Utilizzo dei vigili del fuoco in operazioni di polizia: RdB-Cub scrive a Pisanu

Quando ancora non era giunta la notizia di quanto accaduto a Milano la RdB aveva inviato la seguente nota sui fatti di Ravenna

 

 

 

Roma -

Al Ministro dell’Interno

On. Giuseppe Pisanu

 

Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco

del soccorso pubblico e della difesa civile

Pref. M. Morcone

 

Al vice Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco

del soccorso pubblico e della difesa civile

Ing. Alberto D’Errico

 

Oggetto: utilizzo diretto del personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco in operazioni di polizia

Siamo stati informati dal personale in servizio presso il comando provinciale vigili del fuoco di Ravenna che nella giornata del 20 novembre 2003, veniva contattata la sala operativa dalla locale Questura per un intervento d’istituto: apertura porta in civile abitazione.

Prontamente la squadra attivata giungeva presso la Questura di Ravenna, dove al responsabile della squadra venivano richiesti da parte di tre agenti in borghese, qualificatisi successivamente come appartenenti alla sezione della squadra mobile, i dispositivi individuali di protezione in dotazione, con il fine di utilizzarli per il proprio camuffamento.

I vigili del fuoco sia pur sconcertati da tale richiesta si recavano sul posto indicato dagli agenti, credendo di intervenire per apertura porta.

Sull’automezzo, peraltro con i dispositivi di soccorso attivati per l’intervento richiesto, prendevano posto anche i tre agenti che una volta giunti sul posto armi alla mano facevano irruzione nell’abitazione predestinata, provvedendo ad effettuare le perquisizioni di loro competenza, coinvolgendo di fatto il personale vigili del fuoco che fino a quel momento non era a conoscenza di dover effettuare un’operazione di ordine pubblico, compito che esula dalle proprie competenze.

 

Per quanto sopra, senza entrare nel merito se e come sia stata coinvolta la nostra squadra di servizio, cosa peraltro che sarà opportunamente denunciata nelle sedi competenti, chiediamo di verificare se sussistano i presupposti di provvedimenti amministrativi nei confronti dei responsabili dell’accaduto, nonché del dirigente dei vigili del fuoco che ha autorizzato un simile intervento.

Non è ipotizzabile a qualunque titolo utilizzare le attrezzature, gli automezzi e sopratutto il personale del corpo nazionale, in operazioni di polizia poiché destinato istituzionalmente al soccorso tecnico urgente alla popolazione, esponendolo oltremodo a rischi ulteriori, per i quali si ribadisce non è e non può essere adeguatamente preparato.

Inoltre, per quanto accaduto si appalesa in modo essenziale un immediato riscontro alla presente, chiarendo, a coloro che hanno preteso di distogliere dai compiti istituzionali il personale, quali siano le funzioni ed entro quali margini operi il corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Non siamo disponibili ad abdicare al nostro ruolo di operatori di protezione civile e del soccorso tra la gente, addetti che svolgono attività di prevenzione, previsione, analisi dei rischi, e quant’altro sul territorio nazionale, per rispondere a compiti e funzioni che altri corpi svolgono fattivamente.

Certi di aver dato un senso alle nostre rimostranze non possiamo sopportare ulteriormente che le direttive emanate dal dipartimento dei vigili del fuoco in materia, sempre su nostra richiesta, siano oggi ripetutamente e pericolosamente disattese.

In attesa di riscontro, distinti saluti.

 

Di fronte a questi gravissimi fatti e ad altri simili accaduti proprio in questi ultimi giorni anche a Brescia e a Treviso, RdB-Cub continua la battaglia contro la militarizzazione del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

Una battaglia di LIBERTA’ di DEMOCRAZIA di DIRITTO dei LAVORATORI!

Oltre all’ennesimo sciopero nazionale indetto per il 4 dicembre prossimo, altre azioni di lotta verranno decise nell’assemblea straordinaria del 27 novembre a Roma, dove si deciderà anche come articolare le iniziative nella stessa giornata dello sciopero.

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