SITUAZIONI CRITICHE DEI NUCLEI SOMMOZZATORI

Nazionale -

 

Al Sottosegretario all’Interno con delega ai Vigili del Fuoco

On. Emanuele PRISCO

 

Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco

Prefetto Attilio VISCONTI

 

Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigli del Fuoco

Ing. Eros MANNINO

 

Al Direttore Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo

Ing. Marco GHIMENTI

 

Al Direttore Centrale della Formazione

Ing. Francesco NOTARO

 

Al Direttore Centrale per le Risorse Umane

Prefetto Maddalena DE LUCA

 

All’Ufficio per le Relazione Sindacali

Vice-Prefetto Floriana LABBATE

 

 

OGGETTO: SITUAZIONI CRITICHE DEI NUCLEI SOMMOZZATORI

 

L'analisi comparata della nota USB del 27 maggio 2024 e della successiva risposta dell'Amministrazione restituisce un quadro inequivocabile: la crisi che oggi investe i Nuclei Sommozzatori non è il frutto di eventi imprevedibili, ma la diretta conseguenza di precise scelte organizzative rispetto alle quali USB aveva formulato un avvertimento puntuale, motivato e facilmente attuabile.

Con la nota prot. 73 del 27 maggio 2024, la nostra Organizzazione Sindacale chiedeva semplicemente di attendere la conclusione del corso Capo Squadra Specialista Sommozzatore prima di pubblicare il bando per la selezione dei nuovi Specialisti. La richiesta nasceva da una valutazione elementare: il passaggio di qualifica di 37 Sommozzatori avrebbe inevitabilmente modificato gli equilibri delle già precarie piante organiche e una diversa scansione temporale delle procedure avrebbe evitato nuovi squilibri e futuri disservizi. USB evidenziava chiaramente che una scelta diversa avrebbe prodotto l'ennesimo sbilanciamento degli organici, con inevitabili ripercussioni sull'efficienza del soccorso.

Il Dipartimento, invece, respingeva integralmente tale proposta, sostenendo che esigenze organizzative e procedurali imponessero l'immediata pubblicazione del bando, ritenendo che attendere la conclusione del corso Capo Squadra avrebbe comportato ritardi incompatibili con la programmazione dell'attività formativa.

A distanza di tempo è possibile affermare, senza timore di smentita, quale delle due valutazioni fosse corretta.

Se l'Amministrazione avesse semplicemente dato ascolto alla proposta avanzata da USB e avesse atteso pochi giorni prima della pubblicazione del bando, oggi il Comando di Roma disporrebbe di sei Sommozzatori pienamente operativi in più, personale che avrebbe consentito di mantenere attivi tutti e quattro i turni previsti.

La realtà è invece drammatica.

A fronte di una pianta organica prevista di 28 Sommozzatori, il Comando di Roma dispone oggi di appena 11 operatori pienamente operativi, costretti a garantire il servizio su soli tre turni, essendo stato il Turno A soppresso dal 22 giugno per insufficienza di personale. Ciò significa che il principale Nucleo Sommozzatori del Corpo Nazionale opera oggi con meno del 40% dell'organico previsto e con un turno completamente chiuso, situazione che compromette inevitabilmente la capacità di assicurare il soccorso specialistico con continuità.

Il dato più significativo è che USB non chiedeva di bloccare il corso né di rinviare indefinitamente la selezione. Chiedeva semplicemente una diversa pianificazione delle procedure, attendendo il completamento di un percorso ormai prossimo alla conclusione. Una proposta di puro buon senso organizzativo che avrebbe evitato la situazione odierna.

L'Amministrazione ha invece preferito seguire una diversa impostazione. Oggi, però, gli effetti di quella decisione sono sotto gli occhi di tutti.

La crisi, purtroppo, non riguarda soltanto Roma.

In tutto il territorio nazionale il progressivo depauperamento dei Nuclei sta costringendo l'Amministrazione a razionalizzare il dispositivo di soccorso, ridurre l'operatività e ricorrere continuamente allo spostamento di personale tra Comandi, trasferendo le criticità da una provincia all'altra senza risolverne realmente alcuna.

La gravità della situazione romana emerge con particolare evidenza osservando quanto sta accadendo in queste settimane.

La ricerca della persona dispersa presso il Lago di Vico (VT) è resa possibile grazie allo straordinario lavoro dei Nuclei Sommozzatori provenienti da Napoli, Milano, Cagliari, Firenze, Reggio Calabria e Teramo, mentre il Nucleo Sommozzatori di Roma, pur essendo territorialmente competente, non è nelle condizioni di assicurare autonomamente un dispositivo di ricerca, ovvero solo marginalmente.

È un quadro impensabile fino a pochi anni fa e che, oltre a rappresentare il fallimento di anni di scelte organizzative, comporta una spesa folle per l'erario. Per sopperire a carenze ormai strutturali si movimentano specialisti da ogni parte d'Italia,

sostenendo costi elevatissimi per missioni, trasferte e logistica, quando una corretta pianificazione delle assunzioni e della mobilità avrebbe consentito di garantire il medesimo servizio con personale stabilmente assegnato ai rispettivi Comandi.

