EMILIA ROMAGNA: PROPOSTE PER CONVENZIONE POA 2021

Bologna -

 

Alla Direttrice Agenzia Regionale Protezione Civile

Emilia Romagna

Rita Nicolini

 

E p.c. All’assessora Regionale Ambiente,

 difesa del suolo e della costa e protezione civile

Irene Priolo

 

Proposte per convenzione POA 2021.

 

Premessa: Da circa 20 anni la nostra regione tramite l’agenzia regionale di Protezione Civile, “creata” dal compianto assessore Mario Luigi Bruschini, stipula importanti accordi con il CNVVF tramite la direzione regionale, in merito a tematiche legate alla salvaguardia dei boschi e dei litorali di costa, e alle sinergie tra il Personale VVF e l’apparato regionale di protezione civile.

Cronistoria: Le prime sinergie tra i 2 enti erano legate inizialmente solo ad una tutela del patrimonio Boschivo, e le prime convenzioni riguardavano la stipula di risorse per la campagna AIB (Antincendio Boschivo) ed erano riservate esclusivamente a quei Comandi Provinciali in cui vi era una massiccia estensione di territorio Montano (4 o 5 province in tutta la regione).

Successivamente, visto che gli incendi non si sviluppavano solo in territori montani, ma interessavano anche luoghi collinari e addirittura pianure (vedi le enormi pinete nei territori della costa Ravennate e Ferrarese), la convenzione venne estesa  nel giro di pochi anni a tutte le province della nostra regione.

Questa convenzione consisteva nel trovare risorse per pagare squadre di operatori VVF che in orario straordinario garantivano la loro presenza, nei rispettivi Comandi Provinciali, nei periodi estivi in cui la probabilità di incendi  boschivi era maggiore.

Negli anni, grazie anche al lavoro di organizzazioni sindacali, questo accordo ha allargato i campi di applicazione. Per citare i più importanti, segnaliamo l’impiego finanziato dalla regione del nucleo elicotteri funzionale alla lotta agli incendi boschivi, mediante l’utilizzo di enormi secchi che sganciavano grossi quantitativi d’acqua sui terreni interessati. Successivamente si è ampliata la convenzione utilizzando la flotta aerea per funzioni di monitoraggio delle nostre coste, e per importanti ricerche di foto documentazione e mappature  territoriali utili all’Agenzia Regionale di Protezione Civile.

Negli ultimi anni abbiamo avuto un ulteriore incremento dei campi di applicazione. Infatti, si sono aggiunte voci importanti quali quelle del presidio di personale VVF addestrato che con moto d’acqua e gommoni nautici, provvedono al monitoraggio e salvataggio dei cittadini che frequentano le nostre coste adriatiche, sia come semplici bagnanti ma anche come utilizzatori di imbarcazioni che nel periodo estivo affollano i nostri litorali.

Inoltre, sono state trovate risorse per potenziare con personale operativo VVF qualificato le sale operative (SOUP) di competenza regionale, per garantire personale (dos) utile nelle operazioni di spegnimento dove venga richiesto l’uso di elicotteri, per esercitazioni del sistema integrato di protezione civile, e altre per addestramento VVF per tipologie di intervento utili alle emergenze che possono colpire la nostra regione.

Al di fuori dell’accordo tra Agenzia di Protezione Civile e Direzione Regionale VVF, negli ultimi tempi sono state sperimentate interessanti sinergie con la regione in ambito sanitario. Ci riferiamo in particolar modo ad un accordo con le AUSL locali, grazie al quale i presidi sanitari a bordo dei mezzi VVF (defibrillatori, bombole ossigeno, cassetta medica etc etc) prossimi alla scadenza vengono ritirati dalle AUSL locali, per essere utilizzati prima della scadenza, e contestualmente rimpiazzati senza dover essere nuovamente acquistati. Sempre in ambito sanitario è stato sperimentato già da un paio di anni un finanziamento grazie al quale vengono stanziate risorse nelle quattro province della nostra regione che dai dati dei terminali VVF risultano essere le più colpite dalla problematica della bonifica dei nidi degli imenotteri aculeati. Con tale convenzione vengono stanziate risorse per finanziare squadre di personale VVF preposte solo alla lotta degli imenotteri aculeati che in particolari mesi nidificano pericolosamente all’interno delle abitazioni. Questi ultimi interventi sarebbero di competenza delle AUSL.

Le nostre proposte: La convenzione, che comprende le voci sopra citate, escluse le ultime due di ambito sanitario, ha un costo di circa 2 milioni di euro.

La soluzione ottimale sarebbe quella di incrementare ancora la sinergia tra la regione e la nostra direzione regionale, per migliorare ulteriormente le risposte che possiamo dare alla nostra collettività.

Innanzitutto, sarebbe opportuno agire con la componente regionale sanitaria per estendere a tutte le province gli interventi mirati alla lotta agli imenotteri aculeati, raddoppiando l’impegno di spesa, che attualmente ha un costo di centomila euro, e riguarda solo quattro province.

Un ragionamento a parte invece lo vorremmo fare per la convenzione tra Agenzia Regionale e Direzione Regionale.

La nostra regione ciclicamente, purtroppo è interessata da tante microemergenze di carattere alluvionale. Senza andare troppo indietro negli anni, ricordiamo l’emergenza legata all’esondazione del Fiume Secchia e Panaro (Dicembre 2020), oppure quella del Reno (Febbraio 2019), o quella che ha interessato i territori delle province di Modena e Parma nel 2014. Non esiste territorio provinciale nella nostra regione in cui in questi anni non si siano verificate emergenze di questo genere.

La proposta che ci sentiamo di avanzare è di valutare l’aumento di risorse alla convenzione per incrementare squadre di operatori VVF con il compito di sorveglianza e controllo di particolari zone sensibili (alvei di fiumi, casse di espansione etc,etc.) nei periodi in cui i bollettini regionali di Protezione Civile indichino delle allerta meteo di codice Rosso per particolari territori. Queste squadre, oltre ad avere un compito di monitoraggio possono eventualmente intervenire prontamente per provvedere alla messa in sicurezza del territorio, e prestare i primi soccorsi.

Altro punto importante è quello che riguarda la formazione, i mantenimenti e le esercitazioni tra Vigili del Fuoco e le altre varie componenti di Protezione Civile. Purtroppo una cronica carenza di fondi della nostra amministrazione ci costringe ad usare buona parte delle risorse del POA destinate alla formazione, per svolgere i mantenimenti che dovrebbero essere invece esclusivamente a nostro carico, riducendo ad un residuo la parte di ore da destinare ad esercitazioni congiunte tra VVF e le altre componenti di Protezione Civile. Sarebbe opportuno a nostro avviso, definire meglio i parametri di utilizzo, implementare queste ore se necessario, tenendo presente che il primo obiettivo deve essere quello di migliorare la sinergia in scenari complessi, quali sono quelli di Protezione Civile.  

 

Per Coordinamento Regionale USB VVF Emilia Romagna

Roberto Franca

 

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