Il Governo esclude i vigili del fuoco dalla legge sull'amianto

La RdB ha partecipato presso il Senato al convegno, promosso dall’Associazione Esposti Amianto - In allegato pubblichiamo il nuovo schema di testo uni

Roma -

Lavoratori,

il giorno 8 maggio la RdB ha partecipato presso il Senato al convegno, promosso dall’Associazione Esposti Amianto, sullo schema di testo unificato relativo ai benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto.

L’incontro si è articolato, alla presenza di numerosi parlamentari dei vari schieramenti politici, con diversi interventi di lavoratori che, sono stati o lo sono, a contatto con le fibre di amianto. In particolare, il Sen. Luigi Fabbri, relatore del disegno di legge nella 11^ Commissione Lavoro, previdenza sociale, ha evidenziato che il DDL dovrà essere approvato entro la fine dell'anno per evitare di perdere le risorse stanziate per i lavoratori cui si riconoscono i benefici economici.

Nel merito, il DDL di fatto esclude la stragrande maggioranza dei lavoratori fissando dei parametri ristretti. Si prevede il riconoscimento per il lavoratore esposto per un periodo di almeno dieci anni all'amianto, in una concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro, come valore medio su otto ore al giorno. Il DDL presume che la domanda di riconoscimento dovrà essere effettuata entro 180 giorni dall'entrata in vigore, pena la decadenza del diritto.

Abbiamo sottolineato che i vigili del fuoco intervengono in situazioni ove la presenza di amianto e certa, come è certo il rischio di contaminazione cui sono soggetti durante gli interventi di soccorso, dove oltre al rischio ordinario, le fonti di calore modificano le coperture rilasciando un maggior quantitativo di fibre. I vigili del fuoco da sempre hanno avuto contatti con le fibre dell’amianto, in quanto per anni, questo materiale è stato utilizzato nelle attrezzature tecniche e di protezione individuale.

La RdB ha evidenziato come molti lavoratori, in particolare i vigili del fuoco, pur non potendo dimostrare il periodo e la quantità di esposizione all'amianto, sono colpiti da asbestosi e mesotelioma.

Spesso siamo sprovvisti di un supporto logistico da inviare negli interventi coinvolgenti amianto, dove al termine dell’intervento, si dovrebbero applicare le procedure di decontaminazione .

Abbiamo affermato che il rischio amianto è connaturato all’imprevedibilità e alla pericolosità d’azione nel soccorso e, nonostante l’impegno nel campo della prevenzione, il fenomeno infortunistico viene ancora oggi considerato un'emergenza per il personale del Corpo nazionale.

La RdB ha valutato negativamente il disegno di legge e ha sollecitato una modifica che preveda l'inserimento dei lavoratori del Corpo nazionale tra le categoria interessate all'esposizione all'amianto. Inoltre, abbiamo richiesto che la futura legge costringa il Ministero dell’Interno ad effettuare specifici monitoraggi tra il personale, per valutare l’insorgenza delle patologie derivanti dall’esposizione all’amianto, assicurando i benefici sia in termini previdenziali sia in termini economici.

Un'ultima considerazione sulle rappresentanze che hanno partecipato al dibattito: i vigili del fuoco con il sindacalismo di base hanno dato il loro contributo, contrariamente invece, erano assenti coloro che sostengono la necessità di dividere la categoria, escludendo che questa materia sia elemento di discussione e confronto nel dibattito sindacale.

 

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