NOTA A VERBALE TENTATIVO DI CONCILIAZIONE DEL 18.12.2025

Nazionale -

 

Al Ministro dell’Interno
Prefetto Matteo PIANTEDOSI


Al Sottosegretario all’Interno con delega ai Vigili del Fuoco
On. Emanuele PRISCO


Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco
Prefetto Attilio VISCONTI


tramite: Ufficio I – Gabinetto del Capo Dipartimento
Vice-Prefetto Angelina TRITTO


Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Eros MANNINO


All’Ufficio per le Relazione Sindacali
Viceprefetto Floriana LABBATE

 


OGGETTO: NOTA A VERBALE TENTATIVO DI CONCILIAZIONE DEL 18.12.2025.

 


Gentili in indirizzo,


nel corso della procedura di raffreddamento sulla riforma dei D.lgs. 217/05 e 139/06, pur a fronte di posizioni inizialmente molto distanti che hanno determinato
un confronto acceso con la scrivente, si registra positivamente che l’Amministrazione abbia recepito e fatto proprie alcune delle istanze da noi avanzate su specifiche
tematiche.


Modifiche al D.lgs. 217/2005.


Art. 201: uno degli aspetti positivi del testo riguarda certamente il trattamento e il rispetto del personale dichiarato idoneo parziale nella forma permanente (ex art. 234), per il quale viene finalmente mantenuto il ruolo operativo, scongiurando il transito nel Ruolo Tecnico Professionale. Si evidenzia come fin dalle prime riunioni del tavolo di confronto la sola USB abbia preteso e rivendicato con fermezza il mantenimento del ruolo, dell’uniforme e della piena possibilità di avanzamento di carriera per il personale ex art. 234, in netta contrapposizione alle prime bozze del riordino e alle posizioni sostenute dalla maggioranza delle Organizzazioni Sindacali, che avallavano invece l’ipotesi del transito in un Ruolo Tecnico Operativo Speciale.
Ribadiamo tuttavia la necessità di esplicitare in modo chiaro e inequivocabile nel testo dell’articolo la permanenza del personale presso le sedi di appartenenza, evitando formulazioni ambigue che possano aprire al collocamento in sovrannumero presso le Direzioni Regionali o le sedi di Colonna Mobile. Ciò pur prendendo atto delle rassicurazioni fornite dall’Amministrazione, che riteniamo però insufficienti se non tradotte in una previsione normativa vincolante.


Art. 25: Si accoglie con favore la parte riguardante il personale Specialista, nella misura in cui accelera i passaggi di qualifica; tuttavia ribadiamo la necessità di prevedere, nella fase transitoria, il riallineamento delle decorrenze dei passaggi di qualifica al pari del personale generico, inserendo esplicitamente tale previsione nel testo normativo.
Tale intervento consentirebbe, tra l’altro, di rendere effettiva la possibilità di mobilità verso le sedi di residenza per il personale attualmente fuori sede. Si ritiene inoltre indispensabile specificare in maniera puntuale i criteri di accesso al ruolo, con particolare riferimento alle abilitazioni richieste e ai requisiti professionali, quali ore di volo, di immersione, di navigazione e analoghi. Abbiamo anche ribadito la necessità di poter lasciare le specialità e rientrare nei ruoli generici esplicitandolo in una specifica procedura.


