FORMAZIONE, NUMERI MINIMI E MOBILITA' AL COMANDO DI PADOVA

Padova -

 

NOTA A VERBALE DELL’INCONTRO DEL 3 GIUGNO 2026

 

In premessa, desideriamo evidenziare che la riunione era stata inizialmente convocata in forma unitaria per il giorno 28 maggio u.s., con la partecipazione di tutte le OO.SS. presenti presso il Comando di Padova. Successivamente, e con scarso preavviso, l’incontro è stato riconvocato tramite nota del 27 maggio u.s. a tavoli separati, a seguito di pressioni provenienti da alcuni.

Apprezziamo che il Dirigente abbia inizialmente scelto la formula della convocazione unitaria, anche in considerazione del fatto che la nostra Organizzazione Sindacale è presente presso il Comando di Padova con una significativa rappresentanza di iscritti. Escludere tale rappresentanza non giova certamente alla piena espressione della rappresentatività del personale.

Per questo motivo si chiede che quanto esposto in premessa, nonché la posizione della USB in merito ai punti all’ordine del giorno, siano tenuti nella dovuta considerazione.

In via generale, si evidenzia l’opportunità che venga fornita un’informativa preventiva sulle tematiche oggetto delle riunioni sindacali, al fine di consentire un democratico confronto con il personale prima dell’incontro con il Comando. Si ritiene infatti che i soli delegati non debbano essere posti nella condizione di esprimersi su argomenti di rilevante interesse senza una preventiva condivisione con il personale rappresentato.
 

1. Movimenti del personale Vigile del Fuoco dell’11 maggio 2026

 

Per quanto riguarda il primo punto all’ordine del giorno, relativo ai movimenti del personale Vigile del Fuoco dell’11 maggio 2026, si rileva che la procedura adottata non sia corretta.

Come già rappresentato con nostra nota n. 06 del 27/04/2026 e successivamente sollecitata con nota n. 07 del 30/04/2026,che alleghiamo al presente verbale, l’individuazione dei posti disponibili non dovrebbe basarsi sulla carenza complessiva di organico, bensì essere determinata in misura corrispondente al numero totale delle unità in entrata per mobilità nazionale e/o per assegnazione di nuovi vigili.

Una chiara individuazione dei posti disponibili renderebbe la procedura di mobilità maggiormente trasparente, evitando i consueti rinvii e le successive modifiche. Anche la possibilità di scelta del turno appare poco chiara, poiché non è ancora stato chiarito se tale scelta sia o meno vincolante ai fini dell’accettazione della domanda, in particolare per le richieste di cambio turno. E’ emerso che per accettare una richiesta di cambio turno si è provveduto a spostare un’altro lavoratore. In questo modo si instaura una modalità poco trasparente rispetto ai posti disponibili.

Per questi motivi chiediamo che per la prossima mobilità si attui una procedura trasparente e corretta nei principi che regolano la materia.

Infine, non appare corretto procedere all’emanazione di ordini del giorno finché la procedura non sia stata preventivamente rivisitata e corretta, anche alla luce delle criticità che, con le attuali modalità applicative, emergono puntualmente a ogni sua attuazione.

 

2. Criteri di partecipazione ai corsi di formazione

In merito al secondo punto dell’incontro, relativo ai criteri di partecipazione ai corsi di formazione, prendiamo atto, attraverso il verbale redatto con le OO.SS. firmatarie, dell’intenzione di codesto Comando di costituire un apposito gruppo di lavoro composto dal Vice Comandante, dal Funzionario addetto alla formazione e da un rappresentante sindacale, con un termine di 40 giorni per lo svolgimento dell’attività.

Tale intenzione è giudicata inaccettabile da questa Organizzazione Sindacale in quanto nomina “un rappresentante sindacale” e non “ un rappresentante per Organizzazione Sindacale” avvalorando un sistema antidemocratico al quale USB non può sottostare.

Oltretutto, i criteri relativi alla formazione sono definiti a livello regionale e, non a caso, alla fine dell’anno 2025 non si è svolta alcuna riunione tra Comando e OO.SS. per discutere la programmazione didattica 2026, poiché la materia è stata ritenuta di competenza della Direzione Interregionale e non più del Comando Provinciale di Padova.

In secondo luogo, sotto il profilo temporale, si reputa poco utile costituire un gruppo di lavoro nel mese di giugno che concluderebbe la propria attività a luglio inoltrato, per poi convocare le OO.SS.al solo fine di informarle del lavoro svolto. Tale attività avrebbe infatti efficacia limitata al solo anno 2026, dovendo comunque essere nuovamente discussa in vista della programmazione 2027.

