INCONTRO TAVOLO TECNICO FORMAZIONE: CFBT E ADR

Nazionale -

 

In videoconferenza si è tenuta, il giorno 2 febbraio, la riunione del tavolo tecnico sulla formazione, all’ordine del giorno: ADR e CFBT. Per entrambi si sono chiuse le bozze, che ora andranno alla firma del Capo del Corpo. Per l’ADR non c’è stato molto da aggiungere, abbiamo chiesto di considerare di poter accedere al corso anche con il terzo grado, lasciando il quarto come preferenziale, questo per poter avere un numero maggiore di autisti formati alla movimentazione di sostanze potenzialmente pericolose. Cogliendo l’occasione che l’argomento poneva, abbiamo chiesto delucidazioni sul gasolio sequestrato acquisito dall’amministrazione, usato per rifornire i nostri mezzi, ci era giunta testimonianza che durante la recente emergenza neve a Sappada, alcuni mezzi erano rimasti in panne a causa proprio del gasolio di scarsa qualità, complice le basse temperature, la replica del Comandante di Udine presente in riunione, è stata che il   gasolio sequestrato, viene attentamente controllato, esaminato e certificato, risultando identico a quello che troviamo alle pompe delle rete di distribuzione nazionale, il problema a Sappada è stato solo le basse temperature. Ne prendiamo atto, riservandoci futuri approfondimenti sull’argomento. L’ amministrazione ci ha riferito che il corso durerà una settimana, al momento sarà fatto anche con l’ausilio di formatori esterni. Già nell’altro incontro avevamo sottolineato che considerare corsi solo moduli da 36 ore è un limite. Rimodulare i corsi anche su frazioni di settimana sarebbe un ammodernamento della nostra formazione. Se la patente ADR civile prevede 2 giornate di formazione si poteva evitare di portarla a 5, evitando così di gravare troppo sul dispositivo di soccorso.

Per quanto riguarda invece il CFBT, come USB abbiamo chiesto di partire il prima possibile, perché questo tipo d formazione deve diventare patrimonio di tutti gli uomini e donne operativi del Corpo Nazionale, per svolgere con maggiore sicurezza, efficienza ed efficacia tutti gli interventi relativi all’antincendio. Per prima cosa abbiamo chiesto di eliminare il vincolo del possesso dei corsi base per l’accesso al percorso di formatore CFBT.

Siamo d’accordo sull’importanza dei corsi di base, ma parte del Personale ne è sprovvisto non per cattiva volontà dei lavoratori, ne’ dei formatori, ma per la loro oggettiva carenza. Da anni non si fanno più corsi per formatori. La formazione è un progetto complesso ed organico, e bisogna puntare in alto sui contenuti essendo poi in grado di erogarli. Progetti come il SAF basico,  ha bloccato la formazione SAF per 3 anni, vedremo poi se sarà realizzabile. Il livello 1B (il basico differisce di poco) non è un livello raggiungibile da tutti, la movimentazione su corda singola in autonomia non si può pretendere da tutti, considerata poi le oggettive difficoltà di addestramento, formazione e mantenimento, date anche dalla cronica carenza di personale. Nel mondo del lavoro i corsi di base di assicurazione in altezza ed evacuazione di emergenza sono da 8 ore, noi pretendiamo che il corso di base dei pompieri permanenti e volontari sia di 108 ore, quanti lustri ci vorranno?

Pensiamo anche al corso TAS1, ancora in molti comandi una parte non trascurabile del personale ne è sprovvisto, e questo corso è requisito per altri corsi. Abbiamo ricordato che anche il settore NBCR, ha un’importante carenza di operatori di terzo livello. Non si fanno corsi formatori TAS e NBCR da anni.

Abbiamo dunque colto l’occasione per sollecitare nuovi formatori in questi settori, trascurati dalla formazione ma necessari all’emergenza, che ne richiede sempre più la presenza.

Per quanto riguarda i formatori CFBT, ci siamo informati su come procedono le visite e le ricognizioni.

Attualmente ci sono 3 Istruttori esperti e 11 neoformati del Corpo Nazionale e 13 istruttori esperti della provincia autonoma di Trento. Secondo una nostra prima stima, per partire ci vorrebbero almeno 50 istruttori. Urgente far partire almeno due corsi istruttori entro l’anno. Abbiamo chiesto che i simulatori siano sempre almeno due, così da garantire corsi di 12 unità. I container, per avviare la formazione su scala nazionale, dovrebbero essere almeno 4 a Roma e 2 in ogni polo didattico che andrà individuato, secondo il nostro parere, almeno due poli al nord, due per il centro, due per il sud e uno per la Sicilia e uno per la Sardegna.

Per quanto riguarda il tipo di container, quello scelto dagli istruttori esperti, è quello detto “finlandese”, ci risulta che in alcuni poli si stanno invece istallando container diversi (seppur validi per la formazione), questo può determinare qualche problema di standard, si è chiesto all’amministrazione di vigilare sull’uniformità. Visto l’immediato ritorno sui livelli di sicurezza che questo corso ha, vogliamo dall’amministrazione una stima sui tempi che si prevedono per impartire questo pacchetto formativo a tutti i vigili del fuoco.

Nel frattempo è importante organizzare, da subito, seminari teorici da 1 giorno, diciamo un “CFBT light”, come informazione sui rischi dell’incendio moderno, le nozioni base della ventilazione e l’uso delle lance a portata variabile, che son già in caricamento sulle aps assegnate negli ultimi anni. Bisognerebbe “informare” urgentemente i capi squadra e il Personale ai Comandi e gli allievi. Per il corso CFBT da 1 settimana speriamo non parta alle scuole senza partire massicciamente anche ai Comandi.

Dalla formazione CFBT parte il discorso dell’igiene post incendio, un punto fondamentale conseguenziale alla consapevolezza sull’incendio moderno; capire la composizione dei residui della combustione è fondamentale per la nostra sicurezza , per non portarci a casa i contaminanti dell’intervento.

Da questi nuovi approcci deriverà una spinta ad avere nuovi tipi di DPI, più performanti e migliori degli attuali, più protettivi, più vestibili, come quelli dei colleghi trentini o degli altri paesi europei.

A tal proposito  il Direttore alle risorse logistiche, in apertura di incontro, ci ha parlato di DPI antifiamma con sensori al calore, tutto bello, ci possiamo anche mettere una gopro, ma senza fare i fenomeni, ci sono già i colleghi di Trento, Bolzano che hanno degli antifiamma migliori dei nostri, non ci dobbiamo inventare nulla. La nostra paura, che andando a cercare la perfezione, rimaniamo con quelli attuali, avviando sperimentazioni di anni, intanto noi ci bruciamo il c….

In conclusione abbiamo apprezzato che il Direttore alla Formazione abbia ritenuto di chiudere la discussione sulla bozza, ritenendo esaustivi i contributi e di mandare alla firma il documento, perché ripetiamo il CFBT deve diventare al più presto l’occasione per rivedere il nostro approccio all’ incendio in generale, l’occasione per rivedere le nostre pratiche di decontaminazione e di igiene sul lavoro, l’occasione per conoscere meglio i nostri DPI, i loro limiti e per migliorare le nostre procedure.

 

USBVVF

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