TAVOLO TECNICO DEL 26 FEBBRAIO SULLA FORMAZIONE CFBT

Nazionale -

Mercoledì 26 febbraio si è svolto l'incontro del tavolo tecnico per la formazione riguardo alla formazione sugli incendi in ambiente confinato (CFBT).

Già dal primo incontro fatto sul tema, tre anni fa, avevamo sottolineato quanto fosse importante per noi questa formazione di base. 

Ribadiamo che la conoscenza dell'evoluzione dell'incendio moderno e i fenomeni che qualunque pompiere possa trovarsi di fronte, riguardano la sicurezza del personale e l'efficacia dei nostri interventi di soccorso.

Attualmente ci sono già 12 istruttori, grazie alla preziosa collaborazione della provincia autonoma di Trento, come ha sottolineato il direttore Occhiuzzi. Il prossimo corso sarà ad aprile (12 unità) e noi auspichiamo che ce ne possano essere ulteriori due entro l'anno. Di questo passo, se la DCF darà la priorità necessaria, potremmo avere 100 istruttori entro l'anno prossimo, a regime ne serviranno almeno 120. Abbiamo sottolineato che urge un "CFBT light" come giornata informativa da erogare al più presto in tutti i comandi come formazione e informazione sui rischi connessi agli incendi. 

Abbiamo chiesto la correzione dell'attuale circolare nei seguenti punti:

requisiti i corsi di base (TPSS, ATP, SAF 1A) e non TAS1 (fino a quando non sarà bagaglio di gran parte del CNVVF) e non il SAF basico (speriamo che presto qualcuno si ravveda su questa castroneria).

Priorità ai capi squadra e al personale operativo dei comandi prima che agli allievi. Questa formazione è certamente importante anche per gli allievi, ma a questi si potrebbe inizialmente erogare una formazione teorico pratica di 2 giornate. Questo per formare al più presto le "prime lance" di tutte le squadre operative. I container dove effettuare le prove pratiche, infatti, attualmente sono solo alle SFO, sembra che ci siano già i fondi risparmiati dai campi USAR per installarne in altri tre poli periferici al più presto. Servono urgentemente strutture e istruttori per aggiornare la formazione del personale operativo sugli incendi.

Abbiamo inoltre proposto che per questa formazione come per tutti i corsi di base, in futuro, si stabilisca un mantenimento annuale per il reale mantenimento e aggiornamento di tutte quelle competenze considerate indispensabili per ogni vigile del fuoco.

Le visite preliminari e i limiti di entrate nei container addestrativi (1 al giorno, 3 a settimana e 9 al mese)  per i futuri istruttori CFBT, sono in linea con gli standard internazionali, questo ci ha rassicurato.

Come già chiesto in passato, abbiamo chiesto il computo della diffusione dei corsi di base su scala nazionale, per poter valutare capillarità e tempistica di diffusione di questi corsi.

In generale è stata chiara l'intenzione del direttore Occhiuzzi di chiudere questo pacchetto formativo prima della fine del mese prossimo e finalmente è sembrata esserci una certa sintonia con l'Emergenza. 

Speriamo che la DCF sia sempre più attenta e reattiva agli standard di formazione e aggiornamento internazionali e in questa ottica abbiamo chiesto che ci si possa slegare dalla schiavitù dei corsi da 36 ore. Troppe materie richiedono un aggiornamento urgente come: incendi che coinvolgono pannelli solari, incidenti che coinvolgono auto elettriche ibride o multi-alimentazione, termografia e biogas, schiume sintetiche e cafs... ci domandiamo perchè l'impegno del personale negli aggiornamenti fatti in modo disorganico da comandi e direzioni regionali non debba essere riconosciuto dalla DCF. Siamo fiduciosi che si possa continuare a cambiare in meglio.

 

per il Consiglio Nazionale USB VVF

Matteo Angeletti

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