Si considera invece di fondamentale importanza rivedere le modalità di partecipazione ai corsi di formazione, già contestate da questa Organizzazione Sindacale, che attualmente prevedono una ricognizione generale effettuata a dicembre 2025 e basata su una programmazione carente sotto molteplici aspetti, quali il numero dei corsi, le date di svolgimento e le sedi di effettuazione.

Tra le questioni da affrontare immediatamente, invece, si considera prioritaria la riapertura delle candidature ai corsi futuri per tutto il personale, con particolare riferimento a quello di nuova assegnazione che non ha avuto la possibilità di presentare domanda alla fine dell’anno 2025.

L’incertezza che caratterizza sempre più il settore della formazione è motivo di forte preoccupazione. Per questo motivo si chiede che, prima dell’avvio di ogni corso, venga effettuata una specifica ricognizione ribadendo i criteri generali stabiliti in ambito regionale.

 

3. Numeri minimi in servizio

Per quanto riguarda il terzo punto, relativo ai numeri minimi in servizio, questa Organizzazione Sindacale non condivide la modalità proposta per superare, di fatto, l’accordo sindacale decentrato del 2019.

Tale accordo, per essere modificato, dovrebbe essere oggetto di preventiva informativa alle OO.SS. e successivamente ridiscusso, valutando complessivamente le posizioni delle organizzazioni sindacali rappresentative.

Apprendiamo invece, esclusivamente dal verbale sottoscritto con le OO.SS. firmatarie, che si intenderebbe ridurre di un’unità il minimo previsto presso la sede centrale, portandolo a 12 unità, previa autorizzazione del Funzionario di Guardia e del Dirigente.

Inoltre, si prevederebbe di programmare il servizio con 14 unità complessive (una in più del minimo previsto), senza considerare adeguatamente le assenze dovute a missioni, partecipazione a corsi di formazione o altre attività istituzionali.

Si ribadisce con fermezza che qualsiasi modifica all’accordo del 2019 richieda una seria riflessione e una condivisione approfondita di tutti gli aspetti che sostengono il dispositivo provinciale di soccorso.

Specialmente negli orari notturni, infatti, tale impostazione rischierebbe di non garantire una risposta adeguata da parte della sede centrale alle richieste di intervento o alla richiesta di moduli riferiti alla circolare EM1/2020.

Si ricorda infatti che la sede centrale dispone di automezzi speciali e di pronto impiego a supporto dei distaccamenti o dei moduli di colonna mobile che non possono essere efficacemente utilizzati con sole nove unità operative impiegabili nel dispositivo di soccorso esterno in quanto assegnate contestualmente sia all’impegno del soccorso tecnico ordinario di competenza della sede centrale che ai moduli di colonna mobile e/o ai rinforzi verso le sedi distaccate o comandi limitrofi.

Nel tempo, la temporanea chiusura di un distaccamento (Abano Terme) a seguito di una forza minima in sede centrale inferiore a 13 unità, ha consentito di preservare la centralità operativa della sede centrale. È chiaro che a questa Organizzazione Sindacale la chiusura di una sede rappresenti un fallimento per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; tuttavia, è necessario prendere atto della mancata assegnazione di personale in organico che interessa tale sede fin dalla sua apertura.

Alla luce di quanto esposto in merito al terzo punto, si ribadisce che l’accordo non debba essere rimesso in discussione fino a quando l’organico del Comando di Padova non avrà a disposizione le unità previste per l’apertura del distaccamento di Abano Terme e mai assegnate o, perlomeno, fino al completo rispetto della pianta organica teorica prevista.

Si prende altresì atto della volontà del Comando di ricorrere all’art. 79 del Regolamento di Servizio per richiamare personale qualora si scenda al di sotto delle 12 unità in servizio e senza emergenze in atto. Tuttavia, tale soluzione non appare percorribile, considerato che l’Amministrazione Centrale ha già richiamato alcuni dirigenti che avevano fatto ricorso a tale disposizione in maniera ritenuta impropria.

Restiamo pertanto in attesa che il Comando fornisca riscontro alle osservazioni formulate dalla scrivente Organizzazione Sindacale e assuma le conseguenti determinazioni, informando preventivamente le OO.SS., nel rispetto delle prerogative sindacali e della tutela del dispositivo di soccorso provinciale.

 

Per il Coordinamento Provinciale USB Vigili del Fuoco

Enrico Marchetto