Rispondiamo al Segretario generale della Cisl

E a chi sostiene il famigerato "comparto di polizia"

 

 

Roma -

Raccogliamo l'appello del segretario generale della CISL Pompeo Mannone, che, sul comunicato del 19 giugno 2002, ci invita ad uno sforzo di realismo, nell'interesse della categoria.

Come abbiamo avuto modo di argomentare nella riunione alla funzione pubblica, non abbiamo pregiudizi particolari per affrontare una eventuale nuova fase contrattuale per il corpo nazionale dei vigili del fuoco, quello che purtroppo, non ci convince e di cui abbiamo chiesto nota scritta all'amministrazione, sono alcune cose di non poco conto.

 

Ad esempio:

 

Ø Qual è la reale necessità per il Dipartimento di avere il corpo nazionale in un comparto di contrattazione piuttosto che in un altro? Cosa cambierà nella gestione del corpo nazionale;

Ø Non ci risulta, dati alla mano e più volte pubblicati, che, ci siano grandi differenze stipendiali tra noi e gli appartenenti al comparto sicurezza, gli unici soldi che percepiscono in più sono quelli relativi alla loro disponibilità (obbligatoria) a straordinari, scorte, piantonamenti… Il che va a discapito sicuramente di alcune libertà individuali e qualità della vita.

Ø Sugli ultimi contratti possiamo assicurare che, non è tutto oro quello che luccica, la campagna propagandistica del Governo sul rinnovo contrattuale delle Forze armate e di polizia in verità nasconde le cifre reali degli aumenti mensili. E' previsto infatti per il biennio 2002-2003 un incremento mensile della retribuzione media lorda pari a € 49,10, dei quali € 30,28 nel 2002 ed il resto dal 1 gennaio 2003. Le maggiorazioni propagandate riguardano solo il lavoro straordinario ed arretrati.

Ø In termini di diritti sindacali ed individuali l'ingresso nel comparto sicurezza comporterebbe un arretramento sostanziale e ciò è testimoniato dall'imbarazzo degli interlocutori della funzione pubblica in sede di riunione, anzi sono stati perfino corretti, quando hanno affermato che entrare nel comparto sicurezza indubbiamente comporta differenti relazioni sindacali. Né tanto meno è pensabile, per onestà intellettuale, che noi vigili del fuoco manterremo tutte le nostre prerogative, attingendo viceversa al meglio che c'è, all'interno di quel comparto. Con tutta la voglia di crederci, riteniamo che anche gli altri all'interno del comparto avrebbero da ridire; (Fino a prova contraria oggi siamo noi ad avere un contratto avanzato in termini sindacali). come affermato dalla funzione pubblica

Ø Che ne sarà del diritto di sciopero già oggi fortemente compromesso?

Ø Altro nodo da sciogliere, se è vero che siamo OO.SS. generali e non corporazioni, quale futuro si prospetterebbe per il personale amministrativo, tecnico ed informatico del corpo nazionale?;

Ø Infine per chiudere, è nostra intenzione capire, come verranno mantenute le RSU e con quali diritti?

Questi sono solo una parte dei dubbi che ci poniamo e che il governo dovrà chiarire, anche perché se la volontà politica è quella di corrisponderci i dovuti incrementi economici per il lavoro che giornalmente svolgiamo, non comprendiamo perché ce li dovremmo giocare sul tavolo del comparto di contrattazione.

Dopo l'incontro, l'incazzatura dovrebbe essere più forte, proprio perché quella prospettata è una coercizione vera propria! Solo cedendo una fetta delle nostre conquiste, si apre una eventuale disponibilità a concedere qualche euro; questo non è accettabile, i diritti non sono monetizzabili.

Eppure al loro insediamento, davanti alle bare dei nostri colleghi i rappresentanti di questo governo si erano fatti promotori di miglioramenti economici e normativi indiscutibili, oggi come mai si tirano indietro?

Aspettiamo risposte, poi eventualmente in una discussione molto più ampia saremo propensi ad intraprendere un dialogo "non strumentale o di contrasto" dai contenuti reali.

 

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