Soap opera all' ombra della torre pendente

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire - speriamo di non dover aggiungere "non c’è peggior cieco di chi non vuol leggere" vero ing. Romano?

Firenze -

Abbiamo un solerte dirigente che ha deciso di assumere un atteggiamento arrogante di chiusura, probabilmente crede che essere dirigente lo elevi sopra le regole che valgono per tutti gli altri: visto che siamo in vena di proverbi, vogliamo ricordarne ancora uno in questo senso "chi troppo in alto sal cade sovente precipitevolissimevolmente".

L'ing. Romano da Pisa ci scriveva una non risposta alla nostra prima lettera, riproviamo con una seconda un attimino più dettagliata a prova di erronea interpretazione da parte di chiunque (o quasi) abbia una intelligenza normale, speriamo di essere stati chiari questa volta.

Vi terremo informati sul procedere della faccenda, intanto pubblichiamo la nostra nota del 17 febbraio:

Al Dirigente Provinciale

del Comando VVF di Pisa

dott.ing. Romano

 

La scrivente O.S. R.d.B. prende atto che la S.V. utilizza la legge (peraltro a Noi ben nota) 469/81 nell’ interesse precipuo dei dipendenti, non si capisce stante la premessa il diniego nei fatti all’ accesso alla documentazione richiesta:

ciò avrebbe dimostrato palesemente quanto a parole dato da Lei per scontato.

Nel rammentarLe che l’interesse all’accesso si configura nella necessità di tutelare un nostro iscritto da presumibili atti posti in essere avverso lui, atipici all’interno di un contesto generale, quindi meritori di approfondimento in quanto passibili di essere riferiti a mobbing, Le facciamo altresì presente che la legge 241/90 stabilisce tempi ben definiti in ordine all’ accesso stesso trascorsi i quali il soggetto giuridico interessato può mettere in atto strumenti normativi, di natura pubblica e privata, onde ottenere la remissione del diniego formale legato al silenzio della Pubblica Amministrazione.

Ritorniamo pertanto a chiedere una statistica ove siano riportati :

 

- il numero dei dipendenti di codesto comando provinciale inviati nell’ anno 2002 a commissione medica ospedaliera

 

- per ognuno di essi il numero di giorni di malattia effettuati prima dell’ invio a C.M.O., senza che venga peraltro indicato il nominativo specifico (per. Esempio: n° 3 persone inviate dopo 40 gg; n° 2 persone inviate dopo 20 gg etc).

 

Per quanto attiene alla presenza, peraltro da Lei ammessa con la Sua, di soggetti terzi alla visita medica fatta dal sanitario del Comando al nostro iscritto (ancorché autorizzati a maneggiare dati sensibili), le facciamo presente che cosa ben diversa è presenziare al colloquio medico-paziente dal dattiloscrivere ed archiviare poi la documentazione che il sanitario deve produrre.

Certi che la presente sia esaustiva in ordine alle richieste fatte in precedenza che Le rinnoviamo, Le facciamo presente che nel perdurare del Suo atteggiamento formale oltre quanto stabilito dalla legge 241/90 (a datarsi dalla Nostra precedente), la scrivente O.S. procederà a inoltrare tutta la corrispondenza intercorsa nelle opportune sedi istituzionali.

Cordiali saluti.

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