Nel 2018, infatti, la complessa ricerca del giovane cittadino azero disperso nel Lago di Castel Gandolfo venne gestita proprio dal Nucleo Sommozzatori di Roma, che effettuò oltre 120 immersioni, ricevendo il supporto del Nucleo Sommozzatori di Viterbo e del Centro Addestramento Sommozzatori di Capannelle.

Un esempio di efficienza operativa e di perfetta integrazione tra le strutture specialistiche del Corpo Nazionale.

Oggi, invece, quelle stesse realtà sono state progressivamente impoverite da un continuo e scellerato processo di razionalizzazione che sta decretando il progressivo exitus fatalis di questa Specialità.

Il paradosso raggiunge livelli ancora più preoccupanti se si considera che Roma non riesce ormai a garantire neppure il soccorso sul tratto del Tevere prospiciente la propria sede operativa. Nell'ultimo mese si sono verificati due tentativi di suicidio dal Ponte dell'Industria, situato a poche decine di metri dal Distaccamento del Nucleo Sommozzatori, senza che fosse possibile assicurare l'intervento del personale specialista poiché in entrambi i casi avvenuto nottetempo durante il turno A che risultava sospeso per insufficienza di organico

È la dimostrazione concreta di come il problema non sia più confinato all'organizzazione interna di una Specialità, ma incida direttamente sulla capacità del Corpo Nazionale di garantire il soccorso tecnico urgente.

Ancora più preoccupante è il progressivo depotenziamento del Centro Addestramento Sommozzatori di Capannelle, struttura che per decenni ha rappresentato il punto di riferimento nazionale per la formazione degli Specialisti. Portare questa struttura alla sostanziale paralisi significa compromettere inevitabilmente anche l'organizzazione dei futuri corsi di formazione e, di conseguenza, la possibilità stessa di immettere in servizio nuovi Sommozzatori. Non si sta soltanto gestendo male l'emergenza attuale: si stanno creando le condizioni affinché la crisi diventi strutturale anche negli anni a venire.

USB ritiene che sia ormai indispensabile invertire radicalmente la rotta.

Per il territorio di Roma è necessario intervenire con una procedura straordinaria ed urgente. È impensabile che il Nucleo Sommozzatori di Roma continui ad operare con organici estremamente ridotti, compromettendo quotidianamente l'efficienza del soccorso specialistico. Occorre adottare misure eccezionali almeno fino all'immissione in servizio dei nuovi Specialisti, così da ripristinare condizioni minime di operatività.

L'Amministrazione ha istituito formalmente nel 2018 i Ruoli delle Specialità proprio perché caratterizzati da competenze altamente specialistiche, percorsi formativi dedicati e professionalità non sostituibili con il personale operativo generico. È quindi evidente che questa specificità debba trovare corrispondenza anche nelle modalità di gestione degli organici e dell’individuazioni dei posti in mobilità. I numeri sono completamente diversi, le professionalità richieste sono altamente specialistiche e anche la movimentazione di una sola unità può incidere significativamente sull'efficienza del dispositivo di soccorso.

Togliere contemporaneamente più unità da un unico Comando, per disperderle su più Comandi crea un irrimediabile svantaggio al primo e non migliora affatto le condizioni dei secondi.

Per tali ragioni è indispensabile ridefinire un sistema di individuazione delle carenze degli organici attagliato specificatamente per il personale degli Specialisti, capace di contemperare le legittime aspettative dei Lavoratori con la necessità di garantire la piena efficienza dei Nuclei.

È significativo che vi siano ancora Sommozzatori dei corsi Capo Squadra Specialisti, con decorrenze giuridiche dal 2020 al 2025, ai quali non è stato ancora consentito di rientrare nel proprio Comando di residenza, nonostante le gravissime carenze di organico che interessano numerosi Nuclei sul territorio nazionale.

È giunto il momento di avviare un vero "Anno Zero" delle Specialità, superando definitivamente la gestione emergenziale che ha caratterizzato gli ultimi anni operando scelte nell’immediato.

Occorre effettuare una ricognizione nazionale degli organici realmente operativi, individuare con precisione le carenze presenti in ciascun Nucleo, consentire il rientro del personale nei Comandi di residenza e programmare un piano pluriennale di assunzioni e di formazione capace di restituire continuità, efficienza e prospettive future alla Specialità, anche riaprendo il Centro Addestramento Sommozzatori.

Solo attraverso una pianificazione strutturale e lungimirante sarà possibile ricostruire il patrimonio professionale della Specialità dei Sommozzatori, restituire piena efficienza ai Nuclei operativi e garantire ai cittadini un dispositivo di soccorso specialistico realmente all'altezza delle esigenze del Paese

In attesa di un cortese e celere riscontro, si porgono i saluti.

 

 

per il Coordinamento nazionale USB VV.F.

Paolo CERGNAR