RELAZIONE INCONTRO IN DIREZIONE SU EMERGENZA ESONDAZIONE PANARO E SECCHIA BASSA MODENESE

Continua la moina di non decretare le emergenze territoriali e che ci rimette è il lavoratore del CNVVF

Bologna -

 

Nella giornata di Mercoledì 9 Dicembre assieme a tutte le OO.SS abbiamo avuto la  riunione con il Direttore regionale CNVVF Emilia Romagna per discutere delle criticità che si sono incontrate nella gestione dell’emergenza (ancora in atto) che si è verificata nella bassa modenese dopo l’esondazione dei fiumi Panaro e Secchia.

In avvio di riunione il direttore ci ha dato informativa sui dati emergenziali dove alla giornata di ieri mattina in quello scenario si erano già effettuati oltre 850 interventi,sul posto vi erano sezioni operative da tutta la regione più contingenti provenienti dalla Toscana, Veneto, Piemonte e Lombardia. Lo scenario vedeva la presenza di oltre 150 VVF nel territorio interessato all’esondazione dei 2 fiumi.

Il Direttore in premessa ha subito ribadito che la situazione emergenziale non era stata decretata come emergenza e quindi non vi erano i requisiti normativi per applicare le direttive specialmente in merito al riconoscimento delle fasi emergenziali e quindi tutte quelle voci attinenti alle fasi operative,orari di lavoro e tempi di recupero psicofisico, quindi per queste particolari voci avrebbe posto un quesito all’amministrazione centrale che in mancanza di risposte avrebbe fatto fede l’orario di lavoro che rendiconterà il comandante di Modena alla fine delle emergenza”non decretata”.

Come O.S. abbiamo fatto presente che il non decretare le emergenze è oramai prassi comune, sono anni ed anni che le emergenze territoriali non vengono decretate e questo comporta una giungla normativa dove il personale impegnato non viene remunerato secondo le modalità previste nella circolare EM01-2020, abbiamo fatto presente al tavolo che anche in virtù di questo oramai consolidato modus operandi nel non decretare le emergenze territoriali, ci ha portati a proclamare lo stato di agitazione quando l’amministrazione centrale partorì quella confusionaria e troppo burocratica nuova circolare sulle gestione delle emergenze (EM01-2020).

Abbiamo ribadito che produrremo note nazionali per derimere questa ciclica situazione, poi siamo entrati nel dettaglio dell’emergenza, questi sono i punti che abbiamo portato al tavolo:

  1. Pochissime risorse stanziate nel POA per esercitazioni colonne mobili integrate e puntualmente si verificano casi emergenziali che mettono in risalto queste lacune, quindi chiediamo che questa voce venga incrementata come risorsa nel futuro.
  2. Abbiamo attivato in questi giorni incontri politici/sindacali con la regione per sviluppare sempre con risorse POA squadre VVF che in occasioni di allarmi meteo particolarmente gravi vengano attivate per il controllo e monitoraggio dei punti sensibili (argini dei fiumi o altro).
  3. Mancanza della centrale unica operativa e di coordinamento che ha comportato nello scenario emergenziale diverse situazioni dove su diversi interventi si trovavano più squadre ad operare, questo se unito al fatto che i nostri UCL inizialmente sono stati piazzati in zone non consone hanno contribuito ad aumentare il caos sulla gestione operativa di assegnazione intervento e tutto quello che ne consegue (chiusura intervento, numero progressivo etc etc).
  4. Normali problematiche che avvengono quando non sono collaudate le situazioni emergenziali tipo: radio mal funzionanti, interventi che arrivavano su whatsapp, disorganizzazioni per reperire locali per vestizioni/svestizioni, disorganizzazioni logistiche e non solo per la consumazione dei pasti.
  5. Argo 808 (Bruco) presente nella rimessa di Modena ma per motivi a noi sconosciuti non utilizzato.

Su queste nostre osservazioni abbiamo registrato l’impegno del Direttore a recepire le nostre richieste, abbiamo concluso la riunione sottolineando che auspichiamo da parte dei nostri dirigenti un lavoro che esca dalla logica che noi siamo autosufficienti e che quindi si sviluppino da subito tutte quelle azioni che vedano nelle sinergie con enti locali, province e regioni, quella via maestra utile a creare un apparato di soccorso dove noi siamo la colonna portante del sistema ma senza l’aiuto di tutti gli attori non possiamo fare miracoli...

                                  

Per il coordinamento regionale USB VVF Emilia Romagna 

Roberto Franca

                                   

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