PROBLEMATICHE BANDA MUSICALE DEL CORPO NAZIONALE
Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico e Difesa Civile
Prefetto Attilio VISCONTI
Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Al Direttore Centrale per le Risorse Umane
Prefetto Maddalena DE LUCA
Al Comandante delle Scuole Centrali Antincendi
Ing. Paolo MARIANTONI
All’Ufficio per le Relazioni Sindacali
Vice Prefetto Floriana LABBATE
OGGETTO: PROBLEMATICHE BANDA MUSICALE DEL CORPO NAZIONALE
L’Unione Sindacale di Base intende riportare con forza all’attenzione dell’Amministrazione le problematiche che da troppo tempo interessano la Banda Musicale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nella convinzione che la tutela di ogni professionalità debba trovare pari dignità all’interno del Corpo.
La consistenza numerica di un settore non può determinarne il peso né, tantomeno, il livello di attenzione che l’Amministrazione è tenuta a riservargli.
Il Corpo Nazionale vive del lavoro del personale operativo, tecnico-professionale e di tutte quelle professionalità che, con funzioni differenti, contribuiscono quotidianamente alla sua attività e alla sua immagine istituzionale.
In questa cornice, la Banda Musicale svolge una funzione certamente particolare, ma tutt’altro che marginale. Essa rappresenta il Corpo Nazionale nelle cerimonie, nelle manifestazioni pubbliche e nelle occasioni istituzionali, divenendone a tutti gli effetti uno dei principali biglietti da visita nei confronti dei cittadini e delle altre Istituzioni.
E proprio un biglietto da visita racconta molto dell’Istituzione che rappresenta. Se viene trascurato, impoverito o lasciato senza gli strumenti necessari per svolgere adeguatamente la propria funzione, a risultarne compromessa non è soltanto la condizione di chi vi lavora, ma l’immagine stessa del Corpo Nazionale.
Per USB, quindi, occuparsi della Banda Musicale non significa distogliere l’attenzione dalle numerose e gravi problematiche che interessano il resto del personale. Significa affermare un principio semplice: nel Corpo Nazionale non devono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, né professionalità considerate troppo piccole numericamente per meritare ascolto, tutela e prospettive.
Quanto accaduto recentemente ad Alife (CE) assume, peraltro, un significato quasi paradossale. Proprio la città che ha dato i natali al Maestro Alessandro Vessella, figura di assoluto rilievo nella storia bandistica italiana, ha fatto da scenario a una missione nella quale la Banda Musicale del Corpo Nazionale non è stata posta nelle condizioni organizzative adeguate al ruolo che era chiamata a svolgere.
E non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. Situazioni analoghe si sono già verificate in altre occasioni, con modalità organizzative che finiscono inevitabilmente per incidere anche sulla qualità della prestazione artistica. Una Banda non è costituita soltanto da strumenti e uniformi: dietro ogni esibizione vi sono preparazione, concentrazione, tempi tecnici, esigenze logistiche e condizioni che devono consentire ai musicisti di esprimersi al livello richiesto a una formazione chiamata a rappresentare il Corpo Nazionalee che i suoi vertici continuano ad ignorare.
È proprio questo il punto sul quale USB intende aprire una riflessione più ampia. La Banda Musicale non può essere utilizzata come una sorta di “merce di scambio” istituzionale, da mettere a disposizione per impreziosire eventi e manifestazioni senza valutare preventivamente la loro effettiva rilevanza, le condizioni organizzative e, soprattutto, le conseguenze che un impiego continuo e non adeguatamente programmato determina sulla qualità artistica della compagine.
Il rischio concreto è quello di alimentare un progressivo impoverimento artistico: ogni missione dovrebbe rappresentare un’occasione per accrescere il prestigio della Banda e, attraverso essa, quello del Corpo Nazionale. Quando invece prevalgono improvvisazione, impieghi poco selettivi e condizioni logistiche inadeguate, si produce l’effetto opposto: si espone continuamente la Banda senza valorizzarla, fino a sminuirne progressivamente il livello e l’immagine artistica.
Una formazione musicale istituzionale non acquista prestigio semplicemente aumentando il numero delle proprie apparizioni. Il prestigio si costruisce attraverso la qualità delle esibizioni, la selezione degli appuntamenti, la preparazione musicale e il rispetto delle condizioni necessarie affinché ogni concerto rappresenti realmente il livello artistico del Corpo Nazionale.
Se la Banda è davvero il “biglietto da visita” del Corpo, non può essere trattata come un biglietto da visita da distribuire indiscriminatamente. Deve essere tutelata,
valorizzata e messa nelle condizioni di rappresentare al meglio l’Istituzione e, prima ancora, devono essere rispettati i lavoratori e i professionisti che la compongono.
Proprio alla luce di quanto finora rappresentato, non è possibile non richiamare le proposte formulate dalla USB nel corso delle riunioni dedicate al Riordino, che interessavano anche i Ruoli di Rappresentanza.
Proposte successivamente ribadite nello stato di agitazione nazionale del 18 dicembre 2025 e rimaste, ad oggi, sostanzialmente inascoltate. Una disattenzione che sta determinando un progressivo depauperamento della Banda Musicale, del suo organico e delle sue potenzialità artistiche.
USB aveva proposto di ampliare l’organico secondo il modello della cosiddetta “media banda”, individuato proprio dal Maestro Alessandro Vessella in 54 esecutori, e di prevedere stabilmente tutte quelle figure professionali indispensabili al funzionamento di una compagine musicale di questo livello: Maestro Direttore, Vice-Maestro, Archivista e Copista.
