ERRATA TASSAZIONE DEGLI EMOLUMENTI ACCESSORI?

L’amministrazione è garante verso i lavoratori dei propri errori!

Nazionale -

Lavoratori,

l’amministrazione sbaglia e chiede ai lavoratori di correggere gli errori!

Se prendiamo in esame la nota dell’amministrazione sul tema dell’errata tassazione degli emolumenti accessori in riferimento all’art. 38 del DPR 602/1973 concernente il rimborso IRPEF, ci viene un doveroso dubbio da segnalarvi. Ma se l’amministrazione ha evidenziato un possibile errore del genere, perché non si attiva per risolverlo immediatamente?

DEL RESTO CHI SBAGLIA (QUALORA SBAGLIASSE) PAGA!

Vero è che proprio nell’art. 38 è citato: “L'istanza di cui al primo comma può essere presentata anche dal percipiente delle sommeassoggettate a ritenuta entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data in cui laritenuta è stata operata… (omissis)”. Ma l’uso del termine “può” fare non è sinonimo del fatto che “deve” farlo se vuole i soldi; soprattutto questo compito di controllo è dovere dell’amministrazione e se non lo fa è REA!

Quindi invitiamo l’amministrazione a controllare gli eventuali errori ed evitare che siano i lavoratori e dover sopperire alle solite mancanze, magari compilando una lettera personale di richiesta o, ancora peggio,  finendo tra le braccia di qualche sindacato che gli propinerà la “miglior soluzione” dell’ultima ora.

Appunto per questo invitiamo l’amministrazione, quando fa questo tipo di comunicazioni, ad essere più precisa su cosa sia errato, cosa sia passibile di errore e da dove risulti qualora vi sia, dimostrando così di avere il polso della situazione.

Le trattenute errate sulla busta paga le ha effettuate l’amministrazione, quindi scriva agli uffici competenti e chieda la restituzione del mal tolto.

Come fa un lavoratore a sapere quanto gli è stato sottratto dalla busta paga ?

Meno male che si sono inventati il ”cedolino unico” per semplificare i pagamenti dello stipendio e degli accessori.

Abbiamo l’impressione che sia stato studiato ad arte per imbrogliarci: non capire più quanto percepiamo di stipendio o di emolumenti o indennità, ma soprattutto quanto sono le trattenute.

Invece di inoltrare il “reclamo” presso gli uffici dell’agenzia delle entrate (con cui NON abbiamo rapporti) come richiesto dal dipartimento, invitiamo ad inoltrare una nota di richiesta chiarimenti ai NOSTRI uffici centrali per capire cosa ci hanno trattenuto e cosa ci devono restituire (vedi allegato).

 

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