Torino: Cronaca di una mobilità...annunciata

I lavoratori del 53° corso che intravedevano nel Comando di Torino un’organizzazione ed una professionalità di alto livello hanno invece trovato u

Torino -

Cari colleghi,

dopo quasi settanta giorni, finalmente, al Comando di Torino, sono stati assegnati in modo definitivo i vigili del 53° corso.

Lavoratori che si aspettavano da un Comando come il nostro, per il suo passato e per l’elevato numero d’interventi, un’organizzazione ed una professionalità di alto livello hanno invece trovato uno squallido mercato sindacale e una organizzazione fallimentare.

In comandi come Milano quando arrivano i colleghi nuovi, sono già stati assegnati sia per sede che per turno, evitando quel penoso e disgustoso mercato sindacale che si verifica ogni volta a Torino, che ha previsto persino l’assegnazione da parte di noto sindacalista, non si offendano i sindacalisti, ai propri iscritti di più posti letto in varie sedi del Comando, evidentemente con la collaborazione forse da parte di diversi responsabili del comando.

Ma andiamo con ordine.

Come tutti ben sapete già nell’ormai lontano 1° maggio sarebbe dovuta avvenire la mobilità interna; disciplinata da un O.d.G., con risultati contestabili in alcune scelte, ma coerente con l’intento e i criteri adottati nell’assegnazione dei nuovi vv.pp., e cioè dell’accoglimento della domanda in funzione alla distanza dalla sede richiesta.

Infatti il giorno prima; cosi come riferito da diversi colleghi, alcuni pseudo sindacalisti erano andati nell’ ufficio del Funzionario preposto alla mobilità, e rimanendovi per diverse ore, hanno potuto con grande solerzia “controllare il rispetto dei criteri della mobilità”!? Con lista dei nominativi d’assegnare nelle sedi a loro più gradite, in barba al personale che non ha scelto di fare della propria carriera un compromesso politico.

Con il nuovo O.d.G. il personale non è stato assegnato in relazione alle esigenze di servizio, vedasi i casi eclatanti di Chieri e Susa che rimangono sotto numero, o altro esempio, un capo squadra che è stato assegnato a Caselle pur essendo in graduatoria avanti ad un collega che rimane in centrale, ma con la logica del colore della tessera sindacale.

Riteniamo che il massimo sia stato raggiunto quando i figli di capi reparto in pensioni o in servizio, militanti nelle solite sigle sindacali sono stati assegnati nella sede desiderata con l’aiuto dei soliti galoppini, quelli con orecchie più lunghe di quelle dei cavalli, , e quindi i residenti di zona sono finiti in altra sede come i colleghi che già erano assegnati al distaccamento di Stura.

Senza che il dirigente adducesse alcun tipo di giustificazione; tant’è che nella riunione convocata prima dell’emanazione dell’O.d.G. alla nostra richiesta di visionare l’elenco delle domande di trasferimento, cosa sempre avvenuta nelle precedenti riunioni sulla mobilità, ci siamo sentiti rispondere che si sarebbe violava la privacy del personale.

Ricordate la vicenda sugli elenchi relativi ai servizi sulla 626? Anch’essi in regime di privacy secondo il dirigente, ma perché si pubblica l’elenco delle vigilanze, eppure sono la stessa cosa? Forse avremmo potuto scoprire qualche altarino?

Il dirigente evidentemente, oltre a fare un uso discriminatorio della legge, favorisce apertamente alcune sigle sindacali, violando i criteri di mobilità concordati sia in sede nazionale che locale, con un atteggiamento palesemente antisindacale.

Di fronte a questa continua arroganza e latitanza, noi come O.S. ci siamo disgustati ed invitiamo quindi tutto il personale a riflettere sull’ultimo anno di gestione a distanza del Comando, appoggiandoci nelle forme di lotta che riterremo di attuare affinché Torino torni ad essere una sede degna per il Corpo Nazionale.

 

 

 

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