GRAVE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO PER IL PERSONALE FEMMINILE DEI VIGILI DEL FUOCO DI ROMA – RICHIESTA INTERVENTO
Alla Consigliera di Pari Opportunità della Città Metropolitana di Roma Capitale
Al Comitato Unico di Garanzia dei Vigili del Fuoco
e p.c. Al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma
Ing. Adriano DE ACUTIS
OGGETTO: GRAVE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO PER IL PERSONALE FEMMINILE DEI VIGILI DEL FUOCO DI ROMA – RICHIESTA INTERVENTO
La scrivente Organizzazione Sindacale ha più volte segnalato, nel corso degli anni, ai vertici del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma le persistenti criticità che penalizzano il personale femminile nella scelta della sede di servizio, a causa della mancata predisposizione di spazi e strutture adeguati ad accogliere le Lavoratrici.
Nonostante il progressivo aumento della presenza femminile nell'organico del Comando di Roma e il fatto che, negli ultimi anni, si siano avvicendate ben quattro dirigenti vicarie donne, permangono numerose sedi di servizio nelle quali le Lavoratrici incontrano ancora ostacoli e limitazioni nell'assegnazione, per l'assenza di spogliatoi, servizi igienici e ambienti dedicati.
A titolo esemplificativo, si richiamano le situazioni dei Distaccamenti di EUR, Ciampino, Campagnano, Bracciano e Tuscolano I Montelibretti, oltre ad altre sedi nelle quali non risultano ancora garantite condizioni logistiche adeguate alla presenza del personale femminile.
Appare ancor più paradossale quanto avviene presso la Sede Centrale di Roma, dove, dal 20 ottobre, è prevista la presenza contemporanea di tre Vigili del Fuoco donne sul medesimo mezzo di soccorso, mentre gli spazi a loro disposizione continuano a risultare inadeguati. Una situazione che assume particolare gravità alla luce dei recenti interventi di ristrutturazione, che non hanno risolto le criticità esistenti, lasciando persino zone di passaggio promiscue e problematiche legate alla riservatezza e alla fruibilità degli ambienti, sulle quali gli uffici del Comando non hanno ancora fornito soluzioni definitive.
Non è accettabile che, nel 2026, la possibilità per una Vigile del Fuoco di prestare servizio in una determinata sede sia ancora condizionata dalla presenza o meno di strutture destinate al personale femminile.
Si tratta di una situazione che determina una concreta disparità di opportunità rispetto ai colleghi uomini, i quali non incontrano analoghe limitazioni nella scelta della sede di assegnazione.
La questione non riguarda soltanto l'adeguatezza degli ambienti di lavoro, ma investe direttamente il principio di parità di trattamento e di accesso alle medesime opportunità professionali. L'assenza di strutture idonee, infatti, rischia di tradursi in una forma di discriminazione indiretta, laddove una carenza organizzativa apparentemente neutra finisca per penalizzare in modo particolare le Lavoratrici, limitandone concretamente le possibilità di mobilità e di assegnazione.
Proprio per superare tali disparità, la USB ha recentemente ottenuto, nell'ambito del regolamento sulla mobilità provinciale, il riconoscimento della possibilità per il personale femminile di esprimere la propria preferenza per la sede desiderata, con il contestuale impegno del Comando a provvedere al successivo adeguamento delle strutture.
Tuttavia, tale previsione rischia di rimanere un riconoscimento puramente formale se non accompagnata da interventi concreti e tempestivi. Non può essere il personale femminile a subire le conseguenze di ritardi organizzativi e strutturali che l'Amministrazione avrebbe dovuto affrontare da tempo, soprattutto considerando che l'incremento della presenza delle donne nel Corpo Nazionale costituisce una realtà ormai consolidata e certamente non imprevedibile.
Alla luce di quanto rappresentato, la scrivente Organizzazione Sindacale ritiene che la situazione meriti un'attenta valutazione anche sotto il profilo delle disposizioni in materia di pari opportunità e divieto di discriminazione tra uomini e donne nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento ai principi sanciti dal D.lgs. 198/2006.
Si chiede pertanto un intervento della Consigliera di Parità, nell'ambito delle proprie competenze, affinché vengano accertate le condizioni rappresentate e siano sollecitati presso il Comando di Roma interventi concreti, accompagnati da una ricognizione delle sedi prive di strutture adeguate e da un programma di adeguamento con tempi certi.
L'obiettivo è garantire che tutte le Lavoratrici possano esercitare effettivamente il diritto alla mobilità e alla scelta della sede di servizio alle medesime condizioni dei colleghi uomini, senza subire penalizzazioni riconducibili a carenze strutturali e organizzative dell'Amministrazione.
La USB ritiene che le pari opportunità non possano esaurirsi in dichiarazioni di principio o previsioni regolamentari, ma debbano tradursi in condizioni di lavoro concretamente paritarie, nel rispetto della dignità, della riservatezza e dei diritti di tutte le Lavoratrici.
In attesa di un cortese riscontro, si resta disponibili a fornire ogni ulteriore elemento utile all'approfondimento della vicenda.
per il Coordinamento Provinciale USB VVF di Roma
Paolo CERGNAR