INTERVENTI DI RICERCA PERSONA

Padova -

 

A: Assessore Regionale

Elisa VENTURINI

 

Direzione Interregionale Veneto e T.A.A.

Ing. Cristina D’ANGELO

 

Tutte le Prefetture del Veneto

 

e, p.c.: Comandi Vigili del Fuoco del Veneto

 

 

 

OGGETTO: INTERVENTI DI RICERCA PERSONA

 

 

Spett.li,

 

il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rappresenta una componente essenziale e insostituibile del Servizio Nazionale di Protezione Civile, con competenze istituzionali chiaramente definite in materia di soccorso tecnico urgente, prevenzione e lotta agli incendi, inclusi quelli boschivi, nonché di tutela della sicurezza delle persone, dei beni e dell’ambiente in occasione di calamità naturali, incidenti complessi ed eventi di natura straordinaria.

I Vigili del Fuoco garantiscono interventi immediati, capacità di coordinamento tecnico-operativo, supporto logistico e specializzazione professionale, operando su tutto il territorio nazionale come struttura portante del sistema di difesa civile e del soccorso pubblico. Non a caso, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (C.N.VV.F.) è formalmente individuato dalla normativa vigente quale componente fondamentale del Servizio Nazionale della Protezione Civile, con un ruolo primario nelle attività di gestione dell’emergenza.

Questa Organizzazione Sindacale ribadisce da tempo la necessità di una revisione del collocamento istituzionale del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, auspicando l’inserimento del Corpo Nazionale alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tale scelta garantirebbe maggiore coerenza funzionale, chiarezza nelle catene di comando e una più efficace integrazione nel sistema di protezione civile, soprattutto nelle fasi emergenziali più complesse.

Le criticità attualmente esistenti emergono in maniera evidente ogni qualvolta, a livello regionale, si verificano interventi di ricerca di persone scomparse. In tali circostanze si rileva un significativo disallineamento tra la struttura operativa chiamata a intervenire e i modelli organizzativi e normativi previsti in materia di protezione civile. Il coordinamento delle operazioni di ricerca non può essere affidato a un sistema che vede il Corpo Nazionale privo di adeguate risorse umane, con un impiego limitato di uomini e mezzi, insufficiente a pianificare e condurre un’azione di ricerca strutturata, continuativa e realmente efficace.
 

Le operazioni di ricerca persona sono attività estremamente delicate, che richiedono elevata professionalità, esperienza specifica, conoscenza del territorio e l’applicazione rigorosa di procedure e standard operativi consolidati. Esse necessitano di linee guida chiare e condivise, nonché di un coordinamento affidato a personale altamente qualificato, in grado di integrare correttamente le diverse componenti operative coinvolte.

A titolo esemplificativo, durante la recente e drammatica vicenda relativa alla ricerca di Annabella nei Colli Euganei, si è assistito a una macchina dei soccorsi che non è risultata all’altezza della complessità dell’evento. Sebbene siano state messe a disposizione importanti risorse specialistiche – quali droni, elicotteri, personale TAS e unità cinofile indispensabili in questo tipo di interventi – non è stata adeguatamente curata la strutturazione delle squadre di terra, che rappresentano l’elemento cardine di qualsiasi attività di ricerca efficace. Tali squadre avrebbero dovuto essere composte da personale formato, addestrato e coordinato secondo standard operativi di qualità, cosa che purtroppo non si è verificata.

Ulteriore criticità è stata l’assenza di una presenza costante e continuativa di personale Speleo Alpino Fluviale, fondamentale in contesti ambientali complessi come quelli montani, collinari o impervi. Le diverse esigenze operative che si sono presentate avrebbero richiesto una disponibilità stabile di tali figure specialistiche. Inoltre, la continua rotazione del personale DTS impiegato nelle attività di coordinamento non ha consentito di garantire l’uniformità e la coerenza del piano di ricerca, generando inevitabili discontinuità operative.

Alle squadre di terra di Protezione Civile, andrebbero affiancati Vigili del Fuoco per costituire squadre miste al fine di ottimizzare le capacità operative . La carenza di personale potrebbe essere mitigata dal richiamo in servizio ai sensi dell’art. 79 del Regolamento di Servizio. Tuttavia, tale strumento viene frequentemente evitato dai dirigenti per il timore di possibili contestazioni legate allo sperpero di risorse economiche.

Rimane il fatto, incontrovertibile, che con gli attuali numeri di organico il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco non è nelle condizioni di sostenere con continuità ed efficienza interventi di questa natura, che richiedono un impiego prolungato di personale, mezzi e risorse specialistiche.

Per far fronte a tali criticità, si rende necessario pianificare e adottare linee guida chiare e vincolanti che riconoscano al C.N.VV.F. il ruolo di attore principale nel sistema di protezione civile, prevedendo al contempo adeguati stanziamenti economici e un rafforzamento strutturale degli organici, delle dotazioni e della formazione.

In ambito regionale, e in particolare in Veneto, si rileva che il POA (Programma Operativo Annuale) risulta di fatto quasi esclusivamente destinato ai gruppi di Protezione Civile e ai distaccamenti volontari dei Vigili del Fuoco, con l’obiettivo di potenziarne le capacità operative. Tuttavia, tale potenziamento avviene spesso in assenza di un programma formativo completo, omogeneo e continuativo. Sarebbe invece più efficace destinare una parte significativa di queste risorse al Corpo Nazionale, che potrebbe non solo rafforzare le proprie capacità operative, anche attraverso l’acquisto di attrezzature all’avanguardia, e potenziare i nuclei cinofili che svolgono esclusivamente questa tipologia di interventi, ma anche assumere un ruolo centrale nella formazione del personale esterno nell’ambito della protezione civile, come già avviene con successo in altre regioni

Per ragioni politiche note e più volte evidenziate, non si può continuare a marginalizzare il ruolo dei Vigili del Fuoco, che rappresentano una risorsa imprescindibile per l’intero sistema regionale di Protezione Civile. Escluderli o limitarne il coinvolgimento operativo significa indebolire l’efficacia complessiva del sistema di risposta alle emergenze.

Le polemiche e i malumori emersi nell’opinione pubblica in occasione degli ultimi eventi rappresentano un chiaro segnale del fatto che l’attuale modello organizzativo non stia funzionando in modo corretto. Come operatori del soccorso, che quotidianamente operano sul territorio con professionalità e senso del dovere, riteniamo di non poter rimanere in silenzio di fronte a tali criticità, nella convinzione che solo attraverso un confronto serio e costruttivo si possa migliorare l’efficacia del sistema e garantire risposte adeguate alla cittadinanza.

Alla luce di quanto esposto, questa Organizzazione Sindacale richiede formalmente un incontro con codeste Amministrazioni, al fine di avviare un confronto diretto e costruttivo sulle criticità evidenziate e sulle possibili soluzioni operative e strutturali da adottare e con la prospettiva dell’istituzione di un tavolo tecnico.

Riteniamo tale incontro non più rinviabile, anche in considerazione della delicatezza degli interventi di ricerca persona e delle legittime aspettative di sicurezza della cittadinanza.

 

per il Coordinamento USB VVF Veneto

Enrico Marchetto