Una bella giornata tra i lavoratori.

Genova -


Si è tenuta mercoledì 23 marzo presso la sede centrale dei VVF a Genova l'assemblea indetta dall’USB settore Vigili del Fuoco. Tenuto conto del generale clima di rassegnazione e di scetticismo verso la lotta che non da oggi pervade gran parte della classe lavoratrice in Italia – da imputare anzitutto a decenni di sindacalismo di regime (CGIL, CISL e UIL) – e tenuto conto dell’opera di dissuasione più o meno passiva ed attiva ad opera dei locali delegati ed amici CGIL, la partecipazione dei lavoratori, non solo iscritti all’USB, è stata più che dignitosa e il clima dell’assemblea positivo, per i numerosi interventi, di cui qui rendiamo brevemente conto, tutti volti a ben impostare il lavoro per il rafforzamento e la vittoria del vero sindacalismo dei lavoratori. L’assemblea è stata aperta dal collega Jiritano con un’ampia relazione introduttiva che ha toccato diversi punti partendo dalle questioni generali che interessano tutti i lavoratori, per poi arrivare alle questioni particolari della nostra categoria. Per i temi affrontati da questa relazione introduttiva rimandiamo al testo d’indizione dell’assemblea stessa.

 

Questi brevemente i punti toccati dagli interventi dei lavoratori:


1) necessità che l’USB organizzi al pari degli altri sindacati assemblee nei poli didattici durante i corsi di formazione per i vigili permanenti; questo punto è stato richiamato da parte di un giovane da poco assunto, che ha lamentato il fatto di aver conosciuto il nostro sindacato solo dopo essere entrato in servizio presso le sedi operative, mentre durante il corso di formazione ha dovuto sorbirsi il nauseabondo spettacolo delle assemblee dei sindacati che mercanteggiano favori personali in cambio di tessere.

 

 

2) Altro collega, questo invece di vecchia militanza nel sindacato di base, ha lamentato le carenze organizzative nella struttura sindacale genovese di categoria, sottolineando la necessità di tornare ad organizzare assemblee presso i distaccamenti, cosa che i pompieri attivi nel sindacato presenti all’assemblea si sono impegnati a provare ad organizzare, rimandando a un incontro successivo la definizione di maggiori dettagli organizzativi in merito.


3) Sempre lo stesso compagno ha sollevato il problema della firma apposta dall’USB all’ultimo rinnovo contrattuale per il biennio economico 2008-09, ma piu in generale sulla firma dei contratti, sostenendo che non bisognava firmare. Questa è una questione cruciale e il dibattito è sempre aperto nel nostro sindacato. Le regole imposte nel comparto pubblico, ed ora anche a Somigliano e Mirafiori, impongono che il sindacato che non firma si vede privato d’ogni diritto in termini di rappresentatività. Per farla semplice se l’USB non firma non sarebbe più chiamata ad alcun tavolo né nazionale né locale, e si vederebbe annullati tutte le agibilità sindacali. Questo in assoluto non sarebbe un problema, perché un sindacato di base la rappresentatività la ricerca fra i lavoratori, non la pietisce al padrone (nel nostro caso l’Amministrazione \ lo Stato). Essere chiamati al tavolo per negoziare è il risultato della forza che un sindacato ha alle spalle fra i lavoratori. La scelta attuale di firmare il contratto quindi può essere considerata accettabile solo nella prospettiva di costruire questa forza, che oggi ancora il nostro sindacato non ha, utilizzando questi strumenti a disposizione, nell’ambizione di poterli presto buttarli al macero.


4) Alcuni interventi in particolare – anche se tutti in generale avevano questo tema di fondo – hanno sottolineato la contrapposizione fra il sindacalismo di base con quello di tutti gli altri (finti) sindacati, confederali o autonomi che siano: il sindacalismo di base è un sindacalismo di classe, che difende cioè non il singolo lavoratore, bensì gli interessi comuni e collettivi di tutti i lavoratori, e lo fa privilegiando il mezzo della lotta, non per amore dello scontro fine a se stesso, ma perché considera questo l’unico mezzo veramente in grado di difendere i lavoratori dagli attacchi sempre maggiori alle loro condizioni. Ben sappiamo che ancora oggi questa nostra scelta non paga, mentre fioccano le tessere per quei sindacati che difendono il lavoratore, cioè promettono (e poi mantengono o meno ma a noi nulla importa) favori personali in cambio dell’iscrizione. La nostra scelta però, pagherà nel futuro, perché gli attacchi subiti negli ultimi anni sono solo un piccolo antipasto di ciò che accadrà nei prossimi anni, e tutti i lavoratori, pompieri compresi, capiranno sulla loro pelle come la via individuale sia fallimentare.


5) Altra questione emersa dal dibattito in termini di generale tattica sindacale è stata quella sollevata da un altro compagno relativa alla scelta della dirigenza USB di indire scioperi separati dalle altre organizzazioni sindacali, sia di base (CUB) che confederali (CGIL). Questo collega ha criticato tale scelta sostenendo che lo sciopero è innanzitutto dei lavoratori, al di là della sigla sindacale che lo proclama, e che i lavoratori apprezzano la loro mobilitazione unitaria perché sentono di essere così più forti. Su questo terreno va accettata la sfida, scendendo in piazza con tutti i lavoratori, anche quelli mobilitati dalle altre sigle, e anche in queste occasioni far arrivare ad essi le nostre posizioni e indicazioni di lotta. L’azione unitaria non contraddice affatto la più spietata critica nei confronti del sindacalismo di regime, anzi la favorisce perché è quando i lavoratori si sentono più forti che diventano più predisposti alla lotta.


6) Altra questione generale sollevata dal dibattito è stata relativa alla crisi economica. Da parte di alcuni colleghi si è sostenuto che la crisi in fondo non esista e che si tratti solo di una scusa per meglio spremere i lavoratori. Lo dimostrerebbero gli enormi sprechi, le spese per altri capitoli (vedi le famose guerre umanitarie), e i vari privilegi, o le stesse feste e cerimonie che organizza di recente il C.N.VV.F.. Questo – e qui ci sentiamo di replicare in modo netto – non dimostra affatto che la crisi non esiste (per questo si esaminino i dati della produzione industriale) ma il fatto fondamentale che se i lavoratori non si difendono - e possono farlo solo con la forza, cioè scioperando – la crisi è fatta pagare solo a loro, solo a noi, mentre le classi sociali che vivono sulle loro spalle mantengono ed anzi accrescono i propri privilegi, vedi il rientro dei capitali dall'estero tassati ad un 6% mentre la busta paga di noi operai è tassata al 27%. Sta tutta qui la giustezza del sindacalismo di lotta, che strappa ciò che serve ai lavoratori, in contrapposizione al sindacalismo concertativi o complice, che illude i lavoratori che sia possibile difenderli con dei bravi professionisti dei tavoli di trattativa.


7) Anche a Genova come prima in altre sedi ci si è resi conto che i lavoratori NON hanno ben compreso che dal i gennaio 2011 si passa dal TFS al TFR (trattamento di fine servizio – trattamento di fine rapporto); questo passaggio comporta subito in prima battuta il cambio di tassazione della liquidazione, ovviamente alzando l'aliquota, solo una quota parte delle prestazioni accessorie (una piccola quota) sarà pensionabile ecc. ecc. USB, in considerazione dell'interesse da parte dei lavoratori sull'argomento (come sulla riforma delle pensioni del 2014 o sulle nuove norme comunitarie sempre in materia di pensioni e di gestione del fondo unico di amministrazione) si riserva un intervento a hoc che verrà successivamente pubblicato sul sito e messo a disposizione dei lavoratori attraverso la rete.


Concedeteci un momento di puro egoismo sindacale, ma siamo veramente rimasti soddisfatti di questa assemblea ligure, della vitalità dei lavoratori e lavoratrici che vi hanno partecipato e soprattutto di essere l'unica OS in grado di offrire un'alternativa valida al fallimento delle politiche concertative e consociative propinate dalle altre OO.SS. (leggi militarizzazione-comparto pubblicistico). Unica nota stonata, ma che rafforza le nostre tesi, che altra/e OO.SS. hanno tentato di tutto per impedire ai lavoratori di partecipare liberamente all'assembla. A quanto pare anche sulla libertà e democrazia sindacale abbiamo idee e valori molto differenti.

 

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