GESTIONE EMERGENZA REGIONE VENETO

Padova -

 

A: Direzione Interregionale Vigili del Fuoco Veneto e T.A.A.

Ing. Loris MUNARO

 

e, p.c. ai Dirigenti dei Comandi del Veneto

 

 

La Scrivente Organizzazione Sindacale, in riferimento all’oggetto, necessita di alcune risposte ad alcuni quesiti in quanto dalla circ EM 01-2020 si legge:

  • S1 ‐ ALLERTA Definizione :

Determinata in corrispondenza di bollettini di allerta/criticità che possano fare  prevedere un potenziale, concreto e rilevante impiego operativo. Anche nello stato di allerta vengono pianificate le esigenze per l'impiego del personale in servizio, nonché predisposti i relativi approntamenti di mezzi e attrezzature e se necessario attivate le sale crisi. In funzione di tale stato possono essere autorizzati potenziamenti di personale dal Capo del C.N.VV.F., con azioni proporzionali all’evento e alle possibili conseguenze, sulla base dell’estensione e della vulnerabilità del territorio interessato nonché delle persone potenzialmente coinvolte.

In base a questa definizione e considerati gli avvisi di criticità idrogeologica ed idraulica n.73, 74, 75, 76 del Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione del Veneto, nonché gli avvisi di criticità valanghe n.1, 2, 3, 4 e le correlate prescrizioni di Protezione Civile sempre emessi dal Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione Veneto, il giorno 3 u.s alle ore 18 è stata diramata dalla SOR l’allerta regionale S1.

Confrontandola con la definizione enunciata, perché i comandi del Veneto non avevano in servizio personale necessario alla formazione di moduli operativi?

Perchè non sono state potenziate le SOP e SOR come previsto?

Perchè non è stato chiesto al Capo del Corpo ulteriori risorse nell’immediato ma si è atteso  due giorni?

Perchè non sono stati allestiti i posti di Comando Avanzato (PCA) visto che oltre la situazione emergenziale è in corso una pandemia?

Avrebbe sicuramente giovato, in questo periodo di restrizioni a pianificare esigenze e logistica assicurando, inoltre, le procedure per il rischio COVID-19, garantire un pasto caldo ai soccorritori  e comunque, una struttura indipendente e che non grava sui Comandi e avrebbe evitato di inviarem3 unità per coordinamento in un Comune ad alto rischio isolamento per valanga, cosa poi successa, senza adeguata attrezzatura e supporto.

I MC.PCA sono 8 nel Veneto, tanti quanti gli UCL

Sebbene da giorni sia stato lanciato l’avviso di condizioni meteorologiche avverse con livelli rosso e arancione, per quale motivo ci si è mossi solo dopo giorni e parzialmente?

  • Il dispositivo di soccorso integrativo sarà modulato tenendo conto della necessità di coprire tutte le funzioni necessarie per la gestione delle attività (quali ad esempio integrazioni delle funzioni comando, logistica, operativa, TAS, ecc.), che si aggiungono a quelle già presenti sul territorio colpito.

Pertanto la dimensione delle risorse impiegate sarà opportunamente modulata per garantire la copertura di tutte le funzioni necessarie per la gestione dell’emergenza.

Ogni Direzione Regionale o interregionale dispone di moduli di soccorso che fanno parte della CMR.

Il modulo di soccorso è una entità organizzata composta da personale e dotazioni logistiche e  strumentali finalizzata all’intervento operativo negli scenari emergenziali.

Perchè non è stato disposto il dispositivo di soccorso integrativo come previsto dalla parte seconda dell’allegato alla circolare EM 01/20 ?

Perchè ogni Comando invia personale senza tener conto di riposi, abilitazioni operative e soprattutto mantenimenti in regola?

Perchè i moduli non sono prontamente operativi i in allerta rossa?

Sempre la citata Circolare ricorda che:

  • I Sigg. Direttori Regionali, previa ricognizione dell'esistente e sulla base delle dotazioni assegnate entro il 31 maggio 2020  vorranno:

predisporre tutte le necessarie iniziative per adeguare le dotazioni esistenti al nuovo sistema organizzativo, individuando i moduli che sono immediatamente operativi e i moduli da implementare, segnalando le esigenze formative per completare il dispositivo previsto e richiedendo le necessarie risorse;

inoltrare alla Direzione Centrale per l'Emergenza le richieste di finanziamento relative alle esigenze che riterranno prioritarie;

adottare i relativi piani discendenti a livello regionale e di comando, con la predisposizione dei fogli di servizio di colonna mobile delle varie sedi

Risulta alla Scrivente sia stato attuato in parte quanto summenzionato ma come di consueto non è stato esposto alle OO.SS.  per un confronto democratico e per valutare insieme le criticità e gli aspetti peculiari della nostra Regione, trattandosi di fatto di organizzazione del lavoro.

Alla luce di quanto esposto si richiede una pronta risposta in quanto, la Circolare stessa in premessa, illustra che queste modifiche al piano di mobilitazione, sono emerse grazie all’esperienza maturata durante le passate emergenze.

In Veneto tutta questa esperienza ha portato però solo a tantissima confusione da parte di chi deve dirigere e di conseguenza non siamo ancora entrati nel dettaglio organizzativo delle emergenze in Regione pagandone conseguenze pesanti in termini di soccorsi. Avere centinaia di interventi in coda, non è più soccorso tecnico urgente.

 

 

Per Il Coordinamento Regionale USB VVF Veneto

Enrico Marchetto

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