EMERGENZA CORONA VIRUS ROMA

…NAVE SENZA NOCCHIER IN GRAN TEMPESTA.

Roma -

Scomodando addirittura Dante Alighieri e la sua Divina Commedia possiamo dire: “Ah Italia, di dolore ostello, nave senza nocchier in gran tempesta…”
È evidente che il nostro Comando è in balia delle onde e della burrasca. I nostri nocchieri, mentre imperversano pioggia tuoni e lampi ed entra acqua da ogni parte, stanno nelle loro tiepide stanze pronti a puntare il dito contro qualcuno.
Questo richiamo letterario evidenzia come da settimane, l'emergenza sanitaria nazionale ha scoperto il fianco della nostra dirigenza, mostrando l’impreparazione e il pressappochismo nel sostenere il controllo della situazione. Si vive alla giornata e, per rimanere in ambito marinaro, si naviga a vista. Questo sembra il motto per arginare il problema;


un problema che non si chiama CoronaVirus, ma DISORGANIZZAZIONE!


Il Comando di Roma ha cercato di correre ai ripari, tentando di mettere una pezza ad una coperta ormai logora da anni. Non si è reso conto che i dispositivi di protezione individuale per contrastare il virus e il conseguente contagio sono insufficienti. Insufficienti perché sono anni che mancano: mascherine, guanti, tute, igienizzanti, sapone per le mani e tanto altro ancora.


MANCA COMPLETAMENTE UNA SERIA ED EFFICACE ORGANIZZAZIONE PER LA
DECONTAMINAZIONE POST INTERVENTO E DI PREVENZIONE ALLA CONTAMINAZIONE.


E la ragione di questa catastrofe la possiamo attribuire solo ed esclusivamente ai nostri dirigenti.
Questo invisibile e pericoloso mostriciattolo che si chiama CoViD-19 è riuscito in pochissimo tempo a far emergere quello che USB grida a gran voce da sempre! Ha smascherato questa Amministrazione facendo venire i nodi al pettine, e allo stesso tempo dimostra che avevamo ragione da vendere!
USB è sempre stata vista come la spina nel fianco e la voce fuori dal coro, da parte della dirigenza e di altre sigle sindacali, ma i nostri obbiettivi sono maggiori garanzie e maggiori tutele per i Lavoratori, rivendicando sempre il diritto alla sicurezza e alla salute.
Il CoronaVirus ha infranto quel muro di finzione e di arroganza di chi sosteneva che andava tutto bene, lasciando il Comando di Roma in mano a dirigenti che, pensando solo ed esclusivamente alla loro carriera, hanno avuto l'unico interesse al risparmio di denari anche a discapito dei Lavoratori.
Ma la barca invece sta affondando e a pagarne le conseguenze siamo sempre noi:
Vengono pubblicati Ordini del Giorno e Disposizioni di Servizio che sono palesemente inapplicabili e incomprensibili; Vengono istituiti gruppi di lavoro in cui mancano figure chiave come il Medico competente ed i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza; Vengono abbandonati i Lavoratori di fronte a qualsiasi richiesta;
Vengono trascurati i momenti di formazione e aggiornamento, non calcolando che quello non è tempo sprecato, ma tempo ben speso ed investito sul futuro e sulla professionalità dei Lavoratori.
Bisognava aspettare il CoronaVirus per accorgersi, finalmente, che manca da tempo immemore il sapone per le mani? Che le sedi di servizio sono luride e inadeguate perché le pulizie vengono ridotte da anni? Che i DVR sono redatti in “fotocopia”? D'altro canto i tagli alla spesa e i risparmi di gestione aggravano e accentuano le difficoltà delle emergenze!


E poi…? Noi siamo i maleducati e i rompiscatole?


Maleducata, irrispettosa e inadeguata è questa dirigenza che abbandona i Lavoratori al loro destino, facendo leva sulla loro buona volontà e senso del dovere, calpestando e irridendo i loro diritti, le loro garanzie e le loro tutele.
Una dirigenza che se ne infischia di tutto e di tutti trincerandosi nella propria torre d’avorio disconnettendosi
totalmente dalla cruda realtà.


Il Coordinamento provinciale USB

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