Criteri per assumere o regole per discriminare ??

comunicato

 

 

 

 

Roma -

Lavoratori,

in data odierna si è tenuta una riunione per discutere la bozza di regolamento presentata pochi giorni or sono all’attenzione delle OO.SS tutte.

 

La lettura della bozza solleva innumerevoli preoccupazioni, una scrittura di difficile lettura per i profani, tratta con termini medico scientifici le patologie che discriminano l’accesso al corpo. Ci siamo riservati di analizzare questa parte della bozza con esperti in campo medico tale che risulti a noi di più facile lettura e/o comprensione. Noi riteniamo che siano troppi i punti in cui è rilevabile una potenziale discrezionalità di valutazione. Riteniamo inoltre che questo nuovo regolamento produca momenti di discriminazione la dove si preclude l’accesso ai portatori di determinate malattie.

 

Quelle malattie per cui si riesce comunque a condurre una vita normale anche nel lavoro, ma ancora oggetto di preconcette marginalizzazioni, spesso dettate dalla cattiva informazione da parte dell’opinione pubblica, ma in questo caso indotta da questa amministrazione. La quale non è dello stesso parere e ha rilanciato ribadendo una precisa volontà ad evitare, la dove si può, ricorsi eventuali. Inoltre, incalza affermando che sono stati resi meno fiscali altri requisiti, per fare un esempio il senso cromatico, (cicatrice, tatuaggi…) per i quali il tavolo ha chiesto garanzie poiché non si evincono dal documento in discussione. La risposta dell’amministrazione è: non siamo degli sprovveduti (e nessuno afferma il contrario) e le questioni si valutano caso per caso! Percepiamo una reale volontà della controparte a non voler classificare tutti i casi in cui è possibile dichiarare idoneo un aspirante vv.f, o al contrario i casi per cui questi possono essere dichiarati non idonei. Una discrezionalità oggettiva che può essere anche a favore in taluni casi, ma solleva il timore che è a favore quando serve (!)

 

In conclusione le dichiarazioni verbali dell’amministrazione sembrano confortanti, cioè orientate a porre fine, e probabilmente solo in parte, alle ondate di ricorsi a cui abbiamo assistito in passato.

 

Nei fatti le cose sono diverse poiché ciò che viene dichiarato non si riscontra con precisione ascritto internamente alla bozza; fidarsi è bene non fidarsi è meglio perché è risaputo che “scripta manent verba volant”. Prima di fare delle dichiarazioni conclusive ci riserviamo di valutare la bozza successiva, anche in merito alle diverse determinazioni rispetto le pari opportunità per ciò che concerne le assunzioni per i due sessi.

 

Ci vogliono regole? Va bene per le regole ma che siano le più trasparenti possibili!

 

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