Proposte rimaste senza seguito, mentre la progressiva riduzione dell’organico rischia ormai di compromettere persino la possibilità di eseguire adeguatamente parte del repertorio.
Nell’ultimo periodo diversi orchestrali hanno lasciato il Corpo Nazionale per entrare in altre Bande Musicali o in prestigiose istituzioni lirico-sinfoniche, anche in assenza di adeguate prospettive professionali e riconoscimenti. Altri hanno dovuto lasciare la compagine per sopraggiunta inidoneità, mentre ulteriori cessazioni sono ormai prossime per raggiunti limiti di età.
Il risultato è una progressiva perdita di parti essenziali dell’organico orchestrale. Tra queste figurano gli oboi, alcune parti delle trombe, corno, sassofonocontralto e ulteriori strumenti che, per caratteristiche timbriche e funzione nell’equilibrio dell’ensemble, non possono essere semplicemente sostituiti ricorrendo ad altri senza incidere sulla qualità dell’esecuzione.
Emblematico è proprio il caso dell’oboe, strumento che tradizionalmente fornisce il riferimento per l’intonazione dell’ensemble e del quale la Banda ne è rimasta priva, senza che siano state tempestivamente programmate procedure concorsuali o selettive finalizzate alla sostituzione degli orchestrali mancanti.
È proprio sul reclutamento, visto che si continua a voler inseguire la Chimera della Polizia di Stato, che USB aveva avanzato una proposta precisa: adottare un sistema di accesso e un’articolazione dei ruoli musicali coerenti con quelli previsti per le altre Bande Musicali istituzionali, individuando requisiti realmente attinenti alle funzioni che ciascun professionista sarà chiamato a svolgere.
A partire dal Maestro Direttore, per il quale devono essere richiesti titoli accademici di II livello specificamente attinenti alla strumentazione, alla direzione d’orchestra di fiati, e di I livello incomposizione, e dal Vice-Maestro, per il quale deve essere prevista un’adeguata formazione accademica come il triennio in strumentazione e direzione per orchestra di fiati.
Prevedere genericamente il possesso di una laurea di secondo livello, senza una puntuale qualificazione musicale dei titoli richiesti, non garantisce una selezione realmente orientata all’eccellenza artistica e professionale che una Banda nazionale dovrebbe perseguire.
Ugualmente incomprensibile è la mancata valorizzazione delle figure dell’Archivista e del Copista, funzioni essenziali per la conservazione, gestione e predisposizione del patrimonio musicale. Una carenza ancora più evidente considerando che la Banda Musicale non dispone attualmente di un proprio archivio strutturato delle partiture.
Anche su questo USB era intervenuta durante il Riordino, chiedendo l'introduzione di uno specifico regolamento per l’accesso e la selezione degli orchestrali e l’istituzione di una Commissione con componenti esterni di comprovata qualificazione musicale, capace di valutare con indipendenza i titoli, la preparazione e soprattutto le effettive qualità artistiche dei candidati.
Perché entrare nella Banda Musicale del Corpo Nazionale non può significare semplicemente occupare un posto disponibile in organico. Deve significare superare una selezione musicale rigorosa, trasparente e qualificata, adeguata al prestigio dell’Istituzione che quell’orchestrale sarà chiamato a rappresentare.
Si è voluta perdere, inoltre, un’ulteriore occasione per riconoscere anche economicamente la professionalità degli orchestrali attraverso specifiche indennità di rappresentanza, differenziate in relazione alla posizione ricoperta nell’organico – I parte, II parte, III parte e Maestro Direttore – riconoscendo responsabilità, preparazione e funzione artistica. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sul Decreto del Capo Dipartimento del 21 novembre 2019 e rivedere le relative previsioni derivanti dal precedente impianto del D.lgs. 217/2005.
Alla luce di tutto quanto rappresentato, USB chiede che episodi come quello verificatosi ad Alife (CE) non abbiano più a ripetersi e che venga complessivamente ripensato il modello organizzativo della Banda Musicale.
Riteniamo necessario che la sua gestione non ricada più nelle competenze del Comandante delle Scuole Centrali Antincendi, ma venga ricondotta alle dirette dipendenze dell’Ufficio del Capo del Corpo, riconoscendo alla Banda una propria autonomia organizzativa e, soprattutto, la sua specificità artistica e professionale.
La Banda Musicale, così come gli Atleti delle Fiamme Rosse nelle rispettive discipline, rappresenta infatti una realtà peculiare che non può essere semplicemente assimilata agli altri profili professionali del Corpo.
Non si può pretendere che la Banda rappresenti l’eccellenza del Corpo nelle occasioni istituzionali e, contemporaneamente, lasciarla impoverire negli organici, priva delle professionalità indispensabili, senza adeguate prospettive professionali e senza un sistema di selezione all’altezza del prestigio che le viene richiesto di rappresentare.
Poiché la Banda Musicale deve continuare a essere uno dei biglietti da visita del Corpo Nazionale, occorre finalmente investire nelle donne e negli uomini che la compongono, nella loro professionalità e nella qualità artistica che sono chiamati a esprimere.
USB chiede pertanto di essere convocata in uno specifico incontro dedicato alle problematiche e alle prospettive della Banda Musicale del Corpo Nazionale e manifesta sin da ora la propria disponibilità al confronto, al fine di approfondire e definire nel merito le proposte avanzate e individuare soluzioni concrete per la valorizzazione, il rilancio e la tutela delle professionalità che la compongono.
Cordialmente
per il Coordinamento Nazionale USB VVF Paolo CERGNAR