Sessanta vigili del fuoco intossicati dopo la mensa!

I carabinieri del Nas mettono i sigilli alla cucina

Milano -

MILANO - Almeno sessanta vigili del fuoco intossicati dopo avere consumato un pasto, nella giornata di venerdì, nella caserma di via Messina (o proveniente da lì, visto che la mensa fornisce il cibo anche agli altri presidi milanesi dei pompieri). I sintomi? Febbre superiore ai 40, vomito, diarrea: i vigili del fuoco sono finiti in sei Pronto soccorso di Milano (Niguarda, Fatebenefratelli, San Carlo, Sacco, San Giuseppe, Policlinico) e in altri quattro della Lombardia (Monza, Desio, Garbagnate e Cantù).

L'allarme, che ha buttato giù dal letto i medici e i tecnici del dipartimento di Prevenzione dell'Asl, è scattato nella notte tra sabato e domenica. L'ipotesi è una tossinfezione da salmonella. I cibi possono essere arrivati in via Messina già contaminati dal batterio, oppure possono essere stati infettati lì. Di qui la decisione di chiudere la mensa fino al chiarimento della vicenda: ai vigili del fuoco ora arrivano pasti dall'esterno. Oltre all'Asl, al lavoro ci sono i Nas. «Sono stati prelevati campioni dei cibi, ora all'esame del laboratorio di via Juvara - spiega Giorgio Ciconali, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell'Asl -. Sono stati preallertati, poi, tutti i vigili del fuoco e siamo in contatto costante con gli ospedali per capire l'evolversi della situazione». Quaranta pompieri ieri hanno potuto lasciare il pronto soccorso, mentre altri 20 sono ancora ricoverati.


Milano, decine di pompieri in ospedale i Nas chiudono la mensa della centrale.

Sessanta vigili del fuoco (il numero è provvisorio) sono stati ricoverati per una intossicazione alimentare: tutti avevano pranzato in via Messina. La più grave è un aiuto cuoco di 34 anni

Dissenteria, vomito e febbre fino a 40. Sono almeno 60 i vigili del fuoco che nelle ultime 24 ore sono stati visitati o ricoverati negli ospedali milanesi per quella che sembra essere un'intossicazione alimentare. La Asl e i Nas dei carabinieri hanno chiuso - "a titolo precauzionale", spiegano - la cucina e la mensa della centrale dei pompieri in via Messina. Il sospetto è che a causare i malori possa essere stato il cibo servito nella giornata di venerdì. Fra i probabili intossicati, la più grave è una donna di 34 anni che lavora come aiuto cuoco. Arrivata all'ospedale in stato di shock settico (l'eccesso di concentrazione di batteri nel sangue) è ora in cura con una terapia antibiotica di emergenza. Secondo i primi riscontri dei medici, non sarebbe in pericolo di vita.

La Asl sta analizzando i campioni degli alimenti prelevati in cucina: al momento l'ipotesi che appare più probabile è che la contaminazione sia generale (che possa riguardare cioè l'intera struttura della cucina, le stoviglie o una cella frigorifera) e non sia invece legata a un alimento in particolare. Quasi tutti i vigili che hanno avuto dolori e febbre (almeno 37 persone, ma il conto è in continuo aggiornamento) appartengono ai turni B e C, in servizio fra la notte di giovedì e sabato mattina. Il rischio di avere ingerito cibo contaminato o avariato potrebbe riguardare 300 persone. I pompieri che hanno avuto sintomi da apparente intossicazione sono stati condotti negli ospedali Niguarda, Fatebenefratelli, Policlinico e nel polo medico di San Donato.

 

I pompieri hanno descritto nel dettaglio il menù degli ultimi pasti ed è risultato che i cibi ingeriti fossero molto diversi fra loro, anche se prevalgono quelli a base di pesce: dalla pasta col salmone panna agli spaghetti al tonno, dal filetto di platessa al fritto di calamari. Ma fra i vigili che presentano segni di intossicazione alcuni non hanno mangiato altro che riso in bianco e pollo ai ferri. Alcuni vigili del fuoco si sono sentiti male anche a Monza, Lissone, Cantù, Cremona e Mantova. La ragione è duplice: alcuni prestano servizio in via Messina ma abitano in altri Comuni della Regione, altri lavorano lontano da Milano ma in strutture comunque servite dalla mensa centrale.


Intossicazione alimentare, 20 vigili del fuoco all’ospedale Chiusa da Asl e Carabinieri la centrale di via Messina

Una cinquantina di pompieri intossicati, venti in ospedale, una dozzina ancora trattenuti. Quasi un bollettino di guerra, invece sono i risultati di una intossicazione alimentare che ha colpito i vigili del fuoco passati per pranzo e cena alla mensa della sede centrale di via Messina.

Tra i ricoverati anche l'aiuto cuoca, in ospedale con i sintomi più preoccupanti.

Ieri Asl e Nas dei carabinieri hanno proceduto a una serie di controlli, chiudendo a scopo precauzionale la struttura.
Pochi dubbi comunque sull'origine della «epidemia» che aveva cominciato a colpire i primi pompieri tra venerdì sera e sabato mattina, anche se all'inizio sembrava una fortuita coincidenza. I sintomi di intossicazione alimentari sono infatti assai simili a quelli di una banale influenza, facile da prendere in questa stagione. Il sospetto è diventato certezza quando però i casi hanno cominciato a salire rapidamente di numero. Tra loro anche l'aiuto cuoca, una donna di 34 anni finita in ospedale in stato di shock settico, attualmente in terapia antibiotica di emergenza ma non dovrebbe comunque correre pericolo di vita.
Al momento hanno accusato malori 50 dei 300 vigili del fuoco che hanno mangiato in mensa, venti quelli finiti al pronto soccorso, dodici ancora ricoverati tra Niguarda, Fatebenefratelli, Policlinico e polo medico di San Donato.
Ieri mattina sono arrivati i tecnici dell'Asl e del Nucleo antisofisticazione dei carabinieri che hanno effettuato una serie di prelievi e controlli sulle attrezzature, ma al momento tutto risulterebbe in ordine. La struttura non presenterebbe grosse criticità e la ditta che fornisce i pasti è quanto di più affidabile ci sia sul mercato. Si tratta infatti della Serist di Cinisello Balsamo che da anni fornisce non solo la caserma ma anche altre grandi comunità, come lo stesso comando provinciale dell'Arma dei carabinieri. Da una prima indagini inoltre risulta che gli intossicati hanno praticamente mangiato di tutto. C'è infatti una prevalenza di pesce, spaghetti con tonno o salmone di primo, calamari e platessa di secondo ma molti hanno preso riso in bianco e pollo ai ferri e sono comunque finiti in ospedale. Praticamente l'unico alimento in comune per tutti era l'acqua minerale, ma servita in confezioni sigillate. Il sospetto al momento è che qualche operatore stesse male a sia entrato in contatto con gli alimenti contaminandoli, teoria ovviamente in attesa di verifica. Come sono attesi i risultati dei prelievi su tutti i vigili ricoverati. Nel frattempo i pompieri dovranno accontentarsi di panini e pizze.


Intossicazione alimentare, coinvolti sessanta pompieri

Una ventina ricoverati in ospedale

Potrebbero essere stati il corredo da tavola o gli strumenti da cucina, a provocare malori e sintomi come febbre, vomito e dissenteria.

Milano, 16 aprile 2012 - Un normale pasto fra compagni, apparentemente uguale ad altre centinaia, sarebbe stato  nocivo per una sessantina di pompieri, a Milano e provincia, l'altro ieri. Di questi, sono al momento una ventina quelli ricoverati in alcuni ospedali milanesi con i sintomi da intossicazione alimentare: febbre, vomito e dissenteria.

L'Asl ha temporaneamente chiuso la mensa del comando insieme ai Nas e sta analizzando i campioni degli alimenti prelevati, che comunque vengono preparati da altre cucine. I vigili del fuoco avevano consumato pasti molto diversi tra loro, quindi al momento l'ipotesi più probabile è che la contaminazione sia stata generale, legata a qualche struttura utilizzata o al corredo della tavola e non dovuta a qualche alimento avariato in particolare. Nel frattempo, fa sapere il Comando provinciale, i pompieri sono stati ricoverati negli ospedali Niguarda, Fatebenefratelli, Policlinico e nel polo medico di San Donato Milanese.

 

 

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