Art. 76: apprezziamo il reinquadramento del personale del Ruolo Tecnico Professionale, finalizzato alla parificazione delle qualifiche con il ruolo operativo, obiettivo da sempre sostenuto dalla USB. Confermiamo inoltre la nostra richiesta di richiamare espressamente l’articolo 30 del D.lgs. 165/2001, al fine di garantire la possibilità di passaggio del personale, sia in ingresso che in uscita, tra le diverse Pubbliche Amministrazioni, in coerenza con quanto previsto per l’intero Pubblico Impiego.
Restiamo fortemente contrari alla stesura del testo che continua a lasciare libere interpretazioni sul territorio per quanto attiene alla figura del Vigile Coordinatore, con la possibilità di effettuare funzioni di Capo Partenza (art. 4 c. 2) ribadendo questa possibilità solo per esigenze contingenti e non programmabili. Ribadiamo inoltre il nostro disappunto per il mancato riconoscimento esplicito, nel testo normativo, della funzione specifica dei Capi Squadra e dei Vice Ispettori, che dovrebbe costituire l’elemento principale e qualificante del loro impiego. Così come attualmente formulato, il testo mantiene infatti la possibilità di utilizzare tali figure come autisti all’interno delle squadre ordinarie di soccorso (art. 11, c. 1), determinando una commistione di ruoli che svilisce le funzioni di coordinamento e responsabilità proprie delle qualifiche in oggetto.
Rifiutiamo con fermezza il testo proposto sulle mansioni e l'impiego della qualifica di Ispettori. Con tutti i "collabora" sparsi nel profilo, questi Lavoratori vengono di fatto sfruttati dai Direttivi per compiti estranei al loro ruolo professionale, che deve rimanere specificatamente legata al soccorso tecnico urgente e svolto in orario turnista (12/24 - 12/48 o 12/36) anche per garantire un maggior vantaggio economico.
Non esiste in nessun altro Corpo dello Stato una figura professionale soggetta all'arbitrio del dirigente locale, usata per coprire carenze organizzative.
Non troviamo risposte positive nemmeno nel sistema del merito comparativo che lascia troppi margini di discrezionalità e simpatie per gli avanzamenti di carriera, i criteri e i parametri devono essere chiari e semplici e soprattutto non soggettivi. I criteri e i parametri devono essere chiari, semplici e soprattutto oggettivi.
Pur prendendo atto delle dichiarazioni dell’Amministrazione circa la previsione di più livelli di valutazione, guardiamo con forte cautela a tale impostazione, già sperimentata in altre Amministrazioni senza aver prodotto i risultati auspicati.
Non abbiamo mai condiviso il sistema dei punteggi legati alle settimane di corsi di formazione, poiché è ormai evidente che tali percorsi vengono spesso svolti dal personale esclusivamente al fine di acquisire punteggio, snaturando il senso stesso della formazione.
Per la USB il sistema di formazione all’interno del Corpo Nazionale è e deve rimanere un elemento serio e qualificante, da garantire in maniera continua lungo l’intero arco della carriera e da rendere coerente con le specifiche professionalità, competenze e attinenze operative del personale.
Confermiamo la nostra richiesta imprescindibile di inserire le figure di Vice Maestro e Archivista nella Banda Musicale del CNVVF. La Banda deve essere potenziata fino ad almeno 54 elementi, assumendo a tutti gli effetti la configurazione di una vera “media banda”, così come già previsto dall’organico vesselliano.
Chiediamo infine che la commissione esaminatrice incaricata della valutazione dei futuri orchestrali sia composta da docenti di Conservatorio, in coerenza con quanto avviene nelle altre Bande musicali istituzionali.
Per quanto riguarda il settore TLC, non si rileva alcun incremento dell’organico, che risulta di fatto invariato dal 2005, nonostante la necessità di maggior impiego legata alla funzionalità degli apparati di comunicazione del CNVVF. Permane una forte perplessità in merito al passaggio dal Ruolo Tecnico Professionale con inquadramento nella qualifica superiore dei Ruoli Operativi.
Stando a quanto dichiarato dall’Amministrazione, tale transito dovrebbe avvenire solo dopo il superamento di un corso di riqualificazione professionale.
Questo andrebbe a configurarsi come un precedente, a nostro avviso, potenzialmente pericoloso.
Prendiamo atto e ci aspettiamo effettivo riscontro di quanto affermato nella replica in merito al successivo inserimento in specifici decreti attuativi in relazione alla volontarietà di conseguire la mansione di autista per gli assunti con patente di guida C1; che la durata dei corsi di formazione in ingresso e per i successivi passaggi di qualifica, oltre che specificare la formazione necessaria, sarà oggetto di confronto sindacale; che i concorsi per esigenze specifiche territoriali base territoriale saranno comunque su base nazionale e aperti a tutti i cittadini italiani.
Abbiamo ricevuto rassicurazioni circa il fatto che, al compimento del 60° anno di età, esclusivamente su esplicita richiesta del Lavoratore che, per propria scelta, intenda proseguire l’attività, sarà possibile permanere per ulteriori cinque anni nelruolo operativo, pur essendo dispensato dal soccorso tecnico urgente e impiegato in attività ad esso correlate.


