Un incontro inutile

Si è svolto, nella serata di ieri, l’incontro con il governo sulle questioni riguardanti il pubblico impiego a partire dal rinnovo dei contratti.

Roma -

Nonostante le più strampalate anticipazioni dei giorni scorsi di tutta la stampa nazionale su ipotetiche aperture del governo alle richieste sindacali, l’incontro si è concluso con un nulla di fatto su ogni tema all’ordine del giorno.

Nemmeno un accenno a risorse aggiuntive rispetto a quelle già stanziate anzi, per bocca del sottosegretario Saporito, il governo si è preoccupato di sottolineare che le OO.SS. e i lavoratori devono rendersi conto che quella varata a dicembre è una finanziaria di guerra che lascia pochi spazi di manovra.

Ben gentile, on. Saporito, ce n’eravamo già accorti!

Sostanziale riconferma delle posizioni del governo sulle altre questioni, dai programmi di privatizzazioni allo smantellamento della Pubblica Amministrazione, ai progetti di asservimento della dirigenza, alle questioni riguardanti lo scippo della liquidazione e la riconferma di un diverso e peggiore, se possibile, nuovo sistema pensionistico.

Il tutto accompagnato da un vago accenno alla costituzione di un tavolo di concertazione dei processi di dismissione in programma.

Come a dire che dovrebbero essere i lavoratori, in uno slancio autolesionista, a mettere spontaneamente la loro testa nel cappio preparato dal governo!

Insomma, un incontro di tre ore durante il quale il governo ha fatto sfoggio del suo volto più volgare ed arrogante per tentare di imporre, ricorrendo a furbate da quattro soldi, un accordo a perdere su tutti i fronti in cambio di una riedizione della concertazione in una versione ancora più becera e dannosa di quella subita dai lavoratori negli ultimi dieci anni.

Ad aggravare il quadro una modalità di gestione delle relazioni sindacali all’insegna della restaurazione dei periodi peggiori.

Un’impressionante linea di continuità, cambiano i governi ma il modo di governare resta lo stesso!

Un insieme di elementi che rafforzano e alimentano i motivi dello SCIOPERO GENERALE già indetto per il 15 febbraio per respingere l’attacco frontale sferrato dal governo ai diritti e alle tutele sociali e per imporre gli interessi dei lavoratori.

 

 

 

 

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