Vigili del fuoco incidente sul lavoro: nessuna fatalità

COMUNICATO STAMPA

 

 

Roma -

Non possiamo derubricarla come il solito incidente sul lavoro, oggi dobbiamo parlare di fatti e circostanze annunciate, in materia di sicurezza sul lavoro. Apprendiamo sempre più spesso che qualche collega ci ha lasciato prematuramente, morto in servizio o come li chiamano oggi “vittime del dovere”.

Oggi è toccato ad un giovane collega in servizio presso il Comando di Pisa ribaltatosi con il mezzo di soccorso.

I vigili del fuoco, uno dei tanti organi di controllo della sicurezza nei posti di lavoro dove al proprio interno delle caserme non esiste nemmeno il Rappresentante per la sicurezza, dove la manutenzione dei mezzi di soccorso per mancanza di fondi spesso viene affidata alla buona volontà degli stessi operatori VV.F. che tra un soccorso e l’altro si preoccupano di ripararsi il proprio mezzo!

Automezzi adibiti al soccorso che per le ore di lavoro confermate dai chilometraggi, e quindi per le sollecitazioni a cui sono esposti dopo un anno dovrebbero essere sostituiti, invece rimangono in servizio per oltre 20 anni e per mezzo di maquillage vari a prestare soccorso.

Stessa cosa succede per quelli nuovi per i quali gli acquisti avvengono per scelte fatte a tavolino, non per le esigenze che gli stessi V.F. rappresentano in termini di difficoltà operative nelle varie situazioni di soccorso.

Ma la responsabilità, più che di fatalità, è da ricondurre nella politica vecchia e nuova, dove il soccorso alla popolazione è l’ultimo pensiero di chi governa.

Nessun piano di sviluppo, studio, pianificazione o prevenzione delle attività di soccorso sul territorio italiano.

L’organico si attesta sotto le 15.000 unità, ed il governo, nell’attuale documento finanziario, prevede per i prossimi anni nemmeno la copertura del personale in pensione.

Anzi in tutti i comandi, proprio per la carenza di organico, “OBBLIGANO “ il personale a prestazioni fuori dall’orario di lavoro ordinario con massacranti turni di 12 ore ogni giorno.

E poi si parla di fatalità? A noi ci pare un voler offendere l’intelligenza degli stessi operatori e difendesi da responsabilità precise.

Ci auguriamo dopo questo incidente, in cui ha perso la vita un nostro collega, di essere almeno esentati dalle solite passerelle da parte di coloro che fino ad oggi, pur avendo responsabilità precise, si è foderato occhi e orecchie con prosciutto.

 

Una denuncia che vuole dare spazio alla memoria dei tanti caduti in servizio i quali sono stati dimenticati dalla politica tutta e dall’amministrazione, sia periferica che centrale, messi da parte con freddezza, con distacco disumano. Il sentimento di rabbia rischia di prendere il sopravvento, e quindi ci fermiamo qui, non vogliamo aggiungere altro in questa giornata di sofferenza, se non stringerci al dolore della famiglia, degli amici e colleghi di lavoro.

 

 

 

INFO: +39360606099

 

 

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