Lettera aperta alla RdB di un volontario.

Sono un volontario, uno di quelli che fanno solo il volontario, non il precario. I miei soldi li lascio al “distaccamento” per le necessità della collettività. Credo in quello che faccio, credo che abbia un alto valore morale, credo che sia anche un modo per ridurre la oramai eccessiva spesa pubblica.

Le Organizzazioni Sindacali, chi più chi meno, esprimono avversione alle politiche del Volontariato che l'amministrazione sta perseguendo. La RdB è particolarmente “sensibile” al tema.

Alla vostra Organizzazione Sindacale perciò mi rivolgo perché vorrei dire la mia sulla questione della sostituzione dei permanenti con i volontari.

Ci sono dei precedenti storici più e meno recenti:

  • la Croce Rossa che si è vista sostituire nel soccorso sanitario dalle pubbliche assistenze rimanendo il 118 a solo centro di coordinamento.

  • Il Corpo Forestale di Stato, che ha mezzi antincendio boschivo ma non ha il personale per movimentarli, è rimasto solo come organo coordinatore delle squadre di volontari.

  • Gli stessi VF cui è stata tolta la competenza sugli incendi Boschivi, sostituiti dalle organizzazioni di volontariato.

  • Sempre i Vigili del Fuoco si sono visti togliere la funzione di asse portante della protezione Civile che fa ora capo al Dipartimento di Prot. Civ. Dove ci sono solo dirigenti, il volontariato mette le braccia, ma questa è storia.

Ci sono cose più spicciole ma ugualmente significative di una tendenza generale

  • Gli interventi con l' autogrù VF, che sono legittimati solo se c è in pericolo la vita umana, altrimenti se il privato è sul posto, lavorare i VF si configura come concorrenza sleale.

  • Lo stesso vale con le aperture nei confronti dei fabbri.

Il progetto si è rafforzato quando fu accettato il concetto di devolution un paio di governi fa:

lo stato interviene a sostegno del privato che si vuole accollare un sevizio altrimenti pubblico, gli esempi eccellenti, come abbiamo visto, non mancano, il processo è di tipo storico ed ha subito lì una accelerazione.

Per quanto concerne la professionalità poi, dedizione, passione e tanta formazione colmano qualsiasi gap, ammesso questo esista veramente.

Pertanto, prima troviamo una composizione e meglio è, il volontariato nei Vigili del Fuoco deve fare il suo corso naturale, come lo ha fatto in tutti gli altri casi citati e soprattutto nel resto del mondo.

Siate realisti.

Nota in intestazione:

pubblichiamo questa lettera giunta al sito della RdB, scritta da un volontario che non si firma, quello che scrive è però molto attuale, è un punto di vista interessante che può fare aprire gli occhi a tanti lavoratori che ancora non hanno ben capito la pericolosità del momento.

Nota al termine:

Non commentiamo volutamente, ognuno deve trarre le conclusioni che crede, vogliamo solo fare riflettere su due fatti solo apparentemente fuori contesto:

  • un volontario viene formato con 120 (fatte magari dopo cena o il sabato e la domenica) poi, per l' amministrazione, è parificato ad un vigile permanente con qualsivoglia anzianità potendo operare negli stessi contesti

  • per la festa del corpo, il 30 settembre, i permanenti che dovranno marciare allineati e coperti, sono stati inviati in missione per un mese, qualcosa in più di 120 ore.

Morale: chiunque con 120 ore può essere pompiere, ad un pompiere occorrono più di 120 ore per imparare a marciare in una sfilata.

Questa è la carta da tornasole, rivela la considerazione che la politica, l' amministrazione centrale, i nostri dirigenti hanno del nostro lavoro, della nostra utilità, delle nostre capacità.

Sveglia.

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