SOMMOZZATORI BRINDISI

Brindisi -


Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Vice Capo Dipartimento Vicario
ing. Alfio PINI


alla Direzione regiionale dei Vigili del Fuoco della PUGLIA


Oggetto: sommozzatori Brindisi.


Egregi,


ad una prima analisi del documento finale relativo il riordino dell’organizzazione del CNVVF, peraltro non condiviso nella sua interezza, la scrivente O.S. non riesce a comprendere alcuni punti che appaiono alquanto strani se non addirittura inquietanti.

Non ci si riesce a spiegare ad esempio come, in riferimento al riordino dei nuclei sommozzatori, nell’arco di pochi giorni si sia riusciti ad inserire una nuova e fantasiosa dicitura che prevede, oltre ai nuclei di serie A, serie B e in chiusura, una nuova categoria: i nuclei sotto osservazione.

Molto probabilmente l’errore strategico di chiudere alcuni nuclei con una buona operatività è stato evitato in extremis, e questa di per se non può che essere una buona notizia, ma i criteri con i quali si è potuto decidere di tenere ancora in vita Grossseto e Viterbo rispettivamente con 5 e 7 unità non sono chiari. Grosseto opererebbe nella regione Toscana contestualmente con gli altri 2 nuclei della regione contravvenendo ad uno dei punti cardine del riordino, mentre Viterbo lo farebbe insieme a Roma, notoriamente tra i più grandi dell’intero panorama nazionale e destinato nel futuro ad assumere un ruolo sempre più importante. Inoltre, sempre ritenendo fondamentale la sopravvivenza di Grosseto e Viterbo, non si può non fare a meno di notare che la loro eventuale scomparsa non creerebbe notevolissimi disagi, visto che in loro assenza la copertura regionale su tutti e 4 i turni continuerebbe ad essere assicurata.

Ora non si capisce perché lo stesso ragionamento non sia stato fatto per il NSSA di Brindisi, il quale dispone di ben 9 operatori (e non 8 come da vostro prospetto!), e che il loro rientro tra file dei generici (passaggio obbligato nel caso si concretizzasse l’ipotesi di spostamento presso altra sede) determinerebbe la mancanza di un turno nel dispositivo di soccorso regionale non essendoci allo stato il numero sufficiente per formare i 4 turni.

Inoltre, statistica alla mano (sempre se “lor signori” si volessero prendere la briga di visionarla) il nucleo di Brindisi è stato costantemente interessato da una consistente attività di soccorso, superiore a molti di quei nuclei definiti di “serie A”.