Modifiche al Dlgs 139/2006

 

Prendiamo atto di quanto rappresentato dall’Amministrazione in risposta alle nostre osservazioni in materia di social housing, che viene indicato come progetto in itinere; riteniamo tuttavia necessario istituire un’apposita commissione per la valutazione dei risultati conseguiti. Tale richiesta si inserisce anche nel solco dello stato di agitazione nazionale proclamato nel luglio 2024 che aveva anche questo tra gli argomenti della vertenza.
Ribadiamo la nostra netta contrarietà a una gestione dell’Opera Nazionale Assistenza (ONA) avulsa dai Vigili del Fuoco, considerato che l’ONA è stata istituita come cassa di assistenza a esclusivo beneficio del personale del Corpo Nazionale ed è storicamente finanziata dagli stessi Vigili del Fuoco. Riteniamo pertanto imprescindibile che la gestione dell’ONA rimanga strettamente legata alla categoria, garantendo un effettivo controllo, trasparenza e coerenza con le finalità originarie di tutela e assistenza del personale, evitando qualsiasi processo di esternalizzazione o allontanamento dai bisogni reali dei Lavoratori. Crediamo che sia necessario il suo scioglimento, riscrivere un nuovo e attribuire la gestione in mano a Dirigenti del Corpo e garantire la presenza di tutte le Organizzazioni Sindacali rappresentative all’interno
del Consiglio in modo tale da impiegare le cospicue risorse economiche unicamente per finalità che vadano concretamente a rispondere alle esigenze del personale del CNVVF.
Bene art. 24 c.7 e c. 9 ma sarebbe opportuno che il Corpo Nazionale trovi un concreto e costante impegno nella redazione e nella collaborazione nei Piani di Emergenza di Protezione Civile locali e in tutte quelle situazioni particolari potenzialmente pericolose per la popolazione.
Stesso compiacimento lo troviamo per il comma 16 dove chiediamo che il Corpo Nazionale possa avere componenti permanenti all’interno del Dipartimento di Protezione Civile.
Siamo in totale disaccordo con la volontà di riesumare l’articolo 6 della Legge 1570/1941, una norma concepita in un contesto storico del tutto eccezionale, quando il Paese era nel pieno della Seconda guerra mondiale e le esigenze dello Stato rispondevano a logiche emergenziali profondamente diverse da quelle attuali.
Ribadiamo con forza che i Vigili del Fuoco non svolgono funzioni di pubblica sicurezza, ma sono e restano un Corpo Civile dello Stato, con compiti chiaramente definiti di safety, intesa come soccorso pubblico, tutela dell’incolumità delle persone e salvaguardia dei beni. Le funzioni di security e di ordine e sicurezza pubblica competono invece alle Forze di Pubblica Sicurezza, sia civili che militari, secondo un assetto istituzionale ben definito e consolidato. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è nato e continua a operare esclusivamente nell’ambito del soccorso tecnico urgente,senza alcuna vocazione repressiva o di controllo dell’ordine pubblico. Qualsiasi richiamo normativo che possa generare ambiguità su questo punto rischia di alterare la natura stessa del Corpo e di alimentare letture improprie del suo ruolo.
Prendiamo atto delle precisazioni fornite dall’Amministrazione, secondo cui dal punto di vista normativo non vi sarebbe alcuna modifica sostanziale e che l’intervento si configurerebbe come una mera riscrittura del testo, funzionale esclusivamente alla stipula di convenzioni, in particolare quelle connesse al trasporto pubblico locale.
Tuttavia, riteniamo necessario che tale impostazione venga chiarita in modo inequivocabile, al fine di evitare qualsiasi interpretazione distorta o utilizzo improprio della norma.
Questa Organizzazione Sindacale si batterà, come ha sempre fatto, in ogni sede e con ogni strumento a disposizione, contro l’obiettivo di “militarizzazione” che da anni il Ministero e la politica perseguono e che il presente riordino contribuisce ulteriormente a rafforzare, anche a seguito delle posizioni assunte da alcune Organizzazioni Sindacali che hanno esplicitamente caldeggiato l’inserimento di tali richiami nel testo.
I Vigili del Fuoco svolgono un servizio pubblico essenziale a carattere sociale, fondato sulla salvaguardia della vita, dei cittadini e del territorio, e non possono né devono essere ricondotti a logiche di impiego militare o a strumentalizzazioni politiche, estranee alla natura, alla storia e alla missione del Corpo Nazionale.