PATTO PER IL SOCCORSO DETTO ANCHE "SUNSET BOULEVARD"

“Ho letto l’ultima bozza del patto per il soccorso, più che un patto mi è sembrato una gogna.”

Bologna -

Non credevo che al 4° incontro persistessero ancora tante nefandezze. Sono stato contento di notare che è stato tolto il punto dove si diceva degli interventi mal condotti, ma persiste ancora e sempre con maggior forza la volontà di aumentare il nostro carico di lavoro con istituti di reperibilità e disponibilità fuori orario e il rafforzamento della componente volontaria, addirittura da incrementare con i volontari della protezione civile! Come RdB\CUB siamo perfettamente d’accordo nell’affermare il ruolo centrale del Corpo Nazionale all’interno della Protezione Civile, perché di fatto siamo la colonna portante di questo apparato, ma è di fondamentale importanza affermare anche la centralità della componente permanente all’interno di questa struttura, bisogna rivedere completamente il ruolo del volontario; non è ammissibile l’equiparazione delle qualifiche tra permanenti e volontari, squalifica la professionalità di chi del soccorso ne ha fatto un mestiere. Inoltre se “vogliamo” l’Italia in 20 minuti non possiamo permettere tempi di attivazione della componente volontaria così lunghi, a volte i venti minuti passano solo per arrivare in caserma e cambiarsi. Fondamentale poi aumentare le ore di corso per i volontari e prevedere una maggiore selezione iniziale degli aspiranti, anche attraverso visite mediche piu selettive. Possiamo non essere contrari all’apertura e il mantenimento di distaccamenti volontari, ma si devono aprire e mantenere dove il rischio è basso, cioè in zone a bassa antropizzazione, in ambienti montani ad esempio, dove il basso numero di interventi e il basso rischio non giustifica l’apertura di distaccamenti permanenti, un supporto al soccorso e non la nostra sostituzione. Comunque, mi ripeto, anche in quei casi deve essere migliorata la qualità del servizio, garantendo la presenza fisica all’interno delle caserme, come fanno i volontari del 118. Dobbiamo essere contrari alla paga oraria dei volontari, in quanto tali, gli deve essere semmai corrisposta una indennità o rimborso spese. Il rafforzamento delle competenze in ambito forestale ed ambientale è oramai indispensabile e deve essere affidato ai professionisti e non come ora ai volontari AIB delle Regioni. Come RdB come possiamo anche minimamente pensare di avallare compiti di pubblica sicurezza !!, se ne fa cenno all’interno del patto, che cosa c’entriamo noi con la pubblica sicurezza ?? Noi non siamo poliziotti e non lo saremo mai, facciamo soccorso tecnico e prevenzione, che non si inventino di mandarci a disperdere le folle con gli idranti (come volevano fare con il G8 di Genova)! Sempre a proposito del nostro ruolo, non è male ricordare all’amministrazione le priorità del Corpo Nazionale, prima viene la salvaguardia della vita umana e animale, poi quella delle cose, in questo patto invece si legge sempre prima lo sviluppo economico e poi la salvaguardia del cittadino, che sia un lapsus freudiano o oramai sono diventati così sfrontati da dichiarare apertamente la priorità degli interessi economici sulla vita umana e l’ambiente. Ricordo inoltre che si sono volute sviluppare delle linee guida che migliorino il soccorso, ma non si è voluto investire risorse. Le riforme a costo zero non sono possibili, ci invitano a reperire fondi presso gli enti locali, ma che storia è? Se siamo Corpo Nazionale ci deve pensare lo Stato Centrale a Noi e non gli Enti Locali, altrimenti abbiano il coraggio di regionalizzarci così non ci pensiamo più. Quindi maggiori risorse, più uomini (stabilizzazione del precariato), sono le parole chiave senza andare ad inventarci nulla, invece di disperdere milioni di euro su decine di associazioni che ambirebbero a svolgere i nostri compiti istituzionali, concentriamo le risorse in una organizzazione già strutturata, la nostra, che nonostante i molteplici problemi, funziona ancora. Le ricette dunque sono semplici, più uomini e mezzi, più formazione, maggiore possibilità di avanzamento (carriera in gergo pubblicistico) all’interno del Corpo corrispondente anche ad una migliore remunerazione economica, riconoscimento della categoria tra i lavori usuranti, queste le priorità, secondarie tutte le altre osservazioni, dateci intanto più risorse, poi parliamo di patti e linee guida. Il mio invito, il nostro invito è dunque di NON firmare, di abbandonare questo tavolo di lavoro se necessario in quanto parte da basi sbagliate e tornare alla mobilitazione per poter ottenere più uomini e soldi!

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