RIORDINO SERVIZIO NAUTICO: L'AMMINISTRAZIONE È ALLA DERIVA

Nazionale -

Lavoratori,

noi diciamo no a questo riordino, teso esclusivamente ad un risparmio economico, sacrificando professionalità e capacità specifiche, sulla pelle anche di quelli che pagano le tasse, dalle quali arrivano i denari per retribuire i personaggi che questo riordino hanno “partorito”, enfatizzando la scure della spending review.

Certo, ci rendiamo anche noi conto che è un momento di crisi e che i soldi stanziati per politici, prefetti, spese belliche, ecc.; non possono essere toccati però, dopo aver visto la gente in attesa di soccorso sulla Norman Atlantic, qualche dubbio è tornato a insinuarsi nelle nostre menti.

Le emergenze per nave incendiata sono statisticamente limitate ma, come si è visto, sono estremamente gravi per quanto riguarda la perdita di vite umane e i danni all'ambiente e il nostro dispositivo di soccorso deve tenerne debito conto come previsto dalla legge.

Oggi, invece, il primo atto del riordino (definito più blandamente "razionalizzazione dei servizi specialistici") prevede la dismissione delle unità di “grandi” dimensioni per mantenere una flotta di unità veloci “piccole”. È evidente che i mezzi navali costano, anche per manutenzioni e all'ormeggio, ma sono gli unici a garantire adeguato supporto a qualsiasi intervento in mare.

Mezzi di ridotte dimensioni, di cui siamo dotati, hanno limitati mezzi antincendio, poiché progettualmente sono stati sviluppati per il servizio SAR, e sono inefficaci per un’emergenza di proporzioni più vaste.

Il secondo punto tratta la riduzione del personale specialista. Si riducono gli organici a fronte di statistiche di rischio non aggiornate, con buona pace dei Porti che rilevano un incremento dei traffici.

Per gli specialisti, fino a poco tempo fa, pensare di dismettere il brevetto era un tabù, visti i costi formativi a carico dell'amministrazione; ora, non solo ciò è bene accetto, ma è uno dei modi pensati per sfoltire i presunti esuberi e ciò proprio quando l'amministrazione era riuscita a creare un percorso formativo a costo zero, grazie alle professionalità interne.

Invece di intensificare l'opera formativa su nuovo “personale”, si taglia linearmente, affidando il soccorso nautico esclusivamente alla soggettiva esperienza e capacità della “bassa forza” (termine nautico), il quale è destinato nel medio e lungo termine a non essere sostituito… e quindi estinguersi!!!

Ora ci chiediamo:

Quali sono le reali competenze degli estensori del riordino del settore nautico?

 

Quali di questi ingegneri e geometri ha esperienza di navigazione, di gestione delle operazioni su nave incendiata?

Su quali prospettive future è basato questo riordino?

Quante Norman Atlantic si devono ripetere prima di affrontare seriamente il problema?



ANCORA UNA VOLTA I SUGGERIMENTI DI CHI LAVORA SUL CAMPO RIMANGONO INASCOLTATI

USB CHIEDE IL RILANCIO DEL SOCCORSO TECNICO URGENTE E DICE NO AL RIORDINO

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