VIGILI DEL FUOCO ATTACCATI DURANTE UNO SGOMBERO

Bologna -

Alla C.A. del Direttore Regionale

ing. Tolomeo Litterio

 

Alla C.A. Comandante Provinciale

ing. Carlo Dall’Oppio

 

 

 

Richiesta chiarimenti: vigili del fuoco attaccati durante uno sgombero.

 

Ancora una volta i vigili del fuoco vengono utilizzati dalla polizia per lavori di bassa manovalanza, ancora una volta dopo i fatti gravi di via della Beverara, si è messo a rischio l’incolumità dei lavoratori. Questa volta è accaduto in via Fioravanti, durante le operazioni di sgombero dell’edificio ex Telecom, occupato da famiglie con bambini.

Durante le operazioni di sgombero, una nostra squadra si è trovata inspiegabilmente accanto ai manifestanti non protetta dalle forze di polizia, le foto pubblicate sul sito di Repubblica documentano quanto scritto. La situazione si è fatta sempre più calda con l’arrivo di persone dei centri sociali, che dopo un po’ hanno iniziato ad indirizzare la loro furia verso i nostri uomini, chiusi all’interno del mezzo, la polizia a quel punto ha deciso una carica di alleggerimento per far entrare la partenza all’interno del cordone di sicurezza. Per fortuna nessun ferito tra i pompieri, il mezzo invece è stato danneggiato a testimonianza del rischio corso dai lavoratori: fanalini rotti e lacerazioni provocate da corpi contundenti, su uno sportello e su una serranda, oggetti che potevano colpire le persone all’interno provocando gravi lesioni. Si guardi i danni all’eurocity. Naturalmente chi ha vissuto questa brutta esperienza, oltre qualche attimo di giustificata paura, ha subito comunque un’umiliazione che come vigili del fuoco non siamo abituati a vivere, normalmente la gente plaude al nostro arrivo, ci vede come la speranza di essere soccorsi, non come chi li viene a sfrattare o sgomberare.  Non è questione di fare i “belli e bravi”, ma il rapporto con la cittadinanza è fondamentale per garantirci di fare il nostro lavoro in ogni contesto.

Ognuno faccia il proprio mestiere, il nostro non è quello dei poliziotti.

Ci sono direttive chiare che bisogna rispettare.

Ricordiamo innanzitutto la circolare ministeriale EM 785/3403 del 04/03/1998, l’odg 13 del 08/01/2010 e la nota interna a firma La Malfa, indirizzata ai funzionari e capi turno, la n. 12 del 2014, in tutte si ribadisce quanto segue: “il personale deve essere mantenuto in posizione arretrata rispetto ad eventuali luoghi di turbative ed adeguatamente protetto dalle forze dell’ordine”.

Cosa non è chiaro di quanto scritto sopra?

Chiediamo al Direttore di impartire direttive chiare a tutti i comandi, in particolare a quello di Bologna, più esposto a certe situazioni. Il modelo di riferimento è un Odg del comando di Milano, proposta che USB, dopo i fatti della Beverara, aveva già messo sul tavolo del dirigente provinciale, ma senza alcuna risposta.

 

Chiediamo dunque di nuovo anche al comandante di Bologna di darne immediata applicazione.

USB in questo documento ha fatto delle richieste precise, ci aspettiamo risposte altrettanto puntuali, in caso contrario procederemo con gli strumenti sindacali a nostra disposizione.

 

Distinti Saluti                    

 

 

 

Di seguito: proposta già presentata il 20/02 del 2015.

 

N.B.

Oggetto: linee guida per interventi di assistenza tecnica alle forze di polizia durante operazioni di sgombero

 

Sempre più spesso i vigili del fuoco sono coinvolti in operazioni di sgombero e utilizzati attivamente per sfondare porte, vetrate, muri o tagliare inferriate e altro. Tutto questo senza ottemperare alla circolare ministeriale EM 785/3403 del 4/3/98che stabilisce di rimanere in posizioni arretrate e ben protette, invece si è spesso esposti in posizioni di rischio, trovandosi di fatto tra gli occupanti e le forze di polizia, anche se per brevi momenti, comunque sufficienti a subire danni, come recentemente successo in via della Beverara, dove due vigili sono rimasti contusi, ma le conseguenze potevano essere anche gravi. Come USB vogliamo proporre delle linee guida che stabiliscano procedure chiare per garantire una maggiore sicurezza a chi si trova coinvolto in questo tipo di operazioni, una tutela oltre che fisica anche legale. Nella stesura di queste procedure ci siamo ispirati ad un ODS uscito al comando di Milano il 21/11/2014 (il n° 934).

Nella predisposizione ed esecuzione dei servizi tecnici ed operativi esterni, a tutela dei cittadini, degli operatori istituzionali e degli stessi dimostranti, si segnala l’esigenza di assicurare:

 

-        la presenza del dirigente o funzionario delegato nelle riunioni tecniche di coordinamento che precedono gli interventi e durante le fasi di svolgimento degli stessi.

-        La collocazione del personale VVF e dei relativi mezzi in posizione adeguata a consentire il soccorso tempestivo, l’intervento tecnico adeguato e la protezione rispetto ai contatti e alla proiezione di corpi o sostanze.

-        Predisporre la protezione costante del personale VVF attraverso i DPI in dotazione, in relazione alle condizioni ambientali esistenti e previste.

-        Il personale VVF è destinato esclusivamente alla messa in sicurezza, per quanto possibile, dello scenario, concorre alla cura e sicurezza delle persone con limitazioni o comunque in difficoltà, qualunque azione tecnica richiesta ai fini di accedere alle zone di operazioni da parte delle forze di polizia, deve avvenire in condizioni di sicurezza, non si deve mai esporre il personale VVF ad eventuale lancio di oggetti e trovarsi frapposti tra gli occupanti e la polizia, anche se per pochi istanti. Va escluso ogni coinvolgimento in azioni di contatto e di contrasto rivolto alle persone. 

-        E’ fondamentale il costante collegamento tra le squadre e il funzionario VVF, che sarà sempre presente nello scenario operativo per tutta la durata dell’intervento. Il funzionario a sua volta manterrà il contatto con il Comando per gli aggiornamenti ed eventuali esigenze.

 

 

-        Le intese con gli interlocutori istituzionali presenti sullo scenario, sono portate avanti in forma paritaria, per quanto riguarda il livello funzionale e decisionale, ove necessario, il funzionario interpella le figure ad esso sovraordinate presso il proprio Comando, per le valutazioni, decisioni,             autorizzazioni, provvedimenti e deleghe del caso. 

 

Vista la natura particolare di questo servizio e la sua programmazione anticipata, è auspicabile da parte del Comando decidere quali mezzi impiegare di volta in volta in anticipo, evitando di esporre quelli più nuovi ad eventuali danneggiamenti, che potrebbero comunque accadere nonostante le massime precauzioni che si dovranno mettere in atto. Inoltre si dovrà anche predisporre una rotazione tra il personale che verrà inviato a fare questo servizio, non è infatti, secondo il nostro punto di vista, giusto esporre sempre gli stessi a questo tipo di intervento, infatti le occupazioni riguardano soprattutto la città e quindi di competenza territoriale del distaccamento Carlo Fava e Centrale. Soprattutto per quanto attiene il distaccamento Carlo Fava, non è accettabile sguarnire la città per tempi anche lunghi, per servizi che non sono di soccorso. Il distaccamento cittadino ha la sua ragione di esistere per dare una risposta rapida su un territorio dove insiste il numero maggiore di popolazione della provincia e dove si verificano il numero maggiore di interventi per superficie.

 

 

 

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