COVID-19? …IL VERO VIRUS È LA NOSTRA AMMINISTRAZIONE!

La salute è vita! La Sicurezza per la Salute è vita! La Salvaguardia della Salute è vita! La Prevenzione per la Salute è vita!

Roma -

Per la popolazione i Vigili del Fuoco, assieme agli Operatori Sanitari, sono il baluardo della protezione dal rischio compreso quello biologico.
Lo sono sulla carta, ma non lo sono nella realtà! Per noi è inammissibile e inaccettabile non poter ricoprire il ruolo a cui siamo deputati. Troviamo assurdo constatare questa totale incapacità organizzativa, anche se davanti ad una pandemia, perché la confusione che genera questa emergenza è il risultato dell'indifferenza e dell'inadeguatezza delle scelte economiche ed “organizzative” che l'amministrazione ha voluto perpetrare negli anni al CNVVF. Al comando di Roma siamo testimoni di come, in occasioni passate di interventi con rischio di contagio biologico, davanti alle rimostranze dei lavoratori l'amministrazione ha preferito mettere a tacere con sanzioni disciplinari e indifferenza. La vera emergenza si è creata per la pessima gestione della sicurezza sul lavoro imposta dall'amministrazione: DVR (documento valutazione del rischio) dove i rischi specifici dell'attività di soccorso vengono volutamente ignorati, dove criteri di filtro e decontaminazione non trovano applicazione in nessuna sede di servizio, dove la pulizia e l'igiene nei luoghi di lavoro risponde solo al principio dell'economia (e dello sfruttamento dei lavoratori delle ditte appaltatrici). Abbiamo assistito a sotterfugi più beceri per escludere, dai pochi momenti d'incontro (riunioni periodiche), quei rappresentanti “scomodi”. Tutto questo ha portato i lavoratori a dover fronteggiare ogni tipo di situazione, con gravissime carenze di mezzi, attrezzature, senza un'adeguata formazione e senza alcun addestramento.
Proprio per questo sappiamo bene contro chi puntare il dito, sappiamo con chi prendercela, contro chi sporgere denunce ed esposti. Una dirigenza che ci “amministra” in maniera inadeguata e impreparata rappresenta una ulteriore difficoltà che diventa un ostacolo allo svolgimento della propria missione.
Qualcuno vorrebbe farci credere che siamo di fronte ad una situazione aliena, una novità assoluta, una figura o un’entità di cui non sappiamo nulla e che dovremo conoscere strada facendo, per potervi porre rimedio in tempi brevi, ma non è così. Oggi sappiamo come sia possibile essere senza idonei D.P.I. per tutto il personale e siamo consapevoli di non poter arginare la propagazione del contagio. Leggiamo disposizioni e ordini del giorno a
dir poco scellerati, che si contraddicono durante lo stesso turno di servizio. Dal 28 febbraio si susseguono aggiornamenti sulle procedure da porre in essere per contrastare il contagio da CoronaVirus. Tutto e il contrario di tutto: dall’uso di sottocaschi antifiamma al posto delle mascherine, dallo spezzettamento delle squadre su più automezzi, dal divieto di utilizzo di mascherine durante il tragitto sui mezzi di soccorso o nelle sedi, fino al obbligo
di rimare in servizio anche se posti in quarantena presso il proprio domicilio da parte delle autorità sanitarie.
Disposizioni che, sia a livello centrale che periferico, non tengono conto degli studi e delle prescrizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Ministero della Salute; interpretando a proprio piacimento e secondo il proprio tornaconto organizzativo, anzi “disorganizzativo”, queste direttive.
Per gli operatori sanitari che lottano e lavorano in ambienti ad alto rischio infettivo, DIFENDERSI e PROTEGGERSI, oltre ad essere un diritto, è un obbligo di legge. Alla stessa stregua per noi Vigili del Fuoco proteggere e soccorrere la popolazione, oltre che ad essere previsto dalla norma, è un obbligo morale!
Differenza tra le due tipologie di lavoratori? NESSUNA! siamo entrambi nella stessa precaria situazione e rischiamo quotidianamente di contagiarci l’un con l’altro e di veicolare il contagio nelle nostre case.
Abbiamo interrogato ed interpellato l’Amministrazione sulla carenza e sul divieto di utilizzo di taluni dispositivi di protezione individuali. Le stesse denunce le abbiamo fatte a mezzo stampa e all’Autorità Giudiziaria, ma purtroppo l'assenza di risposte e i bollettini sanitari che quotidianamente vengono pubblicati, ci impongono una seria riflessione e la messa in atto di azioni più incisive.
Invitiamo tutti i colleghi a prendere coscienza della situazione e di tutelare la propria salute valutando con attenzione il rischio di contagio che potrebbe avvenire, sia durante gli interventi di soccorso, sia nelle sedi di servizio. Il “Kit CoronaVirus” deve essere utilizzato senza la paura che il materiale possa finire o che non venga reintegrato.
Come USB e come lavoratori continueremo a denunciare qualsiasi situazione di rischio per la salute e l'incolumità di ogni lavoratore VVF.
Abbiamo il diritto e l’obbligo di proteggerci dai rischi, di difendere le persone che soccorriamo e coloro che sono a casa ad aspettarci.


Il Coordinamento provinciale USB

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