NUOVI PARAMETRI DI ACCESSO NEI VIGILI DEL FUOCO PER I FUTURI BANDI DI CONCORSO - INFORMATIVA -

Nazionale -

 

Oggi si è svolto un incontro su piattaforma virtuale tra il Capo del Corpo e le OO.SS., all’ordine del giorno l’informativa sulla bozza riguardante i nuovi criteri di assunzione nel Corpo Nazionale Vigili del Fuoco.  Premettiamo che questi criteri risentono della legge di riordino, ovvero la 127 del 2018, l’idea dell’amministrazione sarebbe quella di fare un bando ogni due anni, ma date le difficoltà che ben conosciamo, sarà già un successo ogni quattro/cinque anni, prendiamo però atto della volontà di fare più concorsi ravvicinati, evitando graduatorie che rimangono valide per anni e anni, vedendo invecchiare i candidati in attesa di chiamata, visto la breve finestra temporale per la partecipazione al concorso, è giusto dare la possibilità a più persone di partecipare e perché no, dare anche una seconda possibilità a chi ha fallito un tentativo di ingresso. Ancora molti aspetti sono da definire, infatti il Capo del Corpo ha tenuto a specificare, che un conto è il regolamento e uno il bando, dove poi saranno ben specificate le prove. L’ingresso sarà riservato ai diplomati di scuola media superiore, età minima 18 massima 26 anni, la preselezione sarà fatta con quiz a risposta multipla, non più di cultura generale, ma su materie specifiche vicine alle competenze future richieste nel lavoro del vigile del fuoco, a detta dell’amministrazione: per favorire la selezione di candidati con attitudini tecniche, essendo venuta meno la prova per mestiere, si vuole almeno favorire determinate attitudini, oltre a quelle linguistiche (inglese)  e informatiche, che avranno un peso importante. Oltre i quiz si terrà conto dei titoli, ma si è parlato solo patente terrestre, l’ing. Dattilo ha ricordato che in quanto titolo preferenziale che dà priorità di ingresso, impegna il candidato poi a svolgere, una volta assunto la funzione di autista nel Corpo Nazionale. Come USB abbiamo chiesto se tutti i diplomi avranno lo stesso peso, se fosse il caso di valutare anche patenti/brevetti/certificazioni diverse che il candidato avrà in possesso al momento della domanda, vista l’ampia gamma di settori d’intervento dei vigili del fuoco, l’amministrazione ha risposto che più che differenziare il valore dei diplomi si vuole mirare a selezionare in base alle nozioni, quindi ai test, mirati in determinati ambiti disciplinari, chiaramente questo favorirà alcune aree tematiche tipiche di determinati istituti scolastici. Per gli eventuali brevetti o patenti diversi dalla patente terrestre, il Capo del Corpo si è detto dubbioso, in quanto   rivolgendosi ad una platea così giovane, non sarà così determinante questo aspetto, ribadendo che determinate qualità in possesso del candidato saranno comunque valore aggiunto personale nelle prove preselettive, studiate in modo da valorizzare i talenti. Questa fiducia così alta sulla selezione ci lascia dubbiosi, non perché non riteniamo valida l’idea, ma perché abbiamo lo storico che fa dubitare. Come USB ci chiediamo: siamo così certi che delle prove preselettive siano in grado di garantire l’ingresso dei migliori? Perché non dare un peso maggiore ai titoli? Infatti riteniamo che determinate attitudini sviluppatesi in giovane età che hanno portato il candidato ad avere determinati brevetti o certificazioni siano una dote importante. A nostro avviso una selezione che si basa anche su una gamma di titoli ampia è garanzia di qualità del futuro lavoratore. Per quanto riguarda la prova ginnica che riguarda le attitudini fisiche, ancora non c’è un programma di esame, il gruppo di lavoro nazionale composto da istruttori ginnici ci sta lavorando. La commissione esaminatrice dei candidati sarà composta da prefetti e dirigenti generali e un componente esterno preso dal mondo accademico.

L’amministrazione terrà conto delle nostre osservazioni e a breve riconvocherà per la chiusura della bozza di decreto, in modo da bandire già il prossimo anno un nuovo concorso.

 

USB VVF Nazionale

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