Una (1 ) riflessione per lo "staff" della Formazione centrale

Nazionale -

 

-------- Messaggio Originale --------

Oggetto:     Re: FORMAZIONE Notizia numero:2928


Data:     Thu, 26 Feb 2009 16:59:57 +0100
Da:     ----------
A:    domanda@vigilidelfuoco.rdbcub.it

 

Buon giorno a tutti,  io sono un discente del  66° corso e purtroppo essendo del Veneto  lo sto frequentando a Roma, volevo solo dirvi che  era ora che  qualquno si accorga che stiamo  svolgendo una formazione che andava bene 30 anni fà.

Ridicolo l'addestramento con esame per il salvamento con corde di canapa, (mi pare che abbiamo fatto il corso SAF e non ho visto corde di canapa).

Scala a ganci è inutile spiegarci tutti i passaggi (anche perche quasi tutti siamo ex VVA e Discontinui) con figure e quant'altro, quando poi la si può utilizzare solo per le discese (in 15 anni di servizio non l'ho mai vista usare).

Scala controventata  qualcuno sa dirmi  quando  si usa questa pagliacciata.

Una settimama per otto ore al giorno di competenze comportamentali con una psicologa che ci ha rinc.....to.

E alla SFO solo una settimana per  farti vedere neanche provare com'è il vero lavoro del  Vigile del Fuoco.

Mi auguro che i prossimi corsi siano un pò più seri.

 


Approfittando della visita presso il polo didattico di Alessandria, abbiamo incontrato, insieme ad altre OO.SS. (quelle che hanno raccolto l'invito), il Dirigente della formazione l'ing. Basti e nonostante la ristrettezza dei tempi contingentati siamo riusciti a sottoporre al Dirigente centrale, al Direttore regionale ed al direttore del polo, tutte le problematiche presentateci dagli allievi e dagli istruttori professionali presenti al polo e rilevate da noi stessi;  abbiamo avuto anche la possibilità di ribadire la nostra opinione sullo stato attuale della formazione del Corpo Nazionale, periferica e centrale. Abbiamo ribadito quello che già a Giugno, in occasione dell'incontro con il sottosegretario Palma, avevamo espresso sulla situazione pressoché al collasso della formazione nel Corpo Nazionale, una volta fiore all'occhiello oggi solo trampolino di lancio per funzionari e dirigenti che vogliono far carriera; abbiamo ribadito l'equazione per noi fondamentale e cioè che: FORMAZIONE = SICUREZZA, pertanto sulla formazione bisogna investire. Tornado allo specifico del polo di Alessandria abbiamo evidenziato come questa esperienza, come quella precedente di Nettuno, (in pratica i poli presso le strutture della polizia) è stata un totale fallimento sotto tutti gli aspetti, persino chi lo ha chiesto a gran voce oggi nasconde la mano; e ci rendiamo conto che si arriverà alla fine di questo corso solamente grazie alla buona volontà del personale docente, che ha premesso di mettere in piedi una struttura dal nulla e al personale discente in gran parte ex VD che con pazienza hanno saputo sopportare i vari disagi. Abbiamo evidenziato come sia stata l'ennesima occasione persa: sia perché con questi ragazzi si sarebbero potuti fare dei grandi lavori, essendo la stragrande maggioranza di questi già con molta esperienza pompieristica alle spalle ed invece abbiamo assistito a giornate intere di ripetizioni su cose basilari delle quali molti erano già a conoscenza; occasione persa per rivalutare il ruolo degli istruttori professionali del Corpo, i quali invece di rivendicare un giusto compenso (pensiamo solo alla differenza con le retribuzione per i servizi 626) per l'importanza che questa figura riveste all'interno del Corpo e dei Comandi provinciali, hanno preferito accontentarsi di qualche euro di straordinario, che nella maggior parte dei casi lavorano, o la giacca con il logo; abbiamo chiesto, una volta conclusa questa esperienza, di aprire una discussione su quelle che nella realtà sono poi le vere scuole del Corpo e cioè i comandi del nord di prima assegnazione, dove il personale è costretto a fare formazione non in momenti dedicati ma sull'intervento, e non solo per la parte pratica a ma anche per quella teorica, con grave rischio per la sicurezza di tutti gli operatori; abbiamo chiesto che vi fosse una completa revisione dei pacchetti formativi, che risalgono ad almeno trent'anni fa, nonostante l'evoluzione tecnologica e i nuovi rampati funzionari. L'ing. Basti, dopo il giro delle varie opinioni dei convenuti *ha ribadito la propria opposizione e contrarietà all'esperienza delle scuole di polizia quali nostri poli didattic*i, su questo ci siamo permessi di evidenziare l'anomalia del fatto che se come sembra tutte, le parti in gioco (Amministrazione e OO.SS., quasi tutte) erano contrarie come mai sono stati aperti ben due poli alla polizia? Forse in virtù del nuovo comparto??. Ma la domanda è caduta nel vuoto. Per quanto riguarda i pacchetti formativi, il responsabile della Direzione Centrale per la formazione, ha condiviso la necessità di rivederli. Staremo a vedere, certo che se non si deciderà di investire sulla formazione saremo destinati a vedere dei corsi di formazione più sensibili ai formalismi che non alla reale ricaduta sull'operatività del personale.

Come RdB\CUB Piemonte sollecitiamo il Coordinamento Nazionale della nostra organizzazione sindacale al fine di vigilare sulla trasparenza ed equità degli esami finali di questo corso o meglio di questa odissea ed ad impedire, in virtù delle pari opportunità che gli esami teorico - pratici vengano svolti tutti presso un'unica struttura e non come ventilato, in virtù un ipotetico risparmio economico, qualcuno fa gli esami a "casa" e qualcuno fa le valige e scende a Roma! se il Dipartimento vuole iniziare una politica di risparmio inizi da quei Funzionari del Corpo perennemente in missione che non hanno ancora deciso cosa fare e dove farlo! L'era delle consulenze è terminata, trasparenza e pari opportunità sono le giuste e doverose parole d'ordine in un Dipartimento allo sbando!.  

 

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