Prato: IL NOSTRO DIRIGENTE SE N'E' ANDATO; SENZA SALUTARE NESSUNO !!!

COMUNICATO STAMPA

Prato -

Non è del tutto inaspettato il modo con cui l’ Ing Salvadori ha deciso di comunicare il suo avvicendamento . Per il suo operato parlano per noi le tre condanne (due procedure ed un ricorso) che il Giudice del Lavoro  del Tribunale di Prato ha sentenziato basandosi sulle regole che disciplinano i rapporti tra la nostra Amministrazione e le OO.SS. Queste regole , che rispettiamo, difendiamo e su cui ci basiamo insieme alle altre cariche dirigenziali del Corpo Nazionale , per disciplinare il nostro lavoro, sono valide in tutto il territorio nazionale ed è semplicemente ridicolo chiamare “persecuzione” la pretesa del loro rispetto. Vorremmo ricordare che proprio per il rispetto di queste regole, tramite la documentazione da noi  prodotta ed inviata agli organismi competenti del Dipartimento Nazionale, la nostra Amministrazione è intervenuta nel nostro Comando inviando nel mese di Agosto direttamente il Capo del Servizio Ispettivo Centrale. Da come il Salvatori parla, sembra quasi che il comando dei VV.F. di Prato sia “governato “ dai sindacati che impediscono al legittimo incaricato di svolgere la propria funzione dirigenziale: ovviamente non è così, altrimenti il Ministero degli Interni avrebbe potuto agire in ben altro modo, forse invece avrà tenuto conto dei precedenti incarichi dirigenziali affidatigli. Vogliamo quindi tranquillizzare la popolazione: il servizio istituzionale dei Vigili del Fuoco di Prato non è guidato in modo deviato e parallelo da biechi sindacalisti. Vi risparmiamo un lungo elenco di fatti: vi riportiamo due soli esempi di gestione dell’Ing. Salvatori. Primo, la pretesa di nominare come responsabile del Distaccamento dei Volontari di Vaiano una persona che ancora non era diventata un vigile volontario. Ovviamente l’atto era giuridicamente nullo. Secondo , ci siamo dovuti rivolgere anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti per far verificare la correttezza circa la gestione interna degli alloggi ed eventuali danni all’erario. Riguardo alle “capacità di mantenere elevata la qualità del soccorso”, da lui enunciate nel proprio comunicato stampa, giova ricordare un ulteriore esempio, che la sua gestione ha portato ad un blocco dei rapporti tra i Vigili del Fuoco di Prato e il Dipartimento Emergenza Urgenza (118) della A.S.L. 4, vanificando ad oggi, di fatto, il lavoro svolto prima del suo insediamento (09-01-2006) per migliorare l’integrazione tra i due enti e di conseguenza il servizio al cittadino. Progetti di collaborazione  dove il Comando di Prato ed il 118 di questa Provincia sono stati i pionieri in Italia, presi ad esempio, copiati e portati a termine in altre realtà, sono rimasti miseramente abbandonati nel fondo di un cassetto. Anche se il comune cittadino non ha percepito i problemi che in questi mesi sono stati oggetto scontro, tra gli addetti ai lavori era evidente il disagio e la strada in cui il Comando Provinciale si era indirizzato. Chiudiamo qui la polemica con il Comandante che lui, con miopia, ha voluto riaprire. Poteva andarsene in silenzio e non l’ha fatto visto che comunque il mandato gli era scaduto il 31 Dicembre. Lo ringraziamo comunque di una cosa: tra le righe fa comprendere che una organizzazione sindacale lo sosteneva, la UIL PA. Le perfettibili decisioni del Comandante di Prato hanno provocato il massimo momento di unità e combattività dei lavoratori nella storia di questo Comando. Non possiamo dire altrettanto per l’unità sindacale, visto che qualche sindacalista era in altre faccende affaccendato.

 

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