SOSTEGNO ALLO SCIOPERO INTERNAZIONALE DEI PORTI DEL 6 FEBBRAIO 2026
I Vigili del fuoco sostengono la pace, contro ogni forma di violenza e guerra
Con il motto “ I PORTUALI NON LAVORANO PER LE GUERRE ” parte una iniziativa a cui partecipano lavoratori impiegati in 21 porti europei e mediterranei, porti importanti come Amburgo, Brema, Marsiglia, Bilbao, Pireo, Tangeri, Genova, Livorno, Trieste, Ancona, Civitavecchia solo per citarne alcuni, iniziativa volta a bloccare il traffico di componenti e materiale finalizzato alla costruzione, produzione e diffusione di armi nel mondo.
I portuali mandano un segnale forte di solidarietà internazionale contro la militarizzazione dei porti. L’economia di guerra sta già avendo un impatto importante sui nostri salari e sui servizi pubblici essenziali, tra i quali ci sono anche i vigili del fuoco. Lo spostamento di risorse pubbliche verso gli armamenti e l’industria bellica è un fatto che avrà ripercussioni su tutta la nostra economia, non promuove il benessere ma future guerre, farà la ricchezza di pochi e la sventura di molti.
Dai lavoratori portuali ci arriva un segnale forte di lotta, ma anche di alta umanità, dobbiamo tutti contrastare un sistema che ci vuole sudditi obbedienti. Le scelte politiche fatte in Italia ed in Europa, stanno preparano un futuro di guerra, ma la narrazione nel mainstream è che tutto avviene per la nostra sicurezza. Ma quale sicurezza? non certo per la nostra sicurezza economica, non per una sicurezza sociale, non per un benessere diffuso. Le armi promuovono le guerre che portano morte e distruzione, malattie e povertà. La spesa militare è in aumento e le politiche nazionali ed europee vogliono elevarle a livelli mai visti dal dopoguerra, per contro si assiste ad un calo continuo di investimenti in sanità, scuola, servizi pubblici in generale. Non sfugge a nessuno che l’aumento delle spese militari ha una ripercussione immediata su tutti, meno risorse per lo stato sociale, rialzo dell’età pensionabile, ritocco dei coefficienti pensionistici, aumento delle tasse indirette, contratti di lavoro al ribasso, aumento dell’inflazione con conseguente diminuzione del potere d’acquisto dei nostri già magri stipendi. Al fine di consentire agli stati un riarmo indisturbato ed efficiente, ci vuole una società ubbidiente, irreggimentata. Militarizzare la società iniziando dalla pubblica amministrazione diviene una necessità, ne sanno qualcosa i Pompieri che hanno visto nelle proprie giacche il ritorno alle greche, torri, stelle e binari, per nulla funzionali al servizio di soccorso, ma sicuramente utili alla cieca ubbidienza, alla repressione del dissenso, alla riduzione delle agibilità sindacali, alla limitazione della libertà di espressione. Lo sanno bene i nostri colleghi che hanno manifestato per denunciare il genocidio a Gaza, per aver portato la loro solidarietà ad una popolazione straziata dalle bombe.
Oggi queste persone devono subire un procedimento disciplinare per aver espresso i più alti valori della società civile in primis la solidarietà.
Per tutto quanto sopra detto: vigili del fuoco della USB sono con i portuali in questa battaglia di civiltà.
L’appello è a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici a non voltati dall’altra parte, non prendere posizione oggi è esiziale. Come Vigili del Fuoco vogliamo essere dalla parte giusta della storia.
SOLIDALI SEMPRE, COMPLICI MAI
Il Consiglio Nazionale USBVVF