OPERAZIONE DI SGOMBERO A BOLOGNA

Bologna -

Alla C.A. del Direttore Regionale

ing. Giovanni Nanni

 

Alla C.A. del Dirigente Provinciale di Bologna

ing. Antonio La Malfa

 

 

Oggetto: operazione di sgombero in via della Beverara a Bologna

 

Scriviamo la presente per denunciare un intervento avvenuto il giorno 17 c.m. che ha avuto i connotati e le conseguenze di una operazione di ordine pubblico a tutti gli effetti. Abbiamo appreso tutto dagli organi di stampa che con tanto di foto hanno raccontato una giornata di assedio ad un gruppo di anarchici. Le foto ci raccontano di vigili del fuoco con manichetta in mano che spruzzano acqua non per spegnere un incendio ma per scopi che dovranno essere chiariti. Si vedono Pompieri in un’ autoscala con tutti i DPI e auto protettore, non per difendersi dal fumo e dalle fiamme, ma per difendersi da urina ed escrementi che gli occupanti hanno lanciato su questi “poveri” lavoratori, presi successivamente a bastonate, due gli infortunati con una settimana di prognosi.

Ma cosa ci facevamo noi Pompieri in quel contesto e soprattutto cosa ci facevamo esposti in prima linea alla reazione degli occupanti? Non siamo un “reparto celere”.  Ufficialmente ci viene richiesto un supporto tecnico alla polizia, di fatto si viene utilizzati come forza attiva per il buon esito dell’operazione di polizia, esponendoci a conseguenze che potrebbero essere la prossima volta molto più gravi. Siamo in un momento storico di tensioni sociali altissime e se permettiamo ai vari prefetti di utilizzarci come forza di polizia saremo quasi tutti i giorni impegnati a svolgere compiti non nostri, togliendo risorse indispensabili al soccorso tecnico urgente.

 Addirittura in questo Comando abbiamo assistito al paradosso che vede i vigili del fuoco non utilizzati in interventi come la ricerca persona od in interventi di protezione civile chiaramente di nostra competenza, ma sempre pronti a dare il nostro “importante” supporto alle operazioni di polizia.

L’immagine di ieri nei media è stata quella dei pompieri in prima fila con la celere dietro, una bella immagine per il calendario 2015! Crediamo necessario un intervento presso il Prefetto di Bologna per chiarire una volta per tutte quali sono i compiti dei Vigili del Fuoco, quale il loro utilizzo in contesti di ordine pubblico. Necessario chiarire una volta per tutte che il nostro intervento è finalizzato all’incolumità delle persone, la salvaguardia della vita umana.

I compiti definiti di assistenza “tecnica” è oramai un escamotage per coinvolgerci a pieno titolo nell’ordine pubblico e noi come USB e come vigili del fuoco non possiamo accettarlo. Il dirigente, i funzionari, i qualificati, gli stessi vigili, devono aver ben chiaro il proprio ruolo e i propri compiti. Basta esporci a scenari e situazioni pericolose ed umilianti come quella di essere investiti da urina e feci.

Se non ci sono le condizioni di sicurezza necessaria non si deve operare. Lo scenario di ordine pubblico è avulso dalla nostra realtà, non abbiamo e certo non vogliamo una formazione in questo ambito.

Non è pensabile che l’immagine dei vigili del fuoco sia assimilabile a quello di una forza repressiva, perché i vigili del fuoco sono un corpo che fa soccorso senza discriminare tra chi è bianco o nero, repubblicano o

anarchico, cattolico o mussulmano, deve avere una identità super partes per garantirci di svolgere il nostro compito al meglio. Non per fare i “piacioni” o i “buonisti”, ma perché ci dobbiamo garantire di lavorare in assoluta tranquillità anche nelle aree più a rischio, senza essere individuati come quelli che sfrattano o sgomberano, o peggio gettano acqua per disperdere le persone, noi l’acqua la usiamo per spegnere gli incendi!

Noi vigili del fuoco rischiamo la nostra incolumità, a volte la vita per fare al meglio il nostro mestiere, che non è quello del poliziotto, ad ognuno i propri compiti e i propri rischi.

Chiediamo un intervento di chi è in indirizzo presso il prefetto di Bologna, per chiarire la dinamica dell’intervento, vogliamo capire come mai dei funzionari di polizia hanno permesso di esporre i vigili del fuoco al pericolo di aggressione, non avendo provveduto, evidentemente, in modo adeguato alla loro incolumità.

Chiediamo altresì che la direzione ed il comando si attivino per fare un’analisi attenta dei fatti accaduti chiarendo le dinamiche di quanto accaduto, non in un’ ottica punitiva verso chi ha partecipato alla sfortunata missione, ma per evitare il ripetersi dei fatti qui esposti.    

Certi di un vostro sollecito riscontro porgiamo Distinti Saluti                      

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