Celebrazione di Enrico Massocco (1914-1974)

14 febbraio s.valentino : un modo nuovo per festeggiare nei vigili del fuoco “”alala””!!

Nazionale -

Vigili di terra di mare e di fuoco,

venerdì 14 febbraio, con un grande evento e con una platea di prim'ordine, il Corpo da il via alla celebrazione dei 40 anni dalla scomparsa di Enrico Massocco.

Il personaggio, non ha bisogno di molte presentazioni, vista l'aura e la fama che gode tra i lavoratori, sia di quelli che l'hanno conosciuto così come quelli che hanno avuto modo di conoscerlo per i racconti che ancora riecheggiano alle SCA.

Enrico Massocco, è stata una figura controversa all'interno del CNVVF, se da un lato sono state indiscutibili le sue doti ginniche, altro si potrebbe dire sui suoi metodi educativi, soprattutto rimane un'ombra la sua dichiarata fedeltà ed ammirazione anche post bellica al fascismo.

 

Ma non è questo che vogliamo approfondire, piuttosto ci chiediamo perché solo ora il Corpo naz.le a 40 anni dalla scomparsa dà lustro a questa figura?

A noi sembra chiaro, che egli diventa importante nel momento in cui all'interno del Corpo, si è deciso di dare una svolta autoritaria  e militarista di irrigidimento dei rapporti di lavoro, che è iniziata con la 252, proseguita con la 217 e continuata con l'introduzione dell'alzabandiera e dei gradi militari.

 

E' chiaro che si sta traghettando il Corpo, verso un nuovo modello neocorporativo dove i diritti e la  progressione salariale viene  compressa mentre si mitizza la figura retorica del pompiere-eroe, quello che non ha bisogno di nulla e che viene gratificato solo dallo svolgimento del proprio lavoro.

Il volontariato si avvicina molto a  quest'ottica. Di un lavoro che non è più tale, ma che diviene per se  stesso un motivo di orgoglio, di appagamento e di gratificazione.

 

Il pompiere eroe che resiste contro tutti e tutto, votato al sacrificio, verso al quale la comunità rende omaggio ricordandone le gesta ma dimenticandolo quando il sacrificio non dà spettacolo, come nei casi delle malattie professionali post-carriera.

Sappiamo purtroppo che le cose stanno diversamente da come ci vorrebbero far credere, il pompiere, è un lavoratore come gli altri, dotato si di uno spiccato senso del dovere e di responsabilità e di umano solidarismo, ma che al contempo non sono da soli sufficienti a garantirgli un'esistenza libera e dignitosa.

 

Il pompiere come ci dicono i lavoratori più esperti, e contrariamente alle affermazioni dei testi per canzoncine, come tutti gli esseri umani ha paura, ma sa di doverla controllare per mantenere lucidità nell’intervento. Il pompiere ha paura perchè è la paura che ti fa tornare a casa, perchè non averla significherebbe sottostimare il pericolo.

Il pompiere ha paura, perchè con lo stipendio da fame non sa più come arrivare a fine mese, il pompiere ha paura di un avvenire senza pensione, senza prospettive di carriera e di non poter dare un avvenire ai propri figli.

I pompiere ha paura, ma quest'amministrazione, con la celebrazione di domani, vuole appiccicare su tutto ciò la figura del martire sacrificale, perchè il pompiere deve essere una figura mitologica, riconoscente a prescindere e sempre fiero. Ma tutto questo, seppur affascinante, purtroppo mal si concilia con la difficoltà di arrivare  alla terza settimana.

 

"Sventurata la terra che ha bisogno d'eroi." (Bertolt Brecht)

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/frasi-natura/frase-67455?f=a:109>

 

 

 

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