che non siano d’accordo con la nuova azione di governo.

Questa USB non pone pregiudizi prima di conoscere contenuti e rimane incline alla contrattazione, rivendica il diritto ad esercitare il sano democratico conflitto, inteso come azione sindacale tesa ad opporre ogni energia possibilmente esprimibile dai lavoratori ad ogni disagio, micro o macroscopico che sia.

 

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