IL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE DEI VIGILI DEL FUOCO DEL LAZIO

Viterbo -

 

Al Presidente della Regione Lazio

Nicola Zingaretti

 

 

Egregio Presidente,

Questa organizzazione sindacale nel corso degli anni ha lottato anche nella nostra regione su diversi fronti, il sistema antincendio AIB che destina esigue risorse ai Vigili del Fuoco anche se responsabili principali delle operazioni di spegnimento, il sistema elisoccorso della regione completamente privatizzato che esclude i VVF pur avendo mezzi attrezzature nonché la responsabilità del soccorso ma soprattutto le professionalità e il livello di sicurezza più alto nel settore con aero-soccorritori avanzati in tecniche speleo-alpino-fluviali, sommozzatori e trattamento di primo soccorso sanitario.

Eppure i Vigili del Fuoco, come lavoro e per competenza sono sempre i primi ad arrivare sulle emergenze quotidiane o straordinarie e sono continuamente a stretto contatto con la popolazione e con il servizio sanitario.

Oggi ci troviamo più che mai come gli operatori sanitari del soccorso, esposti a questa emergenza di diffusione del covid-19.

Molti VVF sono risultati positivi, hanno lavorato fianco a fianco per 24 ore con i colleghi ed il rischio di rendersi veicolo del contagio è tuttora estremamente concreto, ogni mattina al cambio turno ci si incontra sui piazzali, perché nei locali al chiuso potrebbe essere pericoloso, “Buongiorno come va? Domanda retorica che nasconde altri interrogativi…ci siamo ancora tutti?

Alla prima telefonata di malattia tutti ci preoccupiamo del collega, poi però arriva la prima chiamata di soccorso a persona che non risponde, incidente stradale, incendio negozio e salendo sui mezzi la domanda insistente è se ci sia il rischio di contagio, quali DPI indossare, se entrare solo in due, questa è la nostra realtà quotidiana.

Il rischio è concreto anche perché i DPI necessari sono pochi, arrivati tardi come per i nostri colleghi sanitari, abbiamo diffidato la nostra amministrazione a tutelare la salute dei propri lavoratori che di certo non si tireranno mai indietro e nemmeno questa volta, pagando a volte a proprie spese un sistema inadeguato, burocratico in regime pubblicistico che invece la Legge 225/92 poneva come pilastro del sistema protezione civile Italia.

Sin dai primi giorni abbiamo chiesto DPI, tamponi preventivi e screening per la tutela degli operatori, per evitare il collasso del sistema, perché senza SOCCORRITORI crolla l’intero sistema sociale.

Abbiamo appreso dalla stampa che la Regione Lazio è in procinto di sperimentare un esame veloce e sicuro di accertamento del contagio del covid-19, le chiediamo di farsi carico in via preventiva dei Vigili del fuoco della regione e di aiutarci negli investimenti per i nostri DPI.

Questo significherebbe rafforzare l’argine contro il propagarsi del virus e di mantenere un sistema di soccorso e protezione civile efficiente nel lazio.

Siamo certi di un suo personale interessamento e riscontro alla presente.

Insieme ce la faremo.

 

 

Per il Coordinamento USB VVF Lazio

Emiliano Salcini

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