SETTORE SAF 2.0, TROPPI BUGS. AGGIORNAMENTO NON RIUSCITO

Nazionale -

 

Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

Vice Capo Dipartimento Vicario

ing. Carlo DALL’OPPIO

 

Alla Direzione Centrale per l’Emergenza e il soccorso tecnico dei Vigili del Fuoco

del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile

ing. Marco GHIMENTI


 

Alla Direzione Centrale per la Formazione dei Vigili del Fuoco

del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile

ing. Domenico DE BARTOLOMEO

 

Settore SAF 2.0, troppi bugs. Aggiornamento non riuscito.

Leggendo la recente nota DCEMER n°46258 del 22/11/2023 si sono concretizzate le nostre preoccupazioni, le nostre perplessità, riguardo alla direzione intrapresa dalla riforma del settore SAF e del settore CRA. Con l’evoluzione delle tecniche, dei materiali, con il maturare dell'esperienza ci aspettavamo un miglioramento nella sicurezza dei soccorritori e una migliore efficienza nel soccorso, ma leggendo la nota sopracitata, questo non sta avvenendo, anzi si equipara il personale neoassunto formato Basico al personale 1B, un errore grave, perché non si è tenuto conto dei differenti percorsi formativi, della pregressa esperienza operativa, che gli ex 1B posseggono. Non si è tenuto conto di tutti gli addestramenti ed interventi compiuti in questi anni, alcuni ex 1B hanno al loro attivo qualche centinaio di ore tra addestramenti ed interventi. Un SAF Basico formato oggi alle scuole che proviene dal livello 1A, che inizia adesso un percorso, avrà bisogno di anni di addestramento ed interventi per acquisire la necessaria esperienza, come si fa a pensare oggi di parificarli? Questo potrà avvenire in futuro, quando questi lavoratori appena formati avranno raggiunto la capacità di valutare i rischi, di effettuare una consapevole scelta operativa, unita al corretto utilizzo delle tecniche e delle attrezzature necessarie. Fino a quando questo non avverrà, la parificazione operativa è una grave assunzione di responsabilità che l’amministrazione si prende, che inevitabilmente avrà effetti sulla sicurezza degli operatori e sul soccorso in generale.

Impensabile rinnovare il settore facendo tabula rasa del passato, i cambiamenti richiedono tempo e vanno fatti per gradi, oggi il settore SAF ha conosciuto una battuta di arresto, da una parte si è bloccata la progressione, bloccando i corsi, per chi aveva intenzione di avanzare in questo settore, dall’altra abbiamo neo assunti formati basici senza esperienza, formazione tra l’altro impartita insieme ad altri tanti moduli di altre discipline, fatto questo che non aiuta certo la sedimentazione delle nozioni. La scelta di favorire una formazione di base completa invece di implementare la formazione del personale già in servizio, soprattutto in questo settore è stato un grave errore. Come più volte ha ribadito USB, gli allievi, ma in generale tutti noi umani, non siamo vasi vuoti da riempire, non siamo telefonini dove con un up-grade ottieni prestazioni migliori. Passare dal SAF 1.0 al SAF 2.0 non è così semplice, la mente umana ha bisogno di tempo ed esperienza per apprendere, è un fatto noto.

Questa riforma del settore SAF sta trovando molti ostacoli sul suo percorso, suscita critiche negative sul territorio, non solo tra il personale generico, ma anche tra i formatori di settore. Ci chiediamo come USB, se la priorità è perseguire un progetto per quanto sbagliato o migliorare la sicurezza e il soccorso? Questa la domanda che dobbiamo porre e porci.

Questa domanda la poniamo agli attuali vertici, consapevoli che la responsabilità è di chi li ha preceduti, considerando che il basico non nasce ieri, ma siamo ancora in tempo a cambiare il percorso, non chiediamo di cambiare i manuali, il progetto è nel merito giusto, quello che dobbiamo cambiare è il metodo, USB lo ha contestato fin dall’inizio. La necessità di implementare la sicurezza in questo importante ambito del soccorso infatti è vitale, abbiamo fatto proposte concrete come organizzazione sindacale, ma sono rimaste lettera morta, l’amministrazione ha scelto una strada e la vuole perseguire senza aprire ad una revisione critica del progetto.

Anche i tavoli tecnici della formazione istituiti perché previsti dalle norme, sono spesso un’occasione persa dall’amministrazione.

L’amministrazione è rimasta silente anche su altre questioni da noi poste, inerenti la sicurezza in quota, quali:

 

- I cinturoni nuova foggia sono ancora utilizzabili? Chi provvede al controllo di questo DPI di 3° categoria certificato CE EN 358? Sono ancora adeguati? Ma non saranno già scaduti tutti?

- In attesa dei kit aramidici di evacuazione ed assicurazione si continuano a utilizzare DPI che i neo Vigili vedono per la prima volta ai Comandi di destinazione e la cui formazione viene lasciata al caso. I sistemi adottati nei Comandi con attrezzature non menzionate nei capitolati SAF per la sicurezza in interventi su incendio tetto e camino ( denominati KIT incendio tetto) sono realmente idonei?

- I Vigili Volontari che operano come la componente permanente, non ha forse lo stesso rischio di caduta dall’alto? Lo chiediamo perché nessuno ha pensato di inserire anche loro in questo riordino del settore SAF. Possiamo dire ignorati completamente?

 

Concludiamo citando quanto da voi scritto: "Cogliamo l'occasione per rammentare alle Direzioni Regionali e Interregionali, i cui Comandi non abbiano ancora ultimato il transito del personale SAF 1A e SAF 1B al livello SAF Basico, la necessità di completare quanto prima tale passaggio, riorganizzando i mantenimenti secondo i criteri definiti nell'Allegato IV della Circolare DCF 01/2020."

Bene segnalarvi che per molte Direzioni il problema è iniziare l’aggiornamento, non terminarlo. In Veneto, per fare un esempio, esistono ancora gli istruttori 1B e gli addestramenti sono fatti in ottemperanza della MISA 3, livello 1B, forse si stava meglio quando si stava peggio vien da dire. Abbiamo fatto in alcune note precedenti inviate alla vostra attenzione, delle proposte concrete, ragionevoli, applicabili, ma non hanno trovato alcuna risposta, rimane comunque la speranza di suscitare almeno il dubbio che il sistema perseguito per la realizzazione di questo progetto abbia dei seri problemi che non possono essere ignorati.

Confidiamo in una cortese risposta, se possibile dettagliata, per consentire a tutti noi di dare risposta alle legittime preoccupazioni dei nostri colleghi. La sicurezza e l'efficacia durante un’operazioni SAF sono di fondamentale importanza e meritano un'attenzione immediata.

 

Per il Consiglio Nazionale USBVVF

Ciro Bartolomei