30 OTTOBRE: I VIGILI DEL FUOCO IN PIAZZA CONTRO IL CAROVITA, IL RIARMO E PER LA DIGNITÀ DEL LAVORO

Roma -

30 OTTOBRE: I VIGILI DEL FUOCO IN PIAZZA CONTRO IL CAROVITA, IL RIARMO E PER LA DIGNITÀ DEL LAVORO

 

Ieri, 30 ottobre, l'Italia si è fermata e si è riversata nelle piazze e nelle strade per una grande mobilitazione popolare. Un popolo di giovani, operai, studenti, insegnanti, corrieri, impiegati, gente comune e, naturalmente, Vigili del Fuoco. Tutti uniti contro il carovita, il riarmo e un'economia di guerra che sta letteralmente strangolando milioni di famiglie e di Lavoratori.

Salari insufficienti, bollette e carburanti alle stelle, aumento dei prezzi al consumo e repressione della protesta. Una situazione sempre più insostenibile, aggravata da scelte politiche che destinano risorse crescenti agli armamenti, mentre milioni di persone faticano ad arrivare alla fine del mese.

            Tra queste ci siamo anche noi, Vigili del Fuoco, che ogni giorno garantiamo il soccorso pubblico, mettendo a rischio la nostra salute e la nostra vita, ma che vediamo il nostro salario progressivamente divorato dall'inflazione, senza un adeguato riconoscimento economico della professionalità e dei rischi connessi al nostro lavoro.

            A tutto questo si aggiungono condizioni lavorative sempre più precarie. Sedi di servizio che cadono a pezzi, da Torino a Pantelleria, passando per Ostia e San Marcello Pistoiese. Mezzi di soccorso inadeguati, continuamente fermi nelle officine, mentre si investe in autovetture elettriche e autopompe a biometano di dubbia utilità rispetto alle reali esigenze del soccorso. Indumenti difettosi, dispositivi di protezione individuale inadeguati e completi antifiamma sui quali pesa la questione della presenza di sostanze potenzialmente nocive come i PFAS.

            Si sommano poi l'insufficienza delle tutele sanitarie e legali e la cronica mancanza di alloggi di servizio, che costringe migliaia di Lavoratori, spesso lontani dalle proprie famiglie, a sostenere affitti proibitivi in città dove trovare un'abitazione a prezzi accessibili è diventato quasi impossibile.

            Ma la ciliegina sulla torta è il Riordino delle carriere, ormai prossimo alla conclusione del suo iter legislativo. Una riforma che, anziché semplificare e accelerare i passaggi di qualifica, rischia di ingessarli ulteriormente, introducendo meccanismi che penalizzano i Lavoratori e che, attraverso disposizioni tutt'altro che trasparenti, puntano ad allungare surrettiziamente l'età pensionabile. Il tutto accompagnato dal tentativo di militarizzare quello che è e deve rimanere un Corpo civile dello Stato.

            L'introduzione dello scrutinio per merito comparativo, anziché valorizzare la professionalità e favorire la solidarietà tra colleghi, rischia di alimentare divisioni e contrapposizioni, mettendo i Lavoratori gli uni contro gli altri.

                       A beneficiare maggiormente di questo Riordino saranno, secondo USB, i ruoli direttivi e dirigenziali, ai quali viene destinata una parte consistente delle risorse, mentre per il personale operativo restano irrisolte le questioni fondamentali. Un vero e proprio poltronificio, funzionale a moltiplicare posizioni e incarichi apicali senza produrre benefici concreti per chi ogni giorno sale sui mezzi di soccorso.

            E tutto questo con il sostegno di cinque sigle sindacali che, anziché tutelare i Lavoratori, hanno scelto di assecondare gli interessi dell'Amministrazione. È la nemesi della lotta di classe: organizzazioni nate per difendere il lavoro che finiscono per schierarsi dalla parte del padrone, trasformandosi in moderni vassalli dei nobili signori con stelle, torri e greche sul petto.

            La mobilitazione del 30 ottobre ha dimostrato che il disagio attraversa ogni settore del mondo del lavoro e che anche i Vigili del Fuoco ne sono parte integrante. Non bastano riconoscimenti formali, pacche sulle spalle o dichiarazioni di circostanza. Servono salari dignitosi, investimenti nel soccorso pubblico, organici adeguati, sedi e mezzi efficienti, dispositivi sicuri e tutele reali.

            Non possiamo essere considerati indispensabili quando c'è da salvare vite umane e diventare invisibili quando rivendichiamo i nostri diritti.

            Per USB Vigili del Fuoco, lo sciopero del 30 ottobre non rappresenta un punto di arrivo, ma un'ulteriore tappa di una mobilitazione che deve continuare nei luoghi di lavoro e nelle piazze.

La dignità dei Lavoratori non si svende, il soccorso pubblico non si sacrifica e i nostri diritti non possono essere barattati con le poltrone dei vertici dell'Amministrazione.

                                                                  

 

         L’Esecutivo Nazionale USB Vigili del Fuoco