Amministrativi

Lavoratori ex “285” abbandonati e bistrattati anche dal nuovo ordinamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Novara -

 

 

Dopo anni di lavoro in questa amministrazione dello stato, con mansioni che vanno dal IV° al VIII° livello, i lavoratori della “285” hanno avuto come riconoscimento la presa in giro. La disparità di trattamento tra i dipendenti amministrativi del corpo nazionale è sotto gli occhi di tutti. Con un’anzianità’ quasi trentennale, pensate che l’entrata nell’amministrazione risale al lontano 1978, si e’ dovuto attendere anni per avere l’inquadramento giuridico, che avvenne nel 1982, dopo ben quattro anni. Per chi ha lavorato ininterrottamente in attesa di una riqualificazione, facendo da balia ai neo assunti nel livello VI° e VII° con diploma, ma senza esperienza sul campo; finalmente nel 2004 e’ giunto un minimo di riconoscimento con il passaggio al profilo di A.A.C. Il concorso espletato internamente prevedeva una formazione a distanza ed il successivo colloquio finale con le medesime materie del personale che transitava nei ruoli VIII° e IX° livello, con una buona parte di privilegiati ai quali è stato regalato l’ennesimo abbuono di un livello. Questa finta boccata d’ossigeno, dal nuovo ordinamento (L.252\04) e’ stata resa subito vana, negando di fatto l’accesso al concorso interno bandito per il profilo superiore, per non aver maturato l’anzianità di 3 anni nella qualifica inferiore, praticamente svolta da sempre. Inoltre, bisogna aggiungere, che le mansioni del nuovo profilo previste dalla riforma con l’entrata nel comparto sicurezza, sono da considerare una retrocessione al V° livello; dopo aver sostenuto, a questo punto inutilmente, un esame per il passaggio di qualifica superore con il precedente ordinamento.

 

Nel dipartimento dei Vigili del Fuoco l’anzianità è da sempre la base per l’accesso alla progressione verticale, tranne per i lavoratori che come noi anno visto passare avanti molte persone con concorsi banditi all’esterno. Bisogna denunciare la discriminazione che l’amministrazione perpetra nei confronti di questi lavoratori.

 

Uniamoci e rappresentiamo ai nostri vertici questa vergognosa situazione.

 

Facciamoci sentire per valorizzare le preziose professionalità accumulate in questi anni dal personale SATI, con il riconoscimento della propria professionalità ed il rispetto dei diritti acquisiti e per non venir penalizzati ulteriormente con l’entrata in questo comparto